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11:06 14 Ottobre 2019
Celebrazioni della Giornata dell'Aviazione dell'Esercito

L’orso e il dragone: cosa ne sarà della NATO se gli eserciti russo e cinese si alleano?

© Sputnik . Ministry of Defence of the Russian Federation
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Russia e Cina si sono avvicinate: di recente i velivoli dell’aviazione di lungo raggio hanno condotto il primo pattugliamento congiunto della storia. Quattro caccia strategici, due Tu-95MS e due N-6K, hanno sorvolato il Mar di Giappone e il Mar Cinese orientale.

Poco prima il primo ministro Dmitry Medvedev aveva disposto l’organizzazione di negoziati sulla cooperazione militare tra i due Paesi. I media occidentali prevedono già la creazione di un’unione militare tra Pechino e Mosca in grado di sfidare la NATO. E sebbene sia ancora presto parlare di un’alleanza del genere, Sputnik ha tentato di fare una stima sommaria della sua potenza militare.

Carri armati e cannoni

L’ipotetica unione militare di Cina e Russia potrebbe davvero diventare il contrappeso ideale alla NATO. Due nazioni che occupano la maggior parte dell’Eurasia dispongono di enormi risorse naturali e umane. Le Forze armate di quest’unione comprenderebbero più di 3 milioni di persone, poco meno di quelle della NATO.

Quanto a numero di testate nucleari, si raggiungerebbe la parità. La parte del leone delle riserve nucleari sul pianeta la fanno gli USA e la Russia. La Cina ha più volte dichiarato di essere intenzionata a mantenere il proprio arsenale strategico al livello minimo consentito. Il numero esatto delle testate cinesi è segretato, ma gli esperti ritengono che siano almeno 270.

Quanto ai carri armati, la principale forza d’assalto delle Truppe di terra, Russia e Cina superano di gran lunga le forze della NATO. Tenuto conto dei blindati che si trovano nei depositi, l’ipotetica unione dispone di ben 23.000 mezzi da combattimento contro i 15.000 della NATO. Tra l’altro, 8 dei 29 Paesi dell’alleanza non posseggono affatto divisioni blindate proprie.

Anche gli “dei della guerra” sono a favore di Russia e Cina. Negli armamenti dei due Paesi si trovano 28-30.000 unità di obici, cannoni, veicoli posamine e lanciarazzi multipli. Se consideriamo anche le riserve, i numeri si fanno persino più alti: solo la Russia nei suoi depositi conta 22.500 unità di armamenti d’artiglieria. Negli eserciti dei Paesi NATO, invece, si contano 25.000 unità in tutto.

Ambizioni asiatiche

La NATO supera indubbiamente Russia e Cina in campo navale: innanzitutto grazie alla potente Marina militare statunitense. Le navi e i sommergibili presenti nella flotta dell’alleanza sono più di 2.200, incluse le navi di rifornimento e quelle della guardia costiera. Quanto a incrociatori missilistici e portaerei la NATO detiene il primato assoluto. Nelle flotte di Russia e Cina si contano poco più di 900 natanti. La flotta di sommergibili più grande è quella statunitense con 68 unità, mentre Russia e Cina ne hanno rispettivamente 64 e 68.

Infine, la NATO possiede la più grande armata aeronautica del mondo. L’Aviazione militare dell’alleanza dispone di 20.500 aerei, elicotteri e convertiplani (tenuto conto di velivoli di addestramento, di ricognizione, per il trasporto truppe e speciali). L’Aviazione militare statunitense dispone di circa 14.000 velivoli. Russia e Cina, invece, possiedono circa 6.500 aerei ed elicotteri.

L’Esercito popolare cinese dispone di potenti truppe da terra che constano di circa 925.000 unità. La Cina dispone di un gran numero di divisioni e brigate da combattimento, nonché dei più moderni mezzi di lotta armata. In particolare, nel 2017 la Cina ha avviato la produzione in serie dei carri armati VT-4, inseriti dagli esperti nella categoria dei mezzi intermedi, ovvero tra i carri di terza e quarta generazione (a quest’ultima categoria appartiene, ad esempio, il russo T-14 sull’Armata).

Gli esperti, inoltre, sono sorpresi dai ritmi di ammodernamento della Marina militare cinese. In circa 10 anni Pechino è riuscita a promuovere in maniera significativa il programma di costruzione di navi da superficie e di sommergibili di tutte le classi e tipologie, inclusi cacciatorpedinieri e portaerei. Di grandissimo interesse è il rafforzamento del contingente di spedizione. Grande attenzione viene riservata alla costruzione di imbarcazioni per il trasporto di grandi contingenti militari con armamenti a lunga gittata.

Russia e Cina potrebbero completarsi benissimo a vicenda a livello militare. Un’unione tra questi due Stati sarebbe in grado di diventare il nuovo centro di forze in un sistema unipolare del futuro. Chiaramente, oggi è presto per parlare di un blocco difensivo del genere, ma il percorso di avvicinamento tra le due nazioni è già stato intrapreso. E in quarta!

Contro l’Occidente

Ad avviare i negoziati sulla cooperazione militare è stato il Ministero russo della Difesa. La discussione di un eventuale documento conclusivo è stata concordata con il Ministero russo degli Affari Esteri. Non vi è però comunicazione circa il luogo e la data in cui si terranno gli imminenti negoziati. Ma non vi è alcun dubbio che si terranno.

Il pattugliamento congiunto dei piloti russi e cinesi, effettuato il giorno seguente la pubblicazione della disposizione del primo ministro, non è affatto una semplice coincidenza. A sua volta, il rappresentante del Ministero cinese della Difesa, il colonnello Wu Qian, ha dichiarato che Russia e Cina continueranno a condurre operazioni congiunte.

Va detto che già nel giugno del 2017 il ministro russo della Difesa Sergey Shoygu incontrò il collega cinese Chang Wanquan in occasione del vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai ad Astana e propose la sottoscrizione di una tabella di marcia per la cooperazione militare per il periodo 2017-2020. Al tempo la collaborazione in ambito militare tra i due Paesi compiva 12 anni: infatti, Russia e Cina condussero i primi addestramenti bilaterali nel 2005 nella Penisola cinese di Shandong e a Vladivostok. Vi presero parte più di 10.000 tra soldati e ufficiali. Poi divennero un appuntamento annuale. Oggi la Cina è partecipante fisso degli International Army Games.

“Russia e Cina in ambito militare si stanno avvinando seriamente”, ha affermato a Sputnik Aleksandr Perendzhiev, docente dell’Università russa di economia Plekhanov e membro del consiglio di esperti “Ufficiali della Russia”. “Ciò è possibile grazie a una solida cooperazione economica, a progetti globali ai quali partecipano entrambi i Paesi. Mosca e Pechino sanno bene che gli USA hanno un atteggiamento aggressivo nei confronti del mondo esterno. Ciò è legato all’inevitabile processo per il quale Washington sta gradualmente perdendo il proprio status di leader globale. Gli americani e i loro partner europei esercitano pressioni su Russia e Cina.

Bisogna contenere gli USA. Perché farlo da soli quando ci si può alleare?”

L’anno scorso i soldati dell’Esercito popolare cinese si sono uniti ai compagni d’arme russi nell’ambito degli addestramenti congiunti Vostok-2018. Inoltre, la Cina è stata la prima nazione straniera ad acquistare gli S-400 Triumph russi e i caccia multiruolo Su-35. Si può capire con certezza che il grado di cooperazione delle forze armate di questi due Paesi è davvero senza precedenti per la storia russa più recente.

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Carri armati, Marina Militare, Flotta, militare, NATO, USA, Cina, Russia
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