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20:25 22 Settembre 2019
Taiwan, Palau, Isole Salomone, Nauru - posizione sulla mappa

Taiwan mette in guardia le isole del Pacifico sulle "vuote promesse" della Cina

© Sputnik / Alessio Trovato
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Il ministro degli Esteri di Taiwan, dopo le voci di un possibile passaggio di fedeltà delle Isole Salomone da Taipei a Pechino, mette in guardia le nazioni insulari del Pacifico ancora alleate contro le “vuote promesse” di aiuti finanziari provenienti dalla Cina.

Il ministro degli Esteri di Taiwan Joseph Wu ha avvertito oggi, giovedì 22 agosto, le nazioni delle isole del Pacifico contro "vuote promesse" di aiuti finanziari dalla Cina, dopo che le Isole Salomone hanno iniziato a prendere in considerazione il passaggio di fedeltà diplomatica da Taipei a Pechino. Lo riporta CNA.

Visitando Palau per consolidare le relazioni di Taiwan nel Pacifico - dove si trovano ben 6 dei suoi 17 alleati diplomatici - Wu ha affermato che le nazioni democratiche sarebbero preoccupate per le intrusioni cinesi nella regione.

"Ritengono sia molto importante che la Cina non estenda la sua influenza nella regione", ha detto ai giornalisti.

Le Isole Salomone, alleate di Taiwan, vengono corteggiate dalla Cina, che ha investito molto nel Pacifico.

Nazioni come l'Australia e Stati Uniti temono che l'interesse di Pechino sia alimentato da un obiettivo a lungo termine di stabilire anche una base militare nelle isole, acquisendo il controllo di vaste aree oceaniche.

La crescente presenza della Cina nel Pacifico contribuisce altresì a isolare ulteriormente la Taiwan indipendente che teme di venire riunificata con la forza. Wu ha affermato che gli alleati taiwanesi che stanno considerando il passaggio di fedeltà diplomatica alla Cina di prendere esempio dal caso di Nauru, un'isola del Pacifico che ha scaricato Taipei per Pechino nel 2002, ma che poi soli tre anni dopo ci ha ripensato.

"I cinesi vi diranno che possono venire con una grande quantità di investimenti, opportunità commerciali, portare ricchezza. Ma se esaminiamo casi concreti, il più delle volte non sarà nient’altro che una trappola... Ci vogliono solo due o tre anni per rendersi conto che quelle promesse sono vuote promesse. Il rapporto tra Nauru e Taiwan è ora più solido che mai proprio perché i leader laggiù ora non hanno fantasie sulla Cina", ha detto il ministro.

Le Isole Salomon, dove solo il 50% circa della popolazione ha accesso all'elettricità, dipendono fortemente dagli aiuti esteri. Una delegazione di Solomon, che comprende sei ministri, ha appena visitato la Cina e Wu ha affermato di averli invitati anche a Taiwan. Ha poi detto che Taiwan stava lavorando con Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, Giappone e l'Unione europea per avviare discussioni con le nazioni delle isole del Pacifico in merito alle loro esigenze di aiuto.

Wu ha dichiarato di aver avuto un incontro "amichevole" e "franco" con il Primo Ministro Solomons Manasseh Sogavare al Forum delle Isole del Pacifico di questo mese a Tuvalu.

"Non ho dubbi sul fatto che i rapporti di Taiwan con le Isole Salomone continueranno", ha affermato.

Una decisione sulla preferenza diplomatica dei Solomon per Taiwan o la Cina potrebbe arrivare già il mese prossimo.

La questione del riconoscimento di Taiwan

Questa notizia va compresa all’interno del contesto della questione del riconoscimento internazionale di Taiwan. L’isola è riconosciuta come nazione autonoma da solamente 17 Paesi del mondo, 6 di questi appunto sono piccole nazioni insulari del Pacifico. Perdere il riconoscimento e l’alleanza diplomatica persino di queste significherebbe un ulteriore indebolimento e isolamento internazionale. Le nazioni che riconoscono Taiwan sono le seguenti: Belize, Guatemala, Haiti, Honduras, Nicaragua, Paraguay, Saint Kitts e Nevis, Saint Vincent e Grenadine, Santa Lucia, Vaticano, Swaziland e le 6 nazioni insulari del Pacifico cui faceva riferimento oggi il ministro Wu, vale a dire: Isole Salomone, Tuvalu, Kiribati, Isole Marshall, Nauru, Palau.

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