Widgets Magazine
10:48 22 Agosto 2019

Buco nero al centro della Via Lattea “si sveglia” all’improvviso

© Foto: X-ray: NASA/UMass/D.Wang et al., IR: NASA/STScI
Mondo
URL abbreviato
312

Gli astronomi dell’osservatorio di Keck, sulle isole Hawaii, hanno rilevato una potente esplosione vicino al buco nero Sgr A*, ma hanno dovuto bloccare lo studio per via di attivisti religiosi.

Il famoso astronomo Phil Plait ha spiegato che il buco nero potrebbe aver ridotto a pezzi una stella o assorbito una grande quantità di materia a fine maggio.

“Ora abbiamo due ipotesi. Da una parte il Sagittarius A* potrebbe aver strappato e assorbito una parte della materia della stella S0-2, che vi si è avvicinata a maggio dell’anno scorso. Dall’altra non escludiamo che in quel momento il buco sia stato raggiunto da una parte della nube di gas G2, che si era avvicinata a una distanza pericolosa cinque anni fa”, ha affermato il dott. Tuan Do, astronomo dell’università della California a Los Angeles, secondo quanto riporta ScienceAlert.

Al centro della Via Lattea e presumibilmente anche delle altre galassie dell’Universo, è situato un buco nero inusualmente grande. Nel nostro caso il buco nero Sagittarius A* (abbreviato Sgr A*) è circa 4 milioni di volte più pesante del Sole e si trova a circa 26 mila anni luce dalla Terra. Inoltre lo circondano decine di stelle e diverse grosse nubi di gas, che periodicamente si avvicinano a lui e passano a una distanza pericolosa.

​Ne sono un esempio evidente la stella S0-2, scoperta dagli astronomi quasi vent’anni fa, e la nube di gas G2, trovata dall’astronomo tedesco Reinhard Genzel nel 2011. Entrambi gli oggetti in tempi relativamente recenti sono passati a una distanza minima record dal buco nero e gli astronomi supponevano che ci sarebbero stati dei potenti “fuochi d’artificio” o addirittura si sarebbe verificata la morte di entrambi.

Questo fenomeno ha interessato gli astrofisici per una ragione molto semplice: il Sagittarius A*, differentemente da molti altri buchi neri supermassicci, è “in letargo” e non dà particolari segni di attività. Assorbire una stella o una nube di gas, speravano i ricercatori, avrebbe potuto svegliarlo e dare loro la prima possibilità di studiare nel dettaglio la struttura delle emissioni del buco nero e il modo in cui assorbe la materia.

Ma queste speranze non si sono avverate. Le prime osservazioni del rendez-vous del Sagittarius A* con la stella e con la nube di gas hanno mostrato che entrambi gli oggetti sono sopravvissuti all’avvicinamento senza essere distrutti dal buco nero. Inoltre gli studiosi non hanno registrato alcuna esplosione né altri segnali che indicassero una grossa perdita di materia.

La situazione, secondo quanto racconta Phil Plait, è cambiata bruscamente a metà del maggio scorso, quando il Dott. Do e i suoi colleghi che lavorano ai telescopi di Keck, situato sul monte Mauna Kea, alle Hawaii, hanno cominciato a rilevare variazioni sempre più grandi e veloci nelle emissioni infrarossi del Sagittarius A*. In alcuni casi la sua luminosità aumentava di 75 volte in poche ore e poi diminuiva altrettanto velocemente.

Come spiega l’astrofisico, una grande parte del calore e della luce emessi dal buco nero viene assorbita dalla “pelliccia” di polvere e gas che circondano il centro della galassia e quindi queste variazioni dimostravano cambiamenti molto bruschi nel comportamento del Sagittarius A* e del suo possibile risveglio.

Problemi di natura religiosa bloccano gli scienziati

La forza delle emissioni ha continuato a crescere fino a fine maggio di quest’anno, ma gli astronomi non possono dire niente di quanto accaduto dopo all’attività del buco nero perché da quasi due mesi non hanno accesso ai telescopi. Infatti degli attivisti religiosi hanno bloccato la strada principale all’osservatorio per fermare la costruzione di un megatelescopio MTM sulla cima del “monte sacro”.

Venerdì scorso le autorità hawaiane hanno trovato un compromesso con gli attivisti e si sono messi d’accordo perché i manifestanti permettano agli astronomi di ripristinare il loro lavoro nel prossimo futuro, lasciando liberi i percorsi alternativi per raggiungere l’osservatorio.

Gli astronomi sottolineano l’importanza di riottenere l’accesso al telescopio in tempi brevi, in quanto per via delle particolarità dell’orbita terrestre non è sempre possibile osservare il centro della galassia.

Tra poche settimane, infatti, il Sagittarius A* “si nasconderà” dietro all’orizzonte e gli studiosi perderanno la possibilità di studiarlo fino all’inizio dell’anno prossimo.

Correlati:

Piccole, calde, pulsanti: gli astronomi scoprono delle stelle mai viste prima
Scoperta antichissima stella che contiene in sé resti di una stella ancora più antica
Notte di San Lorenzo: asteroide potenzialmente pericoloso passerà vicino alla Terra
Tags:
Spazio, Spazio, buco nero
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik