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10:52 24 Agosto 2019
John Bolton

Bolton il falco: “la Russia ci ha rubato la tecnologia per le sue armi”

© AP Photo / Alex Brandon
Mondo
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In una intervista per una emittente americana, John Bolton spazia a tutto campo dalla Cina al Venezuela, riservando nuove eclatanti quanto improbabili accuse alla Russia.

Con grande orgoglio il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, dopo averlo nominato Consigliere per la Sicurezza Nazionale, lo aveva definito “assolutamente un falco, se fosse per lui sarebbe capace di affrontare il mondo tutto in una volta”.

Cosa avesse voluto dire allora forse oggi, dopo la recente intervista concessa ai media americani, ci sembrerà più chiaro.

Su Hong Kong e la Cina

Bolton ha intanto commentato le manifestazioni di Hong Kong avvertendo Pechino di non fare "errori", per non affrontare conseguenze drammatiche negli investimenti internazionali, e ammonito anche che:

"I cinesi devono stare molto attenti a quello che fanno, perché la gente in America ricorda ancora Piazza Tiananmen e sarebbe un grosso errore creare un nuovo ricordo come quello ad Hong Kong."

Ha poi proseguito affermando che circa il 60 percento degli investimenti nella Cina continentale passa per Hong Kong, perché ha un sistema giudiziario affidabile basato sul modello inglese.

"Se Hong Kong dovesse perdere tale reputazione a causa di decisioni sbagliate da parte del governo cinese, questa volta avranno conseguenze economiche veramente serie in Cina".

La Cina in precedenza aveva già ripetutamente invitato gli Stati Uniti a smettere di intromettersi nei suoi affari interni, affermando che la regione semi-autonoma di Hong Kong rientra esclusivamente nel dominio degli affari interni di Pechino. All'inizio di questa settimana il ministero degli Esteri cinese aveva esplicitamente accusato Washington di incitamento al caos dopo che alcuni legislatori statunitensi avevano condannato quella che hanno ritenuto una ‘violenta repressione’ dei manifestanti di Hong Kong.

Sul Venezuela

Parlando del Venezuela ha ribadito le sue critiche al Presidente Nicolas Maduro e il suo sostegno all'opposizione:

"Siamo assolutamente solidali con il loro legittimo desiderio di essere in grado di controllare il proprio governo, di sbarazzarsi di questo regime militare autoritario che ha sostanzialmente rovinato l'economia del Paese".

Aggiungendo naturalmente che gli Stati Uniti e i suoi alleati riconoscono come Presidente del Venezuela solo Juan Guaido. Ha però anche aggiunto di desiderare vedere il trasferimento di potere in maniera pacifica grazie ad elezioni veramente libere e vere.

A proposito di “rovinare l’economia del Paese”, citando lo stesso Consigliere alla Sicurezza, vale forse la pena ricordare a margine che le sanzioni imposte dagli Stati Uniti al Venezuela sulle esportazioni di petrolio, unica vera ricchezza di quella nazione, non l’hanno certo aiutata.

Sulla Russia

Ma è sulla Russia che Bolton esprime le sue esternazioni più eclatanti. Commentando l’esplosione nella struttura militare di Arkhangelsk si è espresso nei seguenti termini:

“L'incidente dimostra che, sebbene l'economia russa sia all'incirca delle dimensioni di quella dell’Olanda, sta ancora spendendo abbastanza per la difesa non solo per modernizzare il suo arsenale nucleare, ma anche per costruire nuovi tipi di mezzi - veicoli, missili da crociera ipersonici – tutte innovazioni in gran parte rubate dalla tecnologia americana. Affrontare questa capacità e la possibilità che anche altri Paesi possano ottenerne tramite la Russia è per gli Stati Uniti ed i suoi alleati una vera sfida" - infine ha aggiunto -"Su questo incidente sappiamo anche più di quello che ho intenzione di dire in questa sede”.

L'8 agosto, un'esplosione aveva scosso il villaggio di Nyonoksa nella regione di Arkhangelsk. Cinque persone sono morte a seguito dell'incidente. Il ministero della Difesa russo ha rivelato che l'esplosione è avvenuta durante una prova di un nuovo motore a reazione, senza fornire ulteriori dettagli. Dopo l'incidente, i media hanno speculato sulla natura della detonazione, suggerendo, tra le altre cose, che l'esplosione avrebbe potuto appartenere a un potenziale missile ipersonico a propulsione nucleare.

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