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20:42 22 Settembre 2019
Esplosione nucleare

La Cina prepara l' "opzione nucleare" nella guerra commerciale contro gli USA

© flickr.com / Public Domain
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La Cina intensifica gli investimenti petroliferi in Iran e potrebbe essere intenzionata a ricorrere all'"opzione nucleare" qualora gli USA dovessero opporsi.

Mentre è in corso l'escalation commerciale tra USA e Cina, il gigante asiatico ha intensificato i rapporti con l'Iran, che si annoderanno su tre progetti chiave, relativi al petrolio e alle fonti energetiche, e potrebbe ricorrere alla cosiddetta "opzione nucleare" come rappresaglia, contro il rivale d'oltreoceano. Così riportano fonti vicine al ministero del Petrolio iraniano.

Sarebbero ripartiti i colloqui con gli sviluppatori cinesi del primo progetto, denominato Fase 11 del supergigante South Pars nel campo del gas. A rivelarlo sarebbe stata proprio la compagnia Petrolio e Gas Pars (POGC). Il progetto era naufragato quando Trump aveva di nuovo imposto le sanzioni, determinando il ritiro di Total France dal progetto. 

Nonostante la Compagnia Petrolifera Nazionale Cinese (CNPC) fosse subentrata alla compagnia francese, assieme all'iraniana Petropars Company, la Cina aveva desistito dal progetto per non fare una forzatura nei confronti degli USA, proprio mentre venivano sparati i primi colpi della guerra commerciale. Avrebbe concordato con gli USA l'abbandono del progetto Fase 11, per poter continuare indisturbata le attività nelll'Azadegan settentrionale, Yaran e Yadavaran, i principali progetti cinesi in Iran. Gli accordi per lo sviluppo dei siti erano stati presi nel 2007, prima dei ritiro degli USA dagli accordi nucleari, avvenuto nel maggio 2018, e quindi sarebbero del tutto legali. 

L'accordo tra Cina e Iran

Adesso un nuovo accordo tra Cina e Iran dovrebbe permettere di riattivare il primo progetto. La Cina otterrà uno sconto del  17,25% per nove anni, sul valore di tutto il gas che recupera e in cambio dovrà incrementare la produzione dei giacimenti di Azadegan di 500.000 bpd entro la fine del 2020, in accordo con le intenzioni dell'Iran di intensificare le estrazioni nell'area.

Il terzo progetto, non ancora concluso, è l'oleodotto da 2 miliardi di dollari USA, finanziato dalla Cina, che collegherà Guriyeh, situata nel distretto rurale Shoaybiyeh-ye Gharbi, nella provincia di Khuzestan (sud-ovest dell'Iran), alla contea di Jask, nella provincia di Hormozgan (Iran meridionale). L'opera si rende necessaria data la difficoltà a navigare nel golfo di Oman, in seguito alle nuove sanzioni e ai sequestri delle petroliere. Il progetto comprende anche la destinazione a Jask, di un deposito di stoccaggio, di una capacità di 500.000 barili di petrolio, per poter incrementare le esportazioni a un milione di barili al giorno. 

Nel caso in cui gli USA si dovessero opporre a uno di questi progetti, la Cina potrebbe considerare l'"opzione nucleare", ovvero sganciare la bomba atomica del debito pubblico statunitense sui mercati. La minaccia è quella della vendita totale o di una parte significativa 1,4 trilioni di dollari USA di buoni del tesoro USA, nella pancia del gigante asiatico. La prima tranche di vendita potrebbe avvenire in settembre.

Se la Cina dovesse porre sul mercato i titoli statunitensi, il valore del dollaro crollerebbe, così come i rendimenti delle obbligazioni e il mercato immobiliare. Sarebbe il caos nei mercati azionari. In uno scenario del genere il dollaro potrebbe essere sostituito dal renminbi come moneta di scambio internazionale e riserva di valore.

A proposito di questo, recentemente Leonid Mikhelson, amministratore delegato del gigante petrolifero Novatek, ha dichiarato che la Russia sta prendendo in considerazione le future vendite in Cina denominate in renminbi e che le sanzioni statunitensi accelerano il processo di dedollarizzazione che la Russia ha intrapreso, soprattutto per quanto concerne gli scambi di risorse energetiche.  "Di questo si è discusso abbastanza con i maggiori partner commerciali della Russia, come India e Cina, e anche i paesi arabi stanno iniziando a prendere in considerazione l'ipotesi ... Se creano difficoltà per le  banche russe, tutto ciò che dobbiamo fare è sostituire i dollari. La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina non farà che accelerare il processo", ha aggiunto.

Tags:
Petrolio, Iran, Cina
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