00:28 09 Dicembre 2019
Il Ministro degli esteri iraniano Javad Zarif

Iran torna a rispettare accordo sul nucleare in "poche ore" se l'Europa fa lo stesso - Zarif

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La scorsa settimana, il presidente iraniano Hassan Rouhani ha dichiarato che Teheran avrebbe concesso ai restanti firmatari dell'accordo nucleare del 2015 altri 60 giorni per adempiere ai loro obblighi prima di procedere alla terza fase di riduzione degli impegni dell'Iran ai sensi del trattato di riferimento.

L'Iran "tornerebbe" a rispettare suoi impegni nel quadro dell'accordo sul Piano d'azione congiunto (PACG) immediatamente se i suoi firmatari europei attuassero la loro parte dell'accordo, indipendentemente dalla partecipazione degli Stati Uniti, ha annunciato il ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif.

Parlando mercoledì all'Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma (SIPRI), il ministro degli Esteri iraniano ha sottolineato che le azioni dell'Iran per ridimensionare i suoi impegni "possono essere annullate in poche ore" se i firmatari europei dell'accordo nucleare, tra cui Germania, Francia, Regno Unito e Unione europea rispetteranno le loro promesse di lavorare per trovare il modo di aggirare le sanzioni statunitensi a seguito del ritiro unilaterale di Washington dal trattato nel 2018.

​Teheran, come sottolineato da Zarif, continua a vedere il Trattato di non proliferazione nucleare come una "pietra angolare della legalità internazionale" e continuerà a impegnarsi per la non diffusione di queste armi. Per quanto riguarda il PACG, Zarif ha sottolineato che l'Iran vede ancora il trattato come un "buon accordo".

Ha attirato l’attenzione sui pericoli causati dalle politiche "imprevedibili" dell'amministrazione Trump e ha osservato che l'Iran potrebbe agire altrettanto "imprevedibilmente" in risposta.

"La reciproca imprevedibilità porterà al caos. Il presidente Trump non può aspettarsi di essere imprevedibile e aspettarsi che altri siano prevedibili", ha detto il ministro degli Esteri.

Parlando della crisi del Golfo Persico e della coalizione marittima guidata dagli Stati Uniti che è in corso di formazione nella regione, e gli impegni degli alleati statunitensi per continuare l'acquisto di miliardi di dollari in armamenti statunitensi, Zarif ha affermato che nessuna quantità di armi o truppe straniere potrà mai proteggere la fragile regione.

"Gli arabi del Golfo non possono raggiungere la piena sicurezza spendendo miliardi di dollari per l'acquisto di armi occidentali ... Nessuna presenza militare straniera (nel Golfo) può prevenire l'insicurezza", ha detto.

Il peggioramento delle relazioni tra Teheran e Washington

Le tensioni tra gli Stati Uniti e l'Iran sono cresciute dall'8 maggio 2018, quando il presidente Donald Trump ha ritirato unilateralmente il suo Paese dal piano d'azione globale congiunto ed ha imposto diverse serie di sanzioni economiche all'Iran.

Esattamente un anno dopo, Teheran ha annunciato la propria decisione di sospendere parzialmente alcuni obblighi previsti dall'accordo e ha concesso agli altri firmatari dell’accordo - Francia, Germania, Regno Unito, Russia, Cina e UE - 60 giorni per salvare l'accordo agevolando le esportazioni di petrolio e il commercio con l'Iran.

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Javad Zarif, Hassan Rouhani, Iran
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