15:07 11 Dicembre 2019
Tunnel sottomarino Finlandia Estonia

La super TAV sottomarina tra Estonia e Finlandia è pronta al via… Anzi NO!

© Sputnik / Alessio Trovato
Mondo
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Uno dei progetti più ambiziosi dell’intera Storia dell’umanità. Un tunnel ferroviario sottomarino di oltre cento chilometri destinato all’alta velocità. Il più lungo del mondo. Ma già ad inizio lavori arriva il primo intoppo.

Due gallerie lunghe 103 chilometri destinate a treni ad alta velocità completamente cablate per garantire anche la copertura internet, a 200 metri di profondità massima. Un’isola artificiale a metà percorso. Collegherà, o forse per ora dovremmo limitarci a dire ‘dovrebbe forse un giorno collegare’, Helsinki a Tallin in mezz’ora massimo. Oggi le due capitali sono collegate via terra in due ore e mezza circa e via mare con il traghetto ma il porto di Helsinki è già uno dei porti più trafficati d’Europa e un tunnel di questo tipo alleggerirebbe e faciliterebbe enormemente le comunicazioni tra Finlandia ed Estonia nonché tra tutta l’Europa continentale e la Scandinavia.

Ma, proprio oggi, arriva la notizia del primo intoppo alla realizzazione del progetto.

Era stato finalmente concordato un finanziamento di 15 miliardi di euro per la realizzazione del tunnel ma proprio sulla natura di quel finanziamento, garanzie sul piano aziendale che c’è dietro e sul ruolo della Finlandia, l’Estonia si dimostra titubante. La piccola nazione baltica di un milione e 300mila abitanti appena, per voce del suo ministro degli Affari economici e delle infrastrutture Taavi Aas, ha dichiarato ieri:

"Abbiamo bisogno di capire con esattezza da dove verrà il denaro e in quale quantità. Dove sono le garanzie che l’opera sarà completata? Gli sviluppatori non sono ancora stati in grado di rispondere in modo esaustivo a queste domande e non ci hanno ancora fornito stime sul volume di traffico”.

Il progetto era stato promosso dall'imprenditore finlandese Peter Vesterbacka, ex Rovio Entertainment, quello che aveva sviluppato il videogioco ‘Angry Birds’, per intenderci.

La realizzazione dello stesso progetto sarà tuttavia garantita dalla società cinese Touchstone Capital Partners Ltd., la quale si è accollata l'intero costo, aveva dichiarato a marzo la società del tunnel Finest Bay Area Development Oy.

Forse è proprio questo il punto che non convince del tutto il ministro estone, il quale ricorda altresì che il tunnel sarebbe potuto essere economicamente realizzabile con un partenariato tra pubblico e privato con aiuti dell’Unione europea che avrebbe potuto coprire fino al 40% del costo dei 13-20 miliardi di euro necessari alla realizzazione secondo uno studio congiunto fatto dai due Paesi lo scorso anno. I risultati di quello studio, lascia intendere il ministro, non quadrano molto con i piani attuali.

Anche il ministro della Pubblica Amministrazione estone Jaak Aab, in una lettera del mese scorso agli sviluppatori in cerca di piani più dettagliati, aveva dichiarato che l'attuale calendario per l'apertura del tunnel nel 2024 non fosse affatto realistico. Lo stesso studio del 2018 cui faceva riferimento il collega Taavi Aas aveva mostrato che la costruzione avrebbe richiesto non meno di 15 anni per essere completata.

"Stiamo lavorando per fornire risposte più dettagliate al Governo in modo da poter prendere una decisione il più presto possibile. Alcuni dei dettagli richiesti dall'Estonia diventeranno chiari solo grazie a ulteriori studi che saranno disponibili solo DOPO che il governo avrà approvato il progetto", queste le parole di Paul Kunnap, avvocato che rappresenta lo sviluppatore.

Dall’altra parte neppure il Governo finlandese ha ancora discusso il progetto del tunnel in Parlamento né questi ha fatto mai parte del programma politico, ha fatto sapere Sabina Lindstrom, direttore generale del dipartimento del Ministero dei trasporti e delle comunicazioni del Paese scandinavo.

“Abbiamo avuto colloqui non ufficiali con i nostri colleghi estoni in merito alla loro idea di un protocollo d'intesa, ma abbiamo ancora mai firmato protocolli di intesa ufficiali", ha detto anche lei ieri 12 agosto, in una intervista telefonica per l’agenzia Bloomberg.

Sembra quindi che nel dare la realizzazione di questa opera monumentale già per certa abbiano corso un po’ troppo tutti, dai media, agli stessi sviluppatori i quali, di fatto, non hanno in mano alcun accordo ufficiale per poter concretamente iniziare a scavare.

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