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20:57 19 Settembre 2019

Lo sperma umano rende i macachi meno vulnerabili all’HIV

© Sputnik . Alexei Danichev
Mondo
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Uno studio sul legame tra sperma e incidenza della contrazione dell'HIV potrebbe mettere in dubbio numerosi studi clinici sui mezzi di prevenzione.

Un gruppo di ricercatori per 5 mesi ha introdotto spermatozoidi umani nei genitali delle femmine di macaco. Lo scopo era di scoprire come la presenza costante dello sperma influenzasse la vulnerabilità al virus dell’HIV, responsabile dell’AIDS. È risultato che sotto l’effetto degli spermatozoi le cellule immunitarie delle femmine di macaco producono meno proteina CCR5, grazie alla quale il virus può introdurvisi. Di conseguenza le femmine cui veniva somministrata una dose di spermatozoi due volte alla settimana in caso di contatto con l’HIV contraevano il virus nel 42% in meno dei casi rispetto alle compagne.

Malgrado i rapporti sessuali non protetti siano uno dei modi principali di trasmissione dell’HIV, nel caso di rapporti eterosessuali la trasmissione avviene piuttosto raramente, con una probabilità di meno dell’1%, secondo alcune stime. Perché? I ricercatori americani hanno supposto che il motivo sia legato agli spermatozoi.

Siccome le cellule sessuali maschili sono estranee all’organismo femminile, possono provocare nelle donne infiammazione e rigetto. Perché questo non avvenga, gli spermatozoi reprimono la reazione immunitaria nelle pareti degli organi femminili, e le cellule immunitarie meno attive possono essere anche meno vulnerabili all’HIV. Questa ipotesi è avvalorata anche dal fatto che le prostitute diventano molto meno vulnerabili al virus dopo una pausa prolungata dal lavoro.

L'esperimento

Per verificare questa ipotesi i ricercatori hanno condotto un esperimento sui macachi, un animale estremamente simile all’essere umano. Come virus è stato utilizzato il SIV, l’analogo dell’HIV per le scimmie, che prevede sintomi simili. Gli esiti della ricerca, condotta dal Wistar Institute e dalla University of Puerto Rico, sono stati riportati da EurekAlert.

Le femmine di macaco sono state divise in quattro gruppi:

  1. Al primo gruppo per 20 settimane i ricercatori hanno somministrato spermatozoi umani (per evitare gravidanze), imitando così rapporti sessuali non protetti;
  2. Al secondo gruppo veniva somministrato un composto con particelle di SIV rese meno pericolose, che differivano da quelle normali perché non potevano riprodursi nelle cellule;
  3. Il terzo gruppo riceveva sia gli spermatozoi che le particelle del virus;
  4. Al quarto gruppo non venivano dati né spermatozoi né particelle del virus, solo liquido seminale “vuoto” (gruppo di controllo).

Dopo 20 settimane di “addestramento” del sistema immunitario, i ricercatori hanno cominciato ad esporre le macache al virus in forma completa. Per quattro medi il SIV veniva introdotto insieme agli spermatozoi o alle sostanze placebo, sempre due volte alla settimana. Nel frattempo i ricercatori calcolavano la percentuale degli animali infetti.

È risultato che il fatto che l’organismo fosse stato messo in contatto con la versione disattivata del virus non ha dato alcun privilegio: le macache del secondo gruppo si sono ammalate tanto frequentemente quanto quelle del quarto, il gruppo di controllo. Invece la somministrazione regolare di spermatozoi ha avuto un riscontro positivo: le femmine del primo e del terzo gruppo sono state esposte a un rischio di contrarre il virus inferiore del 42% rispetto al gruppo di controllo.

Le prospettive dello studio

Gli autori dello studio ritengono che il legame da loro individuato tra i rapporti sessuali e la resistenza all’HIV potrebbe mettere in dubbio i risultati di alcune ricerche cliniche. Per esempio, i vaccini contro l’HIV e i mezzi di prevenzione sono spesso testati sulle prostitute in quanto queste fanno parte dei gruppi a rischio. Tuttavia, se le lavoratrici dell’industria del sesso sono meno sensibili al virus, i dati sull’efficacia dei mezzi di prevenzione potrebbero essere non realistici.

Gli autori, inoltre, esortano a non prendere i risultati del loro lavoro come “istruzioni” nella propria vita privata. Gli spermatozoi non sempre proteggono l’organismo dalle infezioni. Il modo più affidabile di prevenire il virus resta l’uso del preservativo durante i rapporti.

Tags:
hiv, Animali
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