02:57 14 Dicembre 2019
US financier Jeffrey Epstein appears in a photograph taken for the New York State Division of Criminal Justice Services' sex offender registry

Jeffrey Epstein: il mistero di un ‘suicidio’… troppo utile

© REUTERS / Handout
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Ma il mistero ancora più grande non è come è morto, il mistero vero è come è vissuto. Come ha fatto un uomo tanto in vista a crearsi una tale bolla protettiva e diventare ricchissimo occupandosi di affari così poco chiari?

Jeffrey Epstein, nato a New York nel ’53, e a New York morto la mattina del 10 agosto scorso. Suicida, almeno così dicono, nella sua cella al Metropolitan Correctional Center di Manhattan. Era stato arrestato per la seconda volta il 6 luglio scorso per traffico e prostituzione di minori in Florida e New York dopo aver già ricevuto una condanna per lo stesso reato nel 2008.

Già nel 2005 la polizia di Palm Beach (Florida) aveva iniziato ad indagare su di lui dopo la denuncia di un genitore per le molestie sessuali subite dalla figlia appena 14enne. Ora, dopo la sua morte e l’interesse suscitato, sono gli stessi media americani a rileggere sotto un’altra luce le testimonianze del passato e il senso di imbarazzo cresce, non tanto per il penitenziario che aveva in custodia il miliardario e per i dubbi sulle reali cause della sua morte, ma per gli interrogativi che sorgono su di un intero sistema sociale. Una delle testimoni al processo, Virginia Roberts Giuffre, oggi 36enne, nel 2016 dichiarava, che Jeffrey Epstein quando ancora lei era minorenne le ordinava regolarmente di fare sesso con uomini potenti, tra cui a quanto pare anche Governatori (Bill Richardson, Governatore New Mexico) e Senatori (George Mitchell, senatore del Maine), nonché uomini in vista ed altolocati di ogni settore della società.

Dalla sua deposizione:

"Ce ne sono un sacco - è difficile per me ricordare. Tutta la mia vita ruotava attorno al solo piacere di questi uomini e la soddisfazione di Jeffrey. Tutto ruotava attorno al sesso."

N.B: Nessuno degli uomini indicati dalla Guiffre è stato mai accusato di sfruttamento della prostituzione minorile o nominato in cause civili legate a Epstein.

Ecco il mistero vero. Che la memoria storica di Epstein fosse troppo pericolosa se avesse deciso di ‘donarla’ agli inquirenti in cambio magari di un alleggerimento di pena e che tra le persone coinvolte nei suoi traffici di ragazzine ci potessero essere fin troppi personaggi diciamo in vista, è tutto abbastanza scontato, meno scontato è che questo significhi automaticamente che sia stato ucciso e non si sia suicidato, ma una cosa però è certa e non una semplice sospetto: quest’uomo, che si era sempre occupato di traffici immorali, era circondato dalla crema delle élite mondiali e viveva nella ricchezza sfrenata pur non essendosi mai capito cosa facesse sul serio nella vita. Quanto è profonda la rete di interessi che aveva tessuto? A quanta gente facevano comodo i suoi servizi e favori? Quanti Jeffrey Epstein ci sono in realtà? Quanti facoltosi clienti e, soprattutto, quanto potente la rete di protezione?

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