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05:03 24 Agosto 2019
Yaoundé, la capitale del Camerun

Un drone solare contro Boko Haram: il progetto di un giovane ingegnere del Camerun

CC BY-SA 4.0 / Gilles van Leeuwen / Skyline of Yaoundé
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"Non c'è niente di più orribile della guerra", per questo un giovane ingegnere camerunese crea un drone a energia solare per sorvegliare i confini e contrastare i terroristi.

Un giovane ingegnere camerunese ha creato il prototipo di un drone a energia solare per il controllo dei confini a nord del Camerun, dove negli ultimi mesi sono diventanti sempre più frequenti gli attacchi contro la popolazione civile da parte del gruppo terroristico Boko Haram. Si chiama Borel Teguia, ha solo 25 anni ed è specializzato in fonti energetiche rinnovabili. E ha a cuore la sicurezza del proprio paese. Spuntik lo ha incontrato per sapere qualcosa di più sul progetto e sui vantaggi di questo leggero drone a energia solare rispetto ai droni comuni.

“Avendo compiuto gli studi superiori all’Estremo Nord del Camerun, e avendo visto senza sosta numerose famiglie costrette a lasciare la loro casa a causa della guerra, mi sono detto che bisognava fare qualcosa. Perché non c’è niente di più orribile della guerra e niente di più importante di una vita umana. È così che ho cominciato a lavorare su questo dispositivo in miniatura che possa volare, fare riprese visualizzabili in tempo reale e permettere di sorvegliare meglio le frontiere del Camerun. Ho voluto, per così dire, dotare il cielo camerunese di un occhio che vegli sui suoi confini”, ha raccontato il giovane inventore ai microfoni di Sputnik.

Dopo aver lavorato nelle grosse filiali locali delle corporazioni EDC (Electricity development corporation) e Aliqo Energy, Borel ha fondato la sua azienda Tagus Drone e si è dedicato completamente allo sviluppo del progetto.

© Foto : Tagus Drone
Borel Teguia, produttore del drone solare in Camerun e fondatore di Tagus Drone

“Mi sono reso conto che c’erano delle problematiche importanti come la sorveglianza in tutto il continente africano. I droni sarebbero una soluzione. Oggi i droni intervengono nell’agricoltura, nelle telecomunicazioni, nella sanità, nella cinematografia, nell’edilizia, nell’arte e nella cultura. Una manna per la nostra azienda”.

Si tratta dello sviluppo di un drone con un telaio in alluminio e plastica e quattro motori simmetrici. Il drone pesa solo 700 grammi ed è molto stabile in volo, facilitando così il suo controllo.

“Sviluppa una velocità di 10 metri al secondi e si alza fino a 150 metri di altitudine”, ha spiegato l’ingegnere. Inoltre, il suo drone dovrebbe risolvere il problema legato all’autonomia dei modelli esistenti.

“I droni civili esistenti hanno una durata di volo relativamente basso, tra i 30 ai 45 minuti, e questo limita anche il loro campo di applicazione in diversi settori. Il nostro drone solare potrà ricaricare le proprie batterie durante il volo a partire dall’energia del sole, e questo permetterà di fare da 1 a 2 ore di volo”, ha detto Borel.

L’imprenditore ha anche l’obiettivo di “provare che da noi possiamo fare dei dispositivi a partire dalle tecnologie più avanzate, come ovunque. E soprattutto, convincere i nuovi investitori del carattere importante e delle prospettive del progetto”.

Infatti, per sviluppare il progetto e vendere il drone sul mercato locale e africano, a maggio 2019 Borel ha iniziato una campagna per la raccolta fondi. Al momento attuale restano da raccogliere 500 milioni di franchi CFA, pari a più di 760 mila euro.

“Il crowdfunding funziona molto bene perché gli investitori che si interessano a questo progetto innovativo sono molti. A poco più di due mesi dal lancio, contiamo più di 2000 potenziali investitori distribuiti in più di 34 paesi”, dichiara soddisfatto l’ingegnere.

“Nel nostro continente abbiamo una forte domanda, ma ci sono molto pochi produttori. Di conseguenza gli africani sono obbligati a importare i droni, e di comprarli a prezzi vertiginosi perché al prezzo di acquisto si aggiungono le spese di trasporto e le tasse doganali. Il mercato dei droni è in piena espansione e dobbiamo approfittarne per sviluppare dei modelli locali”, dice Borel.

© Foto : Tagus Drone
Borel Teguia mentre lavora al prototipo di drone solare nel suo laboratorio di fortuna

“Il Camerun ha molto da fare per mettere in piedi un vero e proprio ecosistema che frutti benefici agli imprenditori. Bisogna ancora lavorare per mettere insieme delle condizioni adeguate affinché emergano i progetti dei giovani. Solo a questa condizione i giovani resteranno sul posto invece di pensare di emigrare verso l’Occidente. Potranno anche sviluppare delle soluzioni convenienti per il Camerun e l’Africa”, conclude.

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