00:04 26 Febbraio 2020
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I deputati del kosovo hanno votato per lo scioglimento delle Camere, interrompendo di fatto il corso della legislatura. Ora la parola passerà agli elettori.

Con un voto a maggioranza i deputati dell’autoproclamata Repubblica del Kosovo hanno votato per lo scioglimento del Parlamento e l’indizione di nuove elezioni. La diretta delle votazioni è stata trasmessa sul sito dell’Assemblea legislativa del Paese.

Lo scorso 19 luglio l’ex comandante in capo dell’esercito di liberazione nonché ex premier Ramush Haradinaj aveva rassegnato le proprie dimissioni e si era recato all’Aia per rispondere di fronte a un tribunale speciale alle accuse per i crimini perpetrati in Kosovo. Su consiglio dei suoi avvocati, tuttavia, Haradinaj si è avvalso del diritto di non rispondere.

La notte del 26 luglio l’ex premier ha quindi fatto ritorno a Pristina, dichiarando di voler continuare ad occupare il proprio posto di Presidente del Consiglio, a dispetto le dimissioni. Haradinaj ha inoltre invitato il Presidente Hashim Thaçi ad indire delle nuove elezioni.

“A favore dello scioglimento hanno votato in 88 con un solo voto contrario”, ha dichiarato lo speaker del Parlamento Kadri Veseli dopo la fine delle votazioni.

Per determinare lo scioglimento delle camere erano necessari almeno 80 dei 120 voti del Parlamento kosovaro. Nei prossimi giorni il Presidente Thaçi comunicherà la data delle prossime elezioni, che dovrebbero tenersi il 29 settembre o il 6 ottobre.

In precedenza Haradinaj e la sua “Alleanza per il futuro del Kosovo” erano andati al governo con una coalizione che vedeva insieme a loro il Partito Socialdemocratico, capeggiato dal sindaco di Pristina, e uno degli ex leader del movimento radicale “Autodeterminazione”, Shpend Ahmeti.

Il Partito Socialdemocratico ha fatto sapere di nutrire estrema fiducia circa le possibilità di vittoria alle prossime elezioni.

La situazione in Kosovo

Nel 1999 lo scontro tra le forze separatiste dell’Esercito di liberazione del Kosovo e l’esercito e la polizia serbi avevano portato ai bombardamenti della Jugoslavia (all’epoca Serbia e Montenegro) da parte delle forze NATO.

Il 17 febbraio 2008 le istituzioni di Pristina hanno dichiarato con una decisione unilaterale la propria indipendenza dalla Serbia. L’autoproclamata Repubblica del Kosovo non è riconosciuta da Serbia, Russia, Cina, Israele, Iran, Spagna, Grecia e una serie di altri Paesi.

Nel marzo scorso al parlamento Italiano era stata presentata una petizione popolare per ridiscutere il Riconoscimento del Kosovo da parte della Repubblica italiana.

In seguito alle pressioni ricevute da Bruxelles e anche allo scopo di avvicinare il Paese all’UE e di rendere più agevole la vita ai cittadini residenti nell'area nel 2011 la Serbia è stata costretta ad avviare delle trattative per raggiungere la normalizzazione delle relazioni con i kosovari albanesi. Al processo di mediazione ha preso parte anche l’UE ma ad oggi il dialogo è stato interrotto.

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