06:34 13 Dicembre 2019
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Garante russo contro Google e Youtube: “Siete voi ad interferire!”

© REUTERS / Dado Ruvic
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In una lettera a Google, Roskomnadzor, il garante russo per le telecomunicazioni, chiede ufficialmente di interrompere le pubblicità non concordate su YouTube che promuovono manifestazioni illegali in Russia.

Roskomnadzor, Il servizio federale di supervisione delle comunicazioni, delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni di massa, che ha il compito di supervisionare il rispetto della legislazione russa nel campo delle comunicazioni e del trattamento dei dati personali, ha inviato questa mattina una lettera formale a Google in cui chiede di interrompere tutte le pubblicità non concordate del materiale presente su YouTube di sua proprietà.

Secondo l'agenzia, alcune strutture non meglio identificate acquisterebbero strumenti pubblicitari e notifiche push con i quali diffondono informazioni sulle manifestazioni e azioni non autorizzate in Russia per interferire sulle elezioni federali e regionali.

Roskomnadzor ha verificato e sottolineato che le notifiche arrivano anche a coloro che non sono abbonati ai suoi canali. In pratica, a quanto pare, i canali russi pubblicherebbero video e informazioni sulle manifestazioni di piazza non autorizzate a fini informativi ma poi i canali YouTube amplierebbero questo materiale per fini che il garante suppone puramente politici.

L'agenzia ha avvertito che nel caso in cui Google si volesse rifiutare di adottare misure adeguate, le azioni della società saranno considerate un'interferenza negli affari interni della Russia, nonché "influenza ostile e ostruzione alle elezioni democratiche".
In questo caso, Roskomnadzor sarà costretto ad adottare misure adeguate.

Il 14, 27 luglio e il 3 agosto a Mosca i comitati elettorali di alcuni candidati non ammessi per irregolarità alle elezioni amministrative avevano organizzato delle manifestazioni non autorizzate, sfociate in disordini che hanno portato al fermo, in totale, di circa 1700 persone. Sabato 10 agosto altre 130 persone erano state fermate dopo che, al termine di una manifestazione autorizzata in Prospekt Sakharov, una parte dei manifestanti aveva voluto proseguire invadendo zone non autorizzate del centro.

Il giorno stesso di questo quarto episodio Alexander Brod, Copresidente dell'Associazione delle organizzazioni non governative russe per la protezione dei diritti elettorali "Controllo civile" dichiarava:

“Considero queste azioni come uno sviluppo di metodi di mobilitazione dei cittadini, una forma di manipolazione della folla, che non escludo, saranno utilizzati per interferire sulla campagna elettorale, con metodiche per intenderci alla ‘Maidan’ conosciute già in Ucraina come Georgia, Armenia, Kirghizistan per non parlare dei Paesi stranieri".

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