23:31 05 Dicembre 2019

Speronamenti aerei: perché i piloti militari sacrificavano la loro vita

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Un aereo in fiamme a pochi km dalla base e la disponibilità di sacrificare la propria vita per la vittoria: 70 anni fa, il 5 agosto 1939, durante la Battaglia di Khalkhin Gol il pilota sovietico Mikhail Yuyukin effettuò il primo speronamento aereo della storia.

Yuyukin diresse il caccia in fiamma direttamente verso un raggruppamento di truppe giapponesi. Durante la Grande guerra patriottica la sua impresa venne più volte imitata da altri piloti sovietici. Sputnik vi presenta una rassegna degli speronamenti aerei più noti.

Auto-attaccarsi

Intorno al 1932 il Giappone creò nei territori occupati cinesi lo Stato fantoccio Manciukuò in cui era forte la presenza militare. Su istigazione di Tokio Maciukuò chiese alla Mongolia di spostare il confine di alcune decine di km. Ulan Bator, temendo un’invasione armata, chiese aiuto a Mosca. Sul confine vennero dispiegate le truppe dell’Armata Rossa.

Nella primavera del 1939, dopo numerose provocazioni da parte giapponese, dopo la cattura di ostaggi e le sparatorie nei pressi del fiume Khalkhin Gol, ebbero inizio le operazioni militari su larga scala tra URSS e Giappone.

La guerra fu breve, ma sanguinosa. I combattimenti furono condotti sia sulla terraferma, sia nello spazio aereo. I piloti giapponesi superavano per numero i sovietici ed avevano molta più esperienza. Nei primi giorni di conflitto i sovietici persero 15 velivoli, mentre i giapponesi solo un mezzo. Per riequilibrare la situazione al fronte venne fatto arrivare un gruppo di assi dell’aviazione che si trovava in Spagna. I membri di questo gruppo istruirono i piloti mongoli e i giovani piloti sovietici, elaborarono un piano tattico, riorganizzarono e migliorarono il sistema di perlustrazione e comunicazione.

Uno dei giovani piloti si chiamava Mikhail Yuyukin. Aveva 27 anni, era commissario di battaglione del 150° reggimento caccia bombardieri veloci, terminò l’Accademia Aeronautica di Stralingrado nel 1936. Prese parte al suo primo combattimento aereo il 22 maggio 1939. L’ultimo suo combattimento fu il 5 agosto dello stesso anno.

Quel giorno Yuyukin bombardò i giapponesi nel distretto di Halun Arshan. Portata a termine la missione, l’equipaggio si diresse verso la base, ma il bombardiere finì sotto il fuoco nemico. Il motore sinistro prese fuoco. Yuyukin provò a domare le fiamme con una manovra, ma il velivolo continuò a perdere gradualmente quota. Fu, dunque, chiaro che non sarebbe riuscito a tornare alla base.

Yuyukin ordinò all’equipaggio (il timoniere Aleksandr Morkovkin e il tiratore Pyotr Razboynikov) di lanciarsi col paracadute e poi diresse il velivolo in fiamme verso un raggruppamento di truppe giapponesi. Il pilota mantenne il controllo del bombardiere fino all’ultimo in modo da arrecare il maggior danno possibile al nemico. Il velivolo speronò una divisione di fanteria e i loro mezzi. Non vi sono dati precisi sulle perdite dei giapponesi ma si parla di decine di soldati.

Dell’equipaggio del caccia sopravvisse solamente Morkovkin. Dopo essere atterrato col paracadute, rientrò alla base dopo un giorno. Il tiratore Razboynikov morì insieme al comandante. Nell’agosto del 1939 Mikahil Yuyukin fu insignito post mortem dell’ordine di Lenin, mentre i membri dell’equipaggio Morkovkin e Razboynikov degli ordini della Bandiera Rossa ai sensi del decreto emesso dal Presidio del Consiglio Supremo dell’URSS per l’eroismo dimostrato e l’esemplare compimento della missione militare.

Eroi della grande guerra

Durante la Grande guerra patriottica lo speronamento divenne uno dei simboli dell’eroismo dei piloti sovietici. Una delle prime imprese in tal senso la compì Nikolay Gastello.

Stando alla versione ufficiale, il 26 giugno 1941 un gruppo di bombardieri DB-3f si diresse verso un edificio militare per attaccare i mezzi dei tedeschi che stavano attaccando Minsk. I bombardieri sganciarono bombe su carri armati e autocisterne. Ma il velivolo del comandante della squadriglia, Nikolay Gastello, venne colpito dalla difesa contraerea nemica.

Diede ordine al suo sottoposto di rientrare alla base, mentre lui diresse il bombardiere verso i nazisti. I piloti scesero a picco e fino allo scontro continuarono a bombardare i mezzi tedeschi. Un mese dopo Nikolay Gastello venne insignito dell’onorificenza di Eroe dell’Unione Sovietica post mortem, mentre gli altri membri dell’equipaggio furono insigniti degli ordini della Guerra patriottica Prima Classe.

Va detto che per lungo tempo lo speronamento aereo dell’equipaggio di Gastello fu considerato il primo. Ma non è così. E non si tratta solo dell’impresa di Yuyukin. Durante la Guerra russo-finlandese Konstantin Orlov diresse l’aereo colpito sulle posizioni delle truppe finlandesi. Il 22 giugno 1941, il primo giorno di Guerra patriottica, Pyotr Chirkin, comandante del 62° reggimento aeronautico d’assalto, speronò un obiettivo terrestre. In tutto furono più di 200 equipaggi a portare a termine speronamenti.

Quanto agli speronamenti aerei i piloti sovietici furono i più prolifici. Secondo le ricerche, durante la guerra se ne registrarono circa 600. Ricorrevano a questo metodo dopo che erano terminate le munizioni e l’obiettivo andava distrutto a qualunque costo.

Speronamenti recenti

In Occidente gli speronamenti non erano incoraggiati: erano considerati troppo rischiosi e costosi. Uno dei più noti speronamenti della Seconda guerra mondiale è l’impresa del capitano americano Richard Fleming. Nella battaglia delle Midway nel 1942 il capitano diresse un bombardiere colpito verso la poppa dell’incrociatore giapponese Mikuma. Dopo la guerra vi furono molte controversie circa il fatto: alcuni ricercatori confutarono persino che vi fosse stato uno speronamento. Tuttavia, Fleming passò alla storia come il primo speronatore americano. Venne insignito post mortem della somma onorificenza statunitense, la Medal of Honor, per il coraggio e la temerarietà dimostrati.

In Giappone, invece, furono create divisioni di piloti kamikaze. Queste divisioni godevano del rispetto dell’intero esercito giapponese, avevano i propri segni di riconoscimento (portavano speciali fasce o bande) e seguivano appositi corsi di addestramento.

Oggi è difficile immaginare che un pilota si appresti ad eseguire uno speronamento. I caccia e i bombardieri per la distruzione di velivoli e obiettivi terrestri nemici dispongono di diversi sistemi di armamento missilistico, bombe e cannoni. Ad ogni modo vi furono speronamenti anche dopo la Seconda guerra mondiale.

Nel novembre del 1978 il capitano Gennady Eliseev effettuò il primo speronamento su un velivolo ipersonico nella storia e distrusse, perdendo la vita, il velivolo di ricognizione iraniano che si era infiltrato nello spazio aereo sovietico. L’equipaggio iraniano evitò il missile aria-aria espulso da Eliseev. Il pilota non utilizzò il cannone aeronautico poiché, stando a una versione dei fatti, si era inceppato. Dunque, a una velocità di 1500 km/h Eliseev si scontrò con il velivolo nemico.

Entrambi gli aerei finirono a terra. Eliseev non riuscì ad eiettarsi al di fuori del velivolo. I piloti iraniani, invece, si lanciarono col paracadute, ma a terra furono braccati dai frontalieri.

Nel luglio del 1981 il pilota Valentin Kulyapov sul caccia Su-15TM speronò l’aereo da trasporto militare CL-44 che aveva violato il confine di stato sovietico. Vista l’impossibilità di utilizzare armi missilistiche Kulyapov attaccò con la stiva del proprio velivolo lo stabilizzatore destro del CL-44. Il pilota riuscì ad eiettarsi e atterrò con successo. Il velivolo dei trasgressori fu abbattuto insieme all’equipaggio.

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