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20:11 22 Settembre 2019
Marte

Musk: OK, non bombardiamo Marte, usiamo degli specchi giganti

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Dopo le critiche alla sua idea di bombardare i poli di Marte per renderlo adatto alla vita umana, Elon Musk propone una soluzione meno "esplosiva".

È stato sufficiente che gli esperti (e non solo loro) criticassero l’idea del bombardamento atomico del pianeta rosso perché l’imprenditore e CEO di StarX facesse marcia indietro e cercasse una soluzione più modesta per la terraformazione di Marte: ottenere l’emissione dell’anidride carbonica contenuta nel pianeta grazie all’effetto di un enorme specchio formato da satelliti. E in effetti nella gestione di satelliti SpaceX ha più esperienza che nelle esplosioni nucleari.

Secondo Elon Musk per l’adattamento di Marte alla vita umana basterebbero meno di 100 anni. Il compito principale sarebbe quello di scaldare i poli del pianeta rosso a punto tale che possa venir rilasciata una quantità di anidride carbonica sufficiente alla formazione dell’effetto serra, imitando l’atmosfera terrestre. Quando la superficie di Marte si riscalderà, per farsi una passeggiata sarà sufficiente una maschera a ossigeno.

L’idea precedentemente espressa dall’imprenditore americano era di utilizzare a questi scopi delle bombe nucleari, ma gli esperti hanno stimato che ce ne vorrebbero milioni. Allora Musk ha proposto su Twitter: “Potrebbe avere senso usate migliaia di satelliti a riflettori solari per riscaldare Marte”.

​Questa proposta è un po’ più realistica del bombardamento atomico: se tutto andasse come programmato, al momento dell’adattamento di Marte alla vita SpaceX avrebbe esperienza sufficiente nel gestire gruppi di migliaia di satelliti. Nell’orbita terrestre saranno presenti i satelliti di telecomunicazione del sistema Starlink, che secondo i piani di Musk comprenderà circa 12000 unità.

Non è una novità

Inverse ricorda che l’idea degli specchi cosmici non è una novità di Musk. Alcuni scrittori di opere fantascientifiche e, dopo di loro, gli ingegneri della NASA avevano proposto di illuminare così le zone buie della Terra e, in seguito, degli altri pianeti.

Nel 2006 la NASA aveva considerato la possibilità di creare nell’orbita di Marte un enorme specchio del diametro di 1,5 km con l’ausilio di 300 palloncini brillanti. Secondo i calcoli indirizzando il raggio su un’area della superficie di 1 km q., la temperatura aumenterebbe da -130° C a +20° C.

Un altro piano, elaborato dall’ingegnere aerospaziale Robert Zubrin e dallo scienziato della NASA Christopher McKay, corrisponde in misura ancora maggiore alle ambizioni di Musk e prevede la costruzione di uno specchio orbitale di 100 km fatto di satelliti con riflettori solari.

La struttura peserebbe 200mila tonnellate e, secondo gli ideatori, produrrebbe 27 terawatt di energia. Dopo il rilascio dell’anidride carbonica su Marte si creerebbe una pressione di 300-600 millibar. Per farsi un’idea, sulla Terra al livello del mare la pressione è di circa 1000 millibar.

Tuttavia, secondo alcune ricerche, la quantità di anidride carbonica su Marte non è sufficiente per formare sul pianeta un vero e proprio effetto serra. Il mondo scientifico continua a dibattersi sulla possibilità di trovare su Marte le condizioni per la vita dell’umanità, mentre cresce tra le potenze mondiali l’ambizione di mettere piede sul pianeta rosso.

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