Widgets Magazine
20:43 22 Ottobre 2019
Auto della polizia italiana

Capo ultrà ucciso, saltano funerali privati per protesta dei familiari

CC BY 2.0 / Sv1ambo / Alfa Romeo 159 & BMW 3 Series - Polizia di Stato
Mondo
URL abbreviato
125
Seguici su

I familiari di Fabrizio Priscitelli non si sono presentati al trasferimento della salma in protesta contro il provvedimento del questore che ha vietato i funerali in forma pubblica.

I funerali di Fabrizio Piscitelli, capo ultrà della Lazio, ucciso con un colpo di pistola alla nuca lo scorso 8 agosto, sono stati rinviati dopo che nessuno dei familiari si è presentato per il trasferimento della salma all’obitorio di Tor Vergata.

I familiari avevano già annunciato la loro azione in forma di protesta contro il questro Carmine Esposito che aveva vietato dei funerali in forma pubblica per evitare l’assembramento di gruppi di ultras. I parenti di Piscitelli si sono limitati a visitare la salma in nottata andando via al momento dell’arrivo delle forze dell’ordine. 

Il funerale era stato fissato alle sei di questa mattina al cimitero Flaminio di Roma.

La questura aveva predisposto un piano di sicurezza che è stato comunque condotto già nella notte, che prevedeva controlli presso l’area del cimitero, del policlinico di Tor Vergata e altre zone della città dove potevano formarsi assembramenti spontanei di ultrà. 

L’omicidio

Secondo i testimoni l’assassino era un uomo vestito da runner che si sarebbe avvicinato alla panchina su cui sedeva Piscitelli, avrebbe sparato alla nuca del capo ultrà a bruciapelo con una calibro 7,65 e sarebbe poi scappato mescolandosi tra la folla. 

Molte testimonianze riferiscono di una terza persona seduta su una panchina vicino al capo ultrà, mentre un altro testimone parla di un terzo uomo che aspettava il killer, dietro la curva. 

Le indagini

Un omicidio che non ha nulla a che vedere con lo sport. A condurre le indagini è la DDA di Roma, i magistrati della direzione distrettuale antimafia. Piscitelli aveva precedenti per traffico di droga internazionale, aveva legami con i cartelli colombiani e con la n'drangheta calabrese.

Il passato di "Diabolik"

Piscitelli, 53 anni, capo storico degli irriducibili della Lazio, soprannominato Diabolik, era stato arrestato nel 2013 per traffico di droga, dopo una breve latitanza. In quell'occasione, nel suo covo, vennero sequestrate diverse armi. Legato ad ambienti di estrema destra era il capo degli irriducibili, gruppo ultrà che in passato si è reso protagonista di episodi allo stadio che avevano suscitato polemiche, spesso a sfondo antisemita.

Correlati:

Morto ultrà, "la Serie A non si ferma"
Il Cremlino non condivide le dichiarazioni a sostegno degli ultrà russi
Ucciso Diabolik, capo ultrà storico della Lazio
Tags:
ultra-destra, uccisione
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik