01:43 14 Novembre 2019
A sign rotates outside New Scotland YardEl lugar donde fue envenenado el exagente ruso Serguéi Skripal (archivo)

Caso Skripal – Scotland Yard torna all’attacco ma l’Ambasciata russa risponde

© AP Photo / Matt Dunham © Sputnik . Alexey Filippov
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Ieri Scotland Yard aveva annunciato di aver trovato tracce dell’agente nervino Novichok nel sangue di un altro agente delle forze dell’ordine impegnato l’anno scorso nelle indagini sulla vicenda Skripal a Salisbury. L’ambasciata russa a Londra oggi esprime tutte le sue perplessità enumerando le incongruenze che rileva.

L'ambasciata russa ha commentato l'avvelenamento del secondo ufficiale di polizia durante il caso Skripal a Salisbury reso noto ieri da Scotland Yard. Secondo la polizia di Londra l’agente sarebbe stato esposto ad una modesta quantità della sostanza nervina, trattato adeguatamente in ospedale e, dopo l’incidente, tornato regolarmente alle sue funzioni. Gli esami della sostanza trovata nel sangue, tuttavia, rivelerebbero oggi che si trattasse proprio della sostanza incriminata Novichok, che secondo gli stessi inquirenti, ricondurrebbe alla Russia.

L'Ambasciata russa risponde oggi all’implicita accusa osservando che le informazioni sulla nuova vittima sollevano più interrogativi che certezze a causa di incoerenze evidenti. In primo luogo il corpo diplomatico ha espresso stupore per il fatto che questi dati siano apparsi solo oggi dopo quasi un anno e mezzo dall’incidente. La missione diplomatica ha anche osservato che la polizia britannica non ha nominato la vittima e ha anche fatto riferimento ad alcuni "metodi diversi" ma non specificati per rilevare tracce di esposizione agli agenti nervini.

“Per questi motivi, e tenendo anche conto delle numerose incoerenze nelle precedenti dichiarazioni delle autorità britanniche, le informazioni pubblicate oggi non ispirano alcuna fiducia", si legge in una dichiarazione dell’Ambasciata.

I diplomatici russi hanno anche definito le informazioni pubblicate come "un nuovo tentativo di portare almeno una base di prove sotto le linee guida politiche predeterminate dal Governo britannico".

La missione diplomatica ha anche sottolineato che dopo l'incidente di Salisbury, le autorità britanniche hanno continuato a rifiutare di cooperare con la Russia e hanno tenuto segreto lo stato di salute ed il luogo di residenza dell'ex ufficiale russo Sergei Skripal e di sua figlia Julia. Per questo motivo i diplomatici russi fanno quindi anche notare che Londra viola gli obblighi in materia di convenzioni consolari e trattati di assistenza legale.

"Ovviamente, la ragione di questo comportamento sono da ricercare nel fatto che rivelare tutti i dettagli di questa storia oscura non sarebbe affatto nell'interesse della Londra ufficiale", ha concluso l'Ambasciata.

Il caso Skripal

All'inizio di marzo dell'anno scorso nella cittadina di Salisbury l'ex colonnello del GRU (Servizio informazioni delle forze armate russe e prima sovietiche) Sergei Skripal, condannato per tradimento in Russia, e sua figlia Julia, venivano ricoverati con sintomi da avvelenamento. Questo aveva provocato un grande scandalo internazionale dal momento che Londra aveva da subito accusato Mosca.

La Russia, da parte sua, aveva ripetutamente proposto un'indagine congiunta ma la Gran Bretagna ha ignorato questa iniziativa e negato la possibilità di contattare gli Skripal. L'ex primo ministro Teresa May e il ministro degli Esteri, allora Boris Johnson, oggi egli stesso primo ministro, avevano affermato che il veleno fosse stato prodotto in Russia e identificato come Novichok ma il laboratorio militare per le armi chimiche di Porton Down (coincidenza anch’esso situato in località Salisbury) aveva negato di essere in grado di poter affermare con certezza che si trattasse proprio di quella sostanza.

Londra in seguito mostrò poi le fotografie di due "sospetti avvelenatori di Skripal". Le autorità britanniche affermarono che i due uomini fossero gli agenti del GRU Alexander Petrov e Ruslan Boshirov ma poi gli stessi in un'intervista con Sputnik e la caporedattrice Margarita Simonyan giurarono di essere andati in Gran Bretagna come turisti e non aver nulla a che fare con i servizi segreti. 

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