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11:02 21 Agosto 2019
Un incrocio di Singapore

C’erano una volta le ‘Tigri Asiatiche’: oggi anche Singapore parla di crisi

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Mondo
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Singapore riduce ulteriormente le sue previsioni di crescita in conseguenza della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti. Ennesimo minaccioso segnale per le economie asiatiche, ma anche mondiali.

Alla fine del secolo scorso le chiamavano le ‘Tigri Asiatiche’ o anche ‘i Quattro Dragoni’: erano Corea del Sud, Taiwan, Hong Kong, e Singapore. Fino alla crisi del 1998 viaggiavano a ritmi di crescita impressionanti. Oggi sappiamo che problemi sta affrontando Hong Kong, notizia di ieri è l’apertura di una crisi commerciale tra Corea del Sud e Giappone e, notizia di oggi, è la dichiarazione del Governo di Singapore che riduce decisamente al ribasso le previsioni di crescita annuali. Solo Taiwan pare al momento ancora resistere alle guerre economiche e tensioni internazionali con un tasso di crescita ancora superiore al 3%, inflazione all’1,2%, disoccupazione al 3,7% e un 32% appena di debito rispetto al PIL.

Singapore, città Stato dalle caratteristiche fortemente commerciali, proprio per via della corsa al protezionismo USA voluta dall’establishment Trump nei confronti della Cina, si è trovata invece costretta a ridurre ulteriormente le sue previsioni di crescita: dall’1,5/2,5% precedentemente stimato, passa ora praticamente a zero (0,0/0,1%). Per rendere un’idea della serietà della tendenza basti considerare che l’anno scorso l’economia della città sullo stretto era al +3,2%

D’altra parte la città è di fatto un vero e proprio hub di esportazione e risulta estremamente sensibile agli shock esterni. Tradizionalmente è sempre stata uno dei primi luoghi in Asia a venire colpiti durante le recessioni globali.

Non a caso l’economia della città-Stato ha subìto una forte contrazione negli ultimi tre mesi, proprio in corrispondenza dell’acuirsi del conflitto commerciale tra Pechino e Washington.

Lo stesso Ministro del Commercio è stato costretto a constatare:

"Le prospettive di crescita dei principali mercati emergenti, delle economie in via di sviluppo e della Cina sono peggiorate, in buon parte a causa dell'escalation del conflitto commerciale USA-Cina degli ultimi mesi. l'annuncio del Presidente americano Donald Trump che questo mese imporrebbe tariffe per ulteriori 300 miliardi di Dollari non potrà che peggiorare la situazione. Ciò potrebbe gravemente deteriorare il business e la fiducia globale, con conseguenze negative sul commercio e sulla crescita economica di tutto il mondo in generale".

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