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20:28 22 Settembre 2019
MiG - 1.44

I progetti mai realizzati dell’aviazione sovietica

CC BY 2.0 / Artem Katranzhi / Mikoyan Project 1.44 on display at MAKS 2015
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Più di 3200 tra aerei ed elicotteri, 148.000 soldati, 107 anni di glorioso servizio in battaglia: il 12 agosto si celebra la giornata dei piloti militari russi. Quel giorno del 1912 venne emesso il decreto che rese operativo il Personale aeronautico della Direzione generale del Quartier generale.

Proprio questa struttura servì da prototipo per le forze dell’aeronautica sovietiche e russe. Negli anni passati negli armamenti degli aviatori figuravano centinaia di tipologie diverse di aerei ed elicotteri. Ma non tutti questi modelli arrivarono ad essere prodotti in serie. Sputnik vi parla dei progetti più interessanti rimasti fermi allo stadio di prototipi.

Il MiG-105.11

Durante la guerra fredda USA e URSS costruirono spazioplani che, si pensava, in futuro avrebbero potuto essere usati come bombardieri orbitanti. Oltreoceano misero a punto lo spazioplano sperimentale X-20 DynaSoar, mentre in Russia il MiG-105.11 passato alla storia per la sua caratteristica fusoliera a forma di zampa (viene anche soprannominato “Lapot’”, zampa in russo).

Intendevano lanciarlo in orbita con il missile balistico intercontinentale R-7, ma non si arrivò a questo. Alla fine degli anni ’70 il prototipo venne testato su una velocità prossima a quella del suono sganciato dal velivolo vettore, il bombardiere strategico Tu-95.

Il prototipo subsonico arrivava a percorrere 800 km/h e pesava 3,5 tonnellate. Era guidato da un pilota. Era disponibile in alcuni modelli: per la ricognizione fotografica e radio, per la distruzione di portaerei con missili a testata nucleare e per l’intercettazione di obiettivi spaziali.

Tra l’altro, i test dell’unico prototipo di prova del MiG-105.11 finirono in un incidente: infatti, il 13 settembre 1978 lo spazioplano subì importanti danni in fase di atterraggio. In seguito il progetto venne interrotto per gli eccessivi costi. L’unico “MiG spaziale” rimasto è conservato presso il Museo dell’Aviazione nella città di Monino, nei pressi di Mosca.

L’M-50

In risposta al programma americano del bombardiere supersonico di alta quota XB-70 Valkyrie nel 1956 i sovietici avviarono la costruzione di un proprio velivolo simile presso l’Ufficio Tecnico Aeronautico Myasishchev. Si mise a punto un mezzo di configurazione classica con ali a delta, piano di coda tradizionale e fusoliera a sezione trasversale minima. Nella carlinga erano disposti i 4 motori: 2 sotto le ali e 2 alle loro estremità. L’autonomia massima dell’M-50 da progetto arrivava ai 14-15.000 km e la sua velocità a 1900-2000 km/h.

Il prototipo dell’M-50 si alzò in cielo il 27 ottobre 1959. In un anno effettuò 11 voli di prova, ma la sua velocità non superò mai i 1090 km/h. Si capì, dunque, che con i motori presenti non era possibile superare la barriera del suono. I motori vennero sostituiti, ma non si raggiunse comunque l’obiettivo del supersuono.

I lavori su questo velivolo furono interrotti nel 1961 a causa dell’incongruenza tra obiettivi di progetto e possibilità reali di applicazione, nonché alla luce dello sviluppo dei nuovi mezzi missilistici per il trasporto di testate nucleari. Gli americani interruppero il programma XB-70 per la medesima ragione.

Il Mi-12

L’Unione Sovietica detiene ad oggi questo record ancora imbattuto: l’elicottero più pesante in assoluto. È l’elicottero da trasporto pesante Mi-12 che ha effettuato il suo primo volo il 10 luglio 1968. Questo mezzo molto pesante in grado di trasportare più di 30 tonnellate era destinato al trasporto di componenti di missili balistici intercontinentali per le Forze missilistiche strategiche.

Il biglietto da visita di quest’elicottero è la disposizione laterale delle due eliche principali al di sopra delle ali caratterizzate da una marcata rastremazione inversa. Il tutto è messo in moto da 4 motori D-25VF. L’equipaggio è composto dalle 6 alle 10 persone, ma l’aereo può contenere fino a 196 passeggeri. La massa del Mi-12 vuoto superava le 69 tonnellate. L’elicottero poteva raggiungere una velocità di anche 260 km/h e una quota di 3500 m.

Furono costruiti solamente 2 prototipi del Mi-12. Il primo fu esibito nel 1971 all’Esposizione di Le Bourget. Il mezzo suscitò un grande stupore tra la delegazione statunitense e la Società Americana Elicotteri conferì alla Fabbrica Moscovita Elicotteri Mil il Premio I.I. Sikorsky che viene conferito per i maggiori successi nel settore degli elicotteri. Tuttavia, il Mi-12 non fu prodotto in serie.

Al tempo, infatti, i militari non avevano più bisogno di un elicottero con una capacità di carico simile poiché erano stati creati missili strategici leggeri e molto efficaci lanciabili da piattaforme mobili. Tutte le esigenze delle Forze armate venivano soddisfatte da elicotteri di classi più leggere. Il primo prototipo si trova oggi presso la Fabbrica Moscovita Elicotteri, mentre il secondo presso il Museo dell’Aeronautica militare di Monino.

Il VVA-14

Il 4 settembre 1972 si è levato in cielo un velivolo sperimentale ibrido: parte aereo anfibio, parte bombardiere, parte portasiluri.

Il VVA-14, definito aereo anfibio a decollo verticale, è stato messo a punto dall’ingegnere aeronautico italiano naturalizzato sovietico Roberto Bartini. Avrebbe dovuto essere in grado di decollare e atterrare sull’acqua come un velivolo tradizionale e come un velivolo ad atterraggio e decollo verticali.

Si pensava che il VVA-14 sarebbe diventato parte del sistema antinave dell’Aeronautica composto da un velivolo proprio, dal sistema di ricognizione e puntamento Burevestnik, da armamenti antinave e da un sistema per il rifornimento del carburante in acqua. L’intero sistema era destinato al rilevamento e alla distruzione di sommergibili nemici collocati in zone distanti 1200-1500 km dal punto di decollo.

© Foto : Magazine "Military Parade". № 3 1998 pp. 92-98. Diving-missile boats , E. A. Aframeev, 1998 year
Per via delle complicazioni ai motori legate al decollo verticale fu creata una versione che trasformò il velivolo in un ekranoplano. Il mezzo fu testato nel golfo di Taganrog nel Mar d’Azov nel 1976. Sebbene il progetto di costruzione prevedesse la possibilità di un decollo verticale, l’elaborazione dei motori RD36-35PR presso l’Ufficio Tecnico Motori di Rubinsk non fu portata a termine. Lo scafo dell’unico prototipo di VVA-14 è esposto presso il Museo centrale dell’Aeronautica militare di Monino.

Il MiG-1.44

L’URSS si apprestò alla creazione di un caccia di quinta generazione ben prima del progetto PAK FA, oggi noto come Su-57. Nel 1983 presso l’Ufficio Tecnico Sperimentale Mikoyan venne confermato il “Programma integrato mirato” riguardante i lavori sul caccia, i suoi motori, la strumentazione elettrica e radiofonica di bordo, gli armamenti e le missioni tattico-tecniche aeronautiche e contraeree. Nel 1987 venne presentata l’idea di progetto, nel 1991 venne stilata la bozza del progetto e del velivolo, il quale assunse la denominazione MFI, sigla russa per “caccia frontale multiruolo”.

Stando al progetto, il velivolo avrebbe dovuto raggiungere una velocità di 3210 km/h e levarsi a 20.000 metri dal suolo. L’autonomia sarebbe stata di almeno 4000 km. Si doveva trattare di un aereo altamente manovrabile, impercettibile e supersonico.

Tuttavia, la crisi scoppiata nel 1991 pose fine al progetto. Un prototipo prese comunque il volo il 29 febbraio 2000, ma il decreto emesso dal governo russo nel 2002 circa gli Su-57 pose definitivamente fine all’MFI. L’unico esemplare è oggi conservato presso l’Istituto di Ricerca Aeronautica Gromov nella cittadina di Zhukovsky, nei pressi di Mosca.

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Aeronautica, aeronautica militare, Scienza e Tecnica, Tecnica militare, URSS
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