14:30 17 Novembre 2019

Più impercettibile del Su-57: i punti di forza del drone russo Okhotnik

© Foto: YoTube / Ministry of Defence of the Russian Federation
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Quali sono le caratteristiche del primo drone pesante da combattimento russo? E come mai la Russia entra solo ora nell'era dei velivoli militari a pilotaggio remoto?

Il primo aereo da combattimento pesante senza pilota messo a punto in Russia, l’S-70 Okhotnik-B, ha effettuato il suo primo volo. Sputnik in questi contenuti d’analisi vi spiega in che modo questo mezzo riesce a prestare supporto ai velivoli Su-57 e per quale motivo la Russia era rimasta indietro nel settore degli aeromobili a pilotaggio remoto.

La storia del tuttala russo

Il 3 agosto 2019 il primo aereo da combattimento pesante senza pilota messo a punto in Russia, l’S-70 Okhotnik-B, ha effettuato il suo primo volo. La creazione di questo aeromobile a pilotaggio remoto era stata avviata dalla Sukhoy su commissione del Ministero russo della Difesa nel 2011. Nel giugno del 2018 venne messo a punto il primo prototipo presso la NAPO (Associazione V. P. Chkalov di Novosibirsk per la produzione aeronautica). Nella primavera del 2019 durante la visita del presidente russo Vladimir Putin al centro di ricerca dell’Aeronautica militare ad Akhtubinsk gli esperti rilevarono su fotografie satellitari, mostrate alla rassegna di velivoli, un mezzo di tipo tuttala e lo identificarono come Okhotnik-B. Fu chiaro che la serie di test terrestri stesse volgendo al termine. E, infatti, all’inizio di agosto 2019 durante una breve conferenza stampa il Ministero russo della Difesa ha annunciato che il primo volo di questo drone è stato eseguito con successo ed è durato circa 20 minuti.

Cosa può fare l’Okhotnik insieme al Su-57?

Al momento non disponiamo dei dettagli necessari per giudicare le caratteristiche e le capacità del nuovo aeromobile a pilotaggio remoto russo. Ciò è dovuto all’elevatissimo grado di segretezza che concerne tutti i più importanti programmi dell’aviazione russa.

Si sa che questo mezzo è effettivamente pesante: è lungo almeno 14 metri e ha un’apertura alare di circa 19 metri. Questi sono parametri simili a quelli di velivoli come il Su-27 o il MiG-29. Si suppone che il nuovo drone potrà essere impiegato in maniera congiunta con il velivolo multiruolo di quinta generazione Su-57 a bassa visibilità.

Si ritiene che il Su-57 potrà essere guidato da un gruppo di droni che apriranno per esso una breccia all’interno della difesa contraerea nemica in direzione dell’obiettivo principale. In futuro, grazie allo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale, è ampiamente possibile un’organizzazione delle interazioni fra divisioni di droni di questi tipo in un combattimento aereo.

Il loro costo di produzione è inferiore a quello di velivoli veri e propri di quinta generazione. E, cosa fondamentale, questi droni sono a pilotaggio remoto. Un nuovo velivolo può essere costruito in poche settimane, mentre la preparazione di un nuovo pilota per un moderno aereo ad elevato contenuto tecnologico può durare anche qualche anno.

L’Okhotnik è più impercettibile del Su-57

Il nuovo aeromobile d’assalto a pilotaggio remoto è stato realizzato riducendo la percettibilità ai radar. La configurazione stealth del nuovo velivolo gli assicura le condizioni migliori in fase di combattimento aereo e di superamento della difesa contraerea nemica.

Infatti, questo drone riesce a rimanere impercettibile anche quando i velivoli tradizionali vengono intercettati dai radar. In tal senso è, forse, persino più completo di un Su-57.

Il fatto è che l’Okhotnik non dispone di un impennaggio di coda tradizionale il quale, dal punto di vista della percettibilità, è il tallone d’Achille di qualsiasi velivolo. D’altra parte si ritiene che una ancora minore visibilità ai rilevatori di calore e ai radar si sarebbe potuta ottenere con una conformazione più chiusa dell’ugello del motore, mentre al momento l’Okhotnik dispone di un motore a reazione con un tradizionale ugello circolare. Ma evidentemente si tratta di un compromesso che riguarda il primo prototipo di un’aeromobile potenzialmente impercettibile.

Rifornimento senza pilota

L’Okhotnik-B dispone di un pod per armamenti disposto all’interno della fusoliera che permette di “nascondere” dai radar nemici missili e bombe di solito sospesi sotto il velivolo. Come armamenti principali si prevede di utilizzare le versioni più nuove di bombe e missili guidati con sistemi di puntamento laser e televisivi di calibro fino a 500 mm.

Molto probabilmente il nuovo drone sarà equipaggiato con un sistema di rifornimento di carburante in volo e, in maniera simile ai mezzi americani della stessa categoria, sarà in grado di svolgere anche il ruolo di rifornitore.

Si pensa che questo drone sarà in grado di fare rifornimento anche al Su-57. Questo permetterà di raddoppiare o aumentare ancora di più il raggio d’azione di questo velivolo. Ricordiamo che la distanza di volo del Su-57 con un serbatoio di carburante sospeso è di 5500 km.

La Russia entra nel club del pilotaggio remoto. Perché questo ritardo?

Con l’Okhotnik la Russia è entrata nel club mondiale delle nazioni che dispongono di tecnologie volte alla creazione di aeromobili impercettibili a pilotaggio remoto. Poco tempo fa in questo club vi erano solamente USA, Cina e UE.

La Russia era rimasta indietro soprattutto perché non erano state definite in maniera corretta le priorità a livello di elaborazione dei mezzi a pilotaggio remoto negli anni ’90 e 2000.

Probabilmente si preferì dare la priorità ai velivoli pilotati di quinta generazione e l’intero potenziale tecnico-scientifico venne indirizzato all’aviazione pilotata. Si perse, dunque, tempo e ora la Russia deve colmare il divario.

Oggi nell’Aeronautica militare statunitense non sono in fase di test, ma sono operativi e con grande successo più di 1000 aeromobili pesanti a pilotaggio remoto di medie dimensioni. A partire dal 2011 è in funzione l’aeromobile stealth senza pilota X-47B che può effettuare decollo e atterraggio da portaerei, nonché fare rifornimento in aria in regime automatico.

Anche la Cina ha introdotto negli armamenti un’intera gamma di aeromobili senza pilota ed è superata solo lievemente dagli USA per la quantità di questi velivoli nelle proprie forze aeronautiche. In Russia, invece, il lavoro per la creazione di questi droni fu avviato solamente dopo il conflitto in Georgia del 2008 quando fu chiara la grave carenza di aviazione di ricognizione a pilotaggio remoto.

Quali altri droni possiede la Russia

I provvedimenti presi per colmare questo divario sono impressionanti: negli ultimi 2 anni sono entrati in fase di test sia il drone di ricognizione a lungo raggio Orion, sia quello a lunghissimo raggio Altius e ora anche il primo drone stealth Okhotnik-B. La dotazione di tali tecnologie nell’Aeronautica porterà a un notevole salto di qualità: dall’uso dell’aviazione in guerra secondo le esperienze del Novecento a quello che è giusto definire le “guerre del futuro”, ossia alla realizzazione di rapide operazioni ad alto contenuto di informazioni in tempo reale senza contatto diretto con il nemico e con l’impiego dei più moderni mezzi di distruzione.

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