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19:14 12 Novembre 2019
Pentagono lancia un missile prima vietato dal trattato INF

Trattato INF: Pentagono testa missile non più vietato - Video

© Ruptly . US DEPARTMENT OF DEFENCE
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Gli USA testano un missile che il trattato INF, oramai stralciato, in precedenza vietava. Pronta la replica di Mosca.

Il trattato INF, lo storico accordo firmato nel dicembre del 1987 da Ronald Reagan e Michail Gorbaciov e rimasto in vigore fino al 2 agosto di quest’anno, dopo la decisione degli Stati Uniti di porvi fine, vede oggi il suo definitivo ultimo atto con il test americano che il vice-ministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov ha così commentato:

"Sottolineiamo che percepiamo l’accaduto con calma, senza emozioni. Avevamo già ipotizzato che lo sviluppo degli eventi sarebbe potuto andare in questa direzione".

Allo stesso tempo il rappresentante degli Esteri, ha voluto attirare l'attenzione sul particolare dell’estremamente ravvicinato lasso di tempo che è passato dallo scadere del trattato al primo test missilistico. A suo avviso in poco più di due settimane è praticamente impossibile realizzare tali esperimenti a meno che Washington non si fosse preparata in anticipo, cioè quando l’accordo era ancora valido. Ryabkov ha poi apertamente confessato la sua opinione finale:

"In realtà per tutto questo tempo gli Stati Uniti non hanno fatto altro che cercare una scusa per liberarsi dagli obblighi contrattuali".

Il diplomatico ha inoltre ricordato le parole del presidente Vladimir Putin che ha ribadito più volte l'impegno di Mosca a favore di una moratoria sul dispiegamento di tali sistemi di difesa aggiungendo che la Russia potrà raggiungere questo obiettivo solo coordinandosi con gli Stati Uniti.

Il Pentagono intanto fa sapere che il test del missile terrestre non nucleare è perfettamente riuscito e il bersaglio posto a 500 km di distanza correttamente centrato.

Il trattato INF (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty) – accordo sulle forze nucleari a medio raggio

L’INF è un accordo storico firmato l’8 dicembre del 1987 a Washington da Ronald Reagan e Michail Gorbaciov a seguito del vertice di Reykjavik dell’anno prima. L’accordo pose fine alla crisi degli euromissili e l’escalation che si era venuta a creare tra SS-20 sovietici e i Pershing-2, Cruise e i Tomahawk americani e NATO. URSS e Stati Uniti grazie a quell’accordo si impegnarono a distruggere tutti i sistemi di missili balistici e da crociera terrestri, e anche a non produrli, testarli o dispiegarli in futuro.

Nell'ottobre 2018, Donald Trump ha annunciato il ritiro di Washington dal trattato, accusando Mosca di violare gli obblighi. Allo stesso tempo, la parte americana non ha fornito prove di ciò.

Successivamente, il segretario di Stato Mike Pompeo ha concesso a Mosca due mesi per "tornare alla conformità" con i termini dell'accordo. In particolare, gli Stati Uniti hanno chiesto alla Russia di abbandonare il missile 9M729 (SSC-8), il cui raggio presumibilmente viola le disposizioni del Trattato INF.

A Mosca, queste accuse sono state definite infondate, sottolineando che il razzo non è stato sviluppato e non è stato testato per un raggio superiore ai limiti stabiliti. Il 3 luglio Vladimir Putin ha firmato la legge sulla sospensione del Trattato INF. Il 2 agosto il contratto è stato risolto.

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