02:46 14 Novembre 2019

Hong Kong: “se continuiamo così sarà peggio della SARS del 2003”

© AFP 2019 / Manuel Ceneta
Mondo
URL abbreviato
1112
Seguici su

Se Carrie Lam, Capo esecutivo di Hong Kong e rappresentante il potere centrale, paragona quello che potrebbe diventare la crisi attuale con quello che avvenne nel 2003 per via della SARS, allora forse dobbiamo iniziare a preoccuparci sul serio?

Quando la SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome) arrivò ad Hong Kong, infettò quasi duemila persone e se ne portò via 286. Fu un’emergenza non solo medica ma ancor di più economica. È proprio a questo che si riferiva Carrie Lam, Capo esecutivo di Hong Kong, quando oggi ha incontrato i più grandi dirigenti aziendali della città. Mentre all’aeroporto un sit-in di proteste cercava l’attenzione degli ospiti internazionali per accentrare ancora maggiori sostegni e consensi, la rappresentante del potere centrale avvertiva che l’impatto economico per i disordini potrebbe risultare addirittura peggiore di quello avuto dall’epidemia SARS nel centro finanziario, scrive Hong Kong Free Press.

“Rispetto alla crisi economica causata dalla SARS che abbiamo gestito in precedenza, che ha causato una tempesta economica, questa volta la situazione potrebbe essere ancora più grave. In altre parole la ripresa economica rischia di richiedere molto tempo”.

Le proteste sono iniziate due mesi fa per il controverso disegno di legge sull'estradizione, ma si sono trasformate in un movimento più ampio che richiede riforme democratiche.

Lam ha rifiutato di rispondere alle richieste, tra cui quella di elezione diretta dell'amministratore delegato della città, attualmente scelto da Pechino.

"Per quanto riguarda la soluzione politica, non credo che dovremmo fare semplicemente delle concessioni per mettere a tacere i manifestanti violenti. Dovremmo fare piuttosto ciò che è giusto per Hong Kong. E in questo momento ciò che è giusto per Hong Kong è fermare la violenza e dire no alla situazione caotica che abbiamo vissuto nelle ultime settimane".

Anche l'ambasciatore cinese in Italia, Li Junhua, nel corso della sua prima conferenza stampa dal suo insediamento a Roma, proprio nelle stesse ore diceva:

"Il governo cinese ha una posizione molto chiara: è necessario fermare il caos e riportare l'ordine. Qualora ci si dovesse trovare di fronte a una situazione di peggioramento, che il governo di Hong Kong non riuscirà a gestire, il governo centrale cinese non resterà a guardare"

Ancora più duro il passaggio del discorso del diplomatico cinese a Roma che accusa le pressioni esterne che starebbero gonfiando le proeteste:

“Il mondo politico degli Stati Uniti sta dando sostegno e amplificando le idee dei manifestanti - Hong Kong è della Cina, e non accettiamo alcun tipo di interferenza straniera”.

RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik