15:06 11 Dicembre 2019

Respirare aria inquinata è come fumare un pacchetto di sigarette al giorno

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Una ricerca rivela che l'inquinamento atmosferico, anche a livelli molto bassi, ha un effetto nocivo irreversibile sulla salute dei nostri polmoni.

Si sa da tempo che l’inquinamento atmosferico è nocivo per il cervello, il cuore, i polmoni e, in alcuni casi, anche per la psiche umana.

Un gruppo di ricercatori di diverse università americane hanno per la prima volta preso in esame il ruolo degli agenti inquinanti contenuti nell’aria nella comparsa dell’enfisema polmonare. Si tratta di una malattia delle vie respiratorie in cui danneggiamenti del tessuto polmonare portano a raucedine, tosse e fiatone, rappresentando una minaccia letale per l’uomo.

I ricercatori sono arrivati a una conclusione allarmante: l’inquinamento atmosferico, e in particolare quello legato all’ozono, che si acuisce per via dei cambiamenti climatici, provoca danni gravi ai polmoni.

“Siamo rimasti sorpresi vedendo com’è forte l’influenza dell’inquinamento dell’aria sul progredire dell’enfisema, nella medesima misura dell’effetto del fumo di sigarette, che al giorno d’oggi è la più nota causa dell’enfisema”, ha spiegato l’autore principale dello studio, il professor Joel Kaufman dell’università di Washington.

Il suo team ha analizzato i dati ottenuti nel corso di una ricerca intitolata MESA, Multi-Ethnic Study of Atherosclerosis (“Studio multietnico sull’aterosclerosi”), alla quale hanno preso parte più di 7000 persone dai 45 agli 85 anni residenti in diversi stati americani. Durante lo studio, protrattosi dal 2000 al 2018, gli specialisti hanno studiato nel dettaglio il livello di inquinamento dell’aria nei posti in cui abitavano i volontari (ricerca “MESA Air”) e parallelamente hanno tenuto sotto controllo la salute dei partecipanti (ricerca “MESA Lung”). Gli esiti sono stati pubblicati in un articolo su JAMA Network.

Paragonando i dati gli specialisti hanno concluso che il rischio di sviluppo dell’enfisema polmonare aumenta sotto l’effetto dell’ossido di azoto e, in misura ancora maggiore, dell’ozono.

Nelle zone esaminate il livello annuale medio di ozono era di 10-25 parti su un miliardo. Un livello inferiore alle 100 parti su un miliardo secondo gli standard americani non deve nuocere alla salute. Tuttavia si è scoperto che l’effetto prolungato sulla salute anche di livelli minimi dell’agente inquinante può essere pericoloso.

Quindi, se la concentrazione di ozono aumentava anche solo di tre parti su un miliardo rispetto agli indicatori abituali per la persona e i soggetti respiravano quell’aria per almeno dieci anni, erano esposti allo stesso sviluppo di enfisema cui erano soggetti i fumatori che consumano un pacchetto di sigarette al giorno per 29 anni.

La cosa più allarmante è che si tratta proprio dell’aumento di concentrazione degli agenti inquinanti che si osserva in molte metropoli al giorno d’oggi.

“Il livello delle malattie croniche dei polmoni cresce e sempre più spesso questa malattia colpisce persone che non fumano. Dobbiamo capire quale sia la causa delle malattie croniche dei polmoni e, sembrerebbe, uno dei fattori principali è l’effetto dell’inquinamento atmosferico, che è difficilmente evitabile”, ha sottolineato il dott. Kaufman.

Le ricerche in questo campo oggi hanno un’importanza fondamentale: sapendo quali agenti inquinanti agiscono sui polmoni, gli specialisti possono creare metodi di profilassi e cura più efficaci.

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