22:00 12 Dicembre 2019
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Proposta in Russia la settimana con soli 4 giorni lavorativi – ma c’è a chi non piace

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La proposta è ufficiale e proviene nientemeno che dal Primo Ministro della Federazione russa Dmitry Medvedev. Anche i sindacati si sono detti d’accordo a patto di mantenere invariati gli stipendi. Indovinate a chi invece non piace.

A giugno il primo ministro Dmitry Medvedev aveva annunciato la possibilità di introdurre una settimana lavorativa composta da soli quattro giorni come base di contratto sociale. La Federazione dei sindacati indipendenti della Russia (FNPR) aveva risposto sostenendo che una tale riduzione sarebbe stata ben accetta ma a patto di mantenere invariati i salari. Ieri, martedì 13 agosto, si era poi saputo che l'FNPR aveva inviato le sue proposte per la realizzazione del progetto alla commissione tripartita russa per la regolamentazione delle relazioni sociali e del lavoro (RTK).

Gli unici finora contrari sembrano essere, paradossalmente, proprio i medici. Secondo alcuni esperti interpellati in materia la settimana lavorativa di quattro soli giorni non avrebbe alcun effetto positivo sulla salute dei russi, anzi, il numero di persone con obesità aumenterebbe e ci sarebbero anche più disturbi nevrotici nel Paese.

"Solo in casi molto rari le persone iniziano a impegnarsi nello sviluppo personale, compresi gli sport, se hanno tempo libero. Il 95% si dedicherà piuttosto all'ozio. Pertanto, il numero di persone con obesità aumenterà", queste le parole della dottoressa Elena Tikhomirova, interpellata dai media russi.

La terapista sostiene inoltre che chi possiede un lavoro gratificante ha bisogno di continuità e un giorno libero in più serve solo ad alterare il ritmo naturale di lavoro. Neppure si avranno benefici sulle riduzioni di epidemia ritiene, affermando che:

"Per quello che è la mia esperienza, il numero delle persone che prendono l'influenza in grandi organizzazioni e il numero di quelli che la prendono restando a casa è identica, perché tanto l'influenza si contrae in ambienti a bassa ventilazione come metro, autobus e altri mezzi di trasporto. Chi non lavora, comunque esce di casa ed usa questi mezzi”.

Neppure lo psichiatra, terapeuta e dottore in scienze mediche, Lev Perezhogin è sembrato tanto entusiasta, affermando di non essere in grado di valutare inequivocabilmente come una riduzione della settimana lavorativa potrebbe influenzare la psicologia umana. Probabilmente, ipotizza, le persone sicure di sé e impegnate in un lavoro intellettuale altamente qualificato avranno dei benefici mentre coloro che svolgono un duro lavoro fisico non qualificato saranno svantaggiati in quanto il loro stipendio non dipende dalla qualità ma è proporzionato alla quantità di lavoro svolto che, inevitabilmente, per quanto i sindacati possano sostenere, sarà comunque ridotta.

Ci sarà un momento positivo nelle relazioni familiari, se le relazioni erano buone prima, quindi un giorno di riposo in più sarà una gioia, ha detto il terapeuta aggiungendo, rivolto alla intervistatrice del canale russo, quella che sembra una ovvietà, ma una ovvietà pur da considerare:

"Immagina una situazione del tipo: hai un giorno libero in più e tuo marito anche ne ha uno - se ti ami, questa è un'occasione per trascorrere del tempo insieme, andare da qualche parte e la famiglia sarà molto felice. Ma se la relazione è cattiva?"

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