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18:40 20 Settembre 2019
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Twitter annuncia restrizioni - più garanzie o rischio censura?

© AP Photo / Matt Rourke, File
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Dopo le accuse per aver consentito ad un’agenzia di stampa cinese di pubblicizzare i suoi rapporti sulle proteste di Hong Kong, Twitter annununcia che entro un mese vieterà ogni pubblicità proveniente da media ‘controllato dallo Stato’. Ma chi deciderà cosa si intende per ‘media controllato da uno Stato’?

In seguito alle accuse ricevute dai media, secondo i quali il social avrebbe pubblicato post informativi provenienti da media di Stato cinesi concernenti le proteste di Hong Kong, Twitter ha deciso di non accettare più inserzioni pubblicitarie provenienti da agenzie controllate da media statali.

"In futuro, non accetteremo più pubblicità da parte di enti di informazione controllati dallo Stato”, ha annunciato Twitter lunedì pomeriggio, specificando nell'informativa allegata che ciò che con precisione si intende per “media controllato dallo Stato" sarà deciso da leader accademici e della società civile.

​Ed è questo secondo punto che sta scatenando i dubbi degli utenti di tutto il mondo.

Chi esattamente deciderà cosa è ‘controllato dallo Stato’ e cosa invece è libero? Ma soprattutto il dubbio è se per Stato si intenderà qualsiasi Stato o ci saranno Stati verso i quali il social sarà più accondiscendente e altri nei confronti dei quali lo sarà meno.

Andando ad analizzare il dettaglio del testo pubblicato per specificare questa nuova ‘normativa’ interna, vediamo che si legge che il divieto non si applicherà alle "entità finanziate dai contribuenti, comprese le emittenti pubbliche indipendenti". Una formulazione che fa pensare ai più maliziosi che forse la norma sia scritta su misura in modo da facilitare emittenti come BBC o Voice of America per esempio o, per lo meno, una formulazione piuttosto ampia e facile alle interpretazioni fin troppo flessibili se non del tutto arbitrarie.

Le autorità su cui Twitter intende fare affidamento per distinguere i "media statali" che dovrebbero essere bannati sono a loro volta istituzioni come Reporter senza frontiere, il Comitato per la protezione dei giornalisti, l'unità di intelligence della rivista Economist con sede nel Regno Unito, il Centro giornalistico europeo con sede in Olanda, l'UNESCO e la ONG Freedom House che, a quanto pare, sarebbe essa stessa finanziata dal Governo degli Stati Uniti.

La determinazione dipenderà poi da criteri come "controllo del contenuto editoriale, proprietà finanziaria, influenza o interferenza su emittenti, redattori e giornalisti, sforzo diretto e indiretto di pressioni politiche e/o controllo sul processo di produzione e distribuzione".

​L'annuncio arriva lo stesso giorno in cui numerosi rapporti dei principali media mainstream accusavano Twitter di accettare inserzioni pubblicitarie dall'agenzia di stampa cinese Xinhua che criticava i manifestanti di Hong Kong.

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