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16:00 22 Settembre 2019

Mosca sarà sempre solidale con Caracas - Lavrov

© Sputnik . Aleksey Druzhinin
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La crisi politica in Venezuela (428)
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Mosca sarà sempre solidale con il Venezuela e intende contrastare le pressioni su Caracas, ha dichiarato il ministro degli Esteri russo in un incontro con il vicepresidente venezuelano Delcy Rodriguez.

"Ci siamo sempre impegnati e ci impegneremo a rispettare questi principi (del diritto internazionale), saremo sempre solidali con voi, difenderemo il diritto di ogni popolo di scegliere i propri percorsi di sviluppo e opporsi categoricamente a qualsiasi metodo illegittimo e unilaterale di ricatto e pressione", ha affermato Sergej Lavrov.

Il ministro ha anche commentato altri incontri che Rodriguez ha tenuto durante la sua visita a Mosca.

"Durante la sua attuale visita, ha già avuto un utile incontro, a quanto ho capito, con il vice rappresentante del governo russo, Yuri Borisov", ha detto Lavrov.

Il vice presidente venezuelano ha portato la gratitudine del presidente venezuelano Nicolas Maduro al suo collega russo Vladimir Putin.

Successivamente Rodriguez nell’incontro con Lavrov ha affermato che "le sanzioni illegali contro il Venezuela contribuiscono a rafforzare la cooperazione tra Caracas e Mosca".

Durante l’incontro Lavrov e Rodriguez discuteranno progetti congiunti in economia, scienza, tecnologia e cultura e coordineranno le loro posizioni sugli sviluppi in Venezuela, attorno al paese e a livello globale.

Rodriguez ha iniziato la sua visita in Russia lunedì. L'ultima volta aveva visitato il paese a marzo incontrandosi con Lavrov. Durante quell’incontro aveva annunciato che il gigante petrolifero venezuelano di proprietà statale PDVSA avrebbe spostato il suo ufficio europeo principale da Lisbona a Mosca.

La crisi in Venezuela

La crisi politica in Venezuela è peggiorata dopo il 23 gennaio il capo dell'Assemblea nazionale Juan Guaidó si è autonominato "presidente a interim" del paese.

Guaidó è stato immediatamente riconosciuto dal leader americano, Donald Trump, al quale si sono uniti circa 50 paesi, metà dei quali europei.

Russia, Cina, Cuba, Bolivia, Iran e Turchia, tra le altre nazioni, continuano a sostenere l'ordine costituzionale e il governo del presidente Nicolás Maduro che ha iniziato il suo secondo mandato il 10 gennaio.

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