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15:16 24 Agosto 2019
Fake news

Bufale e sbufalatori: le battaglie della settimana

CC BY 2.0 / Mike MacKenzie / Fake news
Mondo
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La lotta tra creatori e cacciatori di fake news si fa sempre più serrata con spettatori sempre più confusi e impegnati a capire chi siano vermente gli uni e chi gli altri. I siti di debunking (sbufalatori) nascono come funghi ma spesso sono essi stessi dei fake. Di chi fidarsi?

Oggi vogliamo presentarvi il lavoro fatto da un sito creato da un gruppo di giornalisti indipendenti provenienti dalle più svariate parti del mondo, AFP Fact Check.

Queste le bufale online scovate nella settimana da questo gruppo di ‘ricercatori’.

1. Jammu e Kashmir

Dopo che l'India ha privato la regione del Jammu e Kashmir del suo speciale statuto autonomo internet è stato inondato di disinformazione. Vecchi video sono apparsi accanto a dichiarazioni fuorvianti. Uno dei tanti esempi è questo video in cui la ripresa di una processione funebre del 2018 è stata presentata in un post virale come la dimostrazione di proteste e moti popolari attuali.

2. La puntura che salva dall'ictus

Dicerie secondo le quali pungere una vittima di ictus nell'orecchio o sulle punte delle dita con un ago potrebbe salvargli la vita circolano da anni in Africa ma un’ondata di nuovi post Facebook ha creato un vero e proprio credo. I post attribuiscono il consiglio alla medicina tradizionale cinese. In realtà gli stessi esperti cinesi di agopuntura affermano che il consiglio sia non solo infondato ma anche decisamente pericoloso in quanto potrebbe incoraggiare le persone a ritardare il trattamento urgente per una vittima di ictus. I post virali si sono diffusi da prima in Africa ma ora stanno arrivando anche da noi in occidente, come si vede qui.

3. "The Purge" a Hong Kong

Molteplici post hanno condiviso una presunta ‘trasmissione di emergenza’ nella quale si affermerebbe che per un periodo di 12 ore qualsiasi crimine, incluso l'omicidio, sarebbe stato legale durante le proteste di piazza ad Hong Kong. La trasmissione era, come immaginabile, totalmente immaginaria: il testo dell'avvertimento era stato tratto da un annuncio apparso nel film horror americano del 2013, "The Purge".

4. "Allah Akbar" al comizio di Trump

Il video di un comizio di Donald Trump è stato visto quasi un milione di volte e condiviso decine di migliaia su Facebook, Twitter e YouTube. Secondo la versione divenuta virale il futuro presidente e la sua scorta sarebbero andati in subbuglio e spaventati quando qualcuno tra la folla presente avrebbe gridato "Allah Akbar". Solo che nel filmato originale del 2016 che qui vi riportiamo, non quello modificato, questa frase non si sente.

5. Il gattino di Hong Kong

Poi ci sarebbe anche quella del gatto di Hong Kong con 40 mila follower su Instagram che sarebbe stato esposto all'effetto dei lacrimogeni usati dalla polizia durante le recenti manifestazioni. Ma questa si commenta da sola.

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