10:58 09 Dicembre 2019
Il sistema solare

10 miliardi di sosia della Terra presenti nella Via Lattea

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Secondo i calcoli effettuati sulla base dei dati del telescopio Kepler potrebbero essere fino a dieci miliardi i pianeti uguali alla Terra nella Via Lattea.

Sembrano essere davvero sorprendenti i risultati di uno studio portato avanti da un gruppo di ricerca dell’università della Pennsylvania e pubblicati sulla rivista online specializata Astronomical Journal. Gli scienziati si sono basati sui dati forniti dal telescopio Kepler, conosciuto anche come "cacciatore di pianeti".

Secondo le stime effettuate una stella su quattro come il Sole potrebbe accogliere un pianeta con caratteristiche simili alla Terra, che presenterebbe un clima abbastanza temperato da avere delle riserve di acqua e consentirebbe dunque di ospitare la vita.

L'analisi basata sui dati del Kepler, che ha cessato la propria attività nell'ottobre del 2018 presenta sì "delle incertezze, ma fornisce una stima ragionevole di come i pianeti simili alla Terra nella nostra galassia siano compresi fra cinque e dieci miliardi", ha osservato il coordinatore della ricerca, Eric Ford.

Gli esperti si sono detti molto soddisfatti delle informazioni ottenute, dal momento che esse potranno in futuro essere utilizzate per indirizzare nella giusta direzione il lavoro di altri telescopi simili al Kepler, come il Wfirst (Wide-Field Infrared Survey Telescope) della Nasa, il cui lancio è previsto entro il 2030.

"Avremo un ritorno decisamente maggiore dei nostri investimenti, sapendo dove andare a cercare", ha continuato Eric Ford.

Altre iniziative

L'idea della colonizzazione di altri pianeti da parte dell'uomo non è certamente nuova e sono sempre di più le iniziative, più o meno fantasiose, volte ad individuare dei sistemi abitabili. 

Nel corso del mese di luglio, dopo alcuni rinvii, la Russia aveva lanciato in orbita il suo telescopio spaziale Spektr-RG, il cui compito negli anni a venire sarà quello di inviare immagini a raggi X di milioni di buchi neri, ammassi di galassie e stelle di neutroni.

In questi giorni il magnate americano Elon Musk aveva poi avviato su Twitter una campagna per bombardare Marte con degli ordigni nucleari in modo tale da rendere abitabile il pianeta rosso.

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