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13:35 24 Agosto 2019
Mauricio Macri

Primarie in Argentina, il ritorno di Cristina Kirchner

© REUTERS / Agustin Marcarian
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Occhi puntati sull'Argentina, dove oggi si tengono le elezioni primarie, considerate le prove generali delle vere e proprie presidenziali, che si terranno il 27 ottobre. Difficilmente chi oggi uscirà sconfitto, potrà ribaltare il risultato.

Un quadro politico estremamente polarizzato fra il centrodestra, che ripropone Maurizio Macri presidente e il peronista Miguel Angel Pichetto come vice, e le forze peroniste kircheneriste, che rimettono in campo Cristina Fernandez de Kirchner assieme a Alberto Fernandez, ex capo di Gabinetto di Nestor Kirchner, alla testa di una ampia coalizione. 

Si tratta di primarie sui generis, ogni partito politico presenta un solo candidato. Non serviranno a decidere i candidati, ma a misurare la forza elettorale di ogni coalizione, in particolare delle due liste principali su cui converge l'80% dei consensi e che si trovano in una posizione di sostanziale testa a testa, anche se i sondaggi danno in lieve vantaggio la coppia FF. 

Elezioni che potrebbero voltare pagina non solo in Argentina, ma in tutto il continente. Mauricio Macri le ha difatti definite fondamentale per i prossimi 30 anni. Sulle elezioni peserà il malcontento della crisi economica che colpito il paese e costretto all'intervento del FMI, così come i malumori verso la Kirchner, investita da uno scandalo sulla corruzione. 

Numerose sono state le tensioni nel paese negli ultimi anni. Il mandato di Macrì, succeduto alla Kirchner nel 2015, è stato segnato da una forte crisi economica, con un crollo di produzione e di occupazione, che ha portato il governo ad adottare misure di Austerity e all'intervento del FMI, che ha elargito un prestito di 57 miliardi di dollari. Il prestito più alto della storia del FMI.

Il governo Macrì è sostenuto dagli USA, in particolare Mike Pompeo nell'ultima visita ha mostrato apprezzamento per le scelte politiche del governo,  dal Brasile di Bolsonaro e da un gruppo di 260 imprenditori, riuniti nel gruppo Nuestra voz, che dicono di rappresentare l'80% della prodotto interno lordo. Chiedono, fra le altre cose la riforma del lavoro che Macri non è riuscito a portare a termine. 

Dal canto suo Fernandez ha già stretto accordi con i sindacati, proprio sulla riforma del lavoro che le sigle sindacali hanno osteggiato, ed è sostenuto da artisti, intellettuali  e scienziati che hanno consegnato 8000 firme in appoggio alla sua candidatura.

Fernandez cavalcherà gli insuccessi del governo Macrì, che aveva promesso la fine della povertà e invece ha imposto un governo di austerità. L'elezione di Macrì nel 2015, aveva segnato l'inversione di tendenza di quella che veniva definita come la svolta progressista dell'America Latina. 

Come e per cosa si voterà alle primarie

Sono 34 milioni i cittadini argentini chiamati a votare alle PASO, le elezioni Primarie, aperte, simultanee e obbligatorie. Sono infatti elezioni a cui tutti, indipendentemente dall'appartenenza o meno al partito, possono votare, anzi devono, perché in Argentina il voto non è solo un diritto, ma anche un obbligo. Le consultazioni si tengono in maniera simultanea. 

Si vota per Presidente e vice Presidente della Repubblica, per il mandato 2019/2023, per 130 deputati nazionali e 24 senatori, per la Città Autonoma di Buenos Aires (CABA) e per sette territorio speciali  (Chaco, Entre Ríos, Neuquén, Río Negro, Salta, Santiago del Estero e Tierra del Fuego).

Tags:
Kirchner, Mauricio Macri, Argentina
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