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13:03 15 Ottobre 2019
Cartello che indica il confine d'ingresso nel Regno Unito

Gruppi criminali in Albania: usano Facebook per portare immigrati clandestini a Londra

© flickr.com / David McKelvey
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Nell'ambito della crisi migratoria in Europa, a farla franca sono le organizzazioni criminali. Un esperto spiega come sia possibile la loro attività sotto gli occhi vigili dei social network.

I criminali albanesi usano Facebook per contrastare i raid contro l’immigrazione, trasportare illegalmente immigrati clandestini nel Regno Unito, registrare matrimoni fittizi e svolgere in modo fraudolento i test di lingua inglese per l’ottenimento della cittadinanza, scrive The Telegraph.

Com’è possibile che attività criminali si possano svolgere alla luce del sole, sui social network, e come fermarle? Sputnik lo ha chiesto al dott. David Lowe, ricercatore alla facoltà di legge della Leeds Beckett University e titolare di un’azienda di consulenze sui temi del terrorismo e della sicurezza.

- The Telegrapf riporta che alcuni criminali albanesi stanno usando Facebook per avvertire dei raid contro l’immigrazione, trasportare gli immigranti illegali in Gran Bretagna, organizzare matrimoni fittizi e imbrogliare ai test di inglese per l’ottenimento della cittadinanza. Perché, secondo Lei, Facebook sta chiudendo gli occhi su queste attività illegali?

- Controllando le pagine albanesi su Facebook si nota che ci sono molte pagine intitolate “Albanians in London”. Sapendo che la pagina utilizzata per avvertire dei raid contro l’immigrazione e altre attività nefande è stata bloccata prima delle mie ricerche, a prima vista queste pagine sembrano innocue e questo potrebbe spiegare perché gli amministratori di Facebook non sono riusciti a reagire a quella che offriva attività illegali.

Detto questo, la vicenda mostra quanto debbano essere vigili le compagnie dei social media nel controllare il contenuto delle pagine create dalle persone, che sia su Facebook, Twitter, WhatsApp, Youtube e altri social media.

- Perché, secondo Lei, ai criminali è permesso pubblicare queste “pubblicità”? Perché Facebook non li ferma?

- Negli ultimi anni abbiamo visto come i criminali e i terroristi usano i siti di social media più aperti e meno criptati a proprio vantaggio per reclutare persone, offrire servizi criminali o diffondere contenuti estremisti. Non è difficile farlo, ma se le pubblicità o i siti sono evidentemente legati alle attività criminali o terroristiche le compagne dei social media li bloccano.

Quando l’utilizzo è meno evidente, molte compagnie come Facebook si affidano ad algoritmi per identificare i contenuti che violano la loro policy di utilizzo e in questo caso possono tralasciare qualcosa.

Una cosa che dovrebbero fare le aziende per assicurarsi che il contenuto sia controllato in modo più efficace sarebbe impiegare più occhi umani per verificare i contenuti. Per qualche tempo ho promosso questo aspetto.

- Che tipo di reazione si aspetta da parte elle autorità, da quelle che si occupano di immigrazione in particolare, dopo la notizia diffusa da The Telegraph?

- Certamente i governi e gli organi intergovernativi faranno più pressione sulle compagnie che gestiscono i social media. Abbiamo visto come gli estremisti hanno utilizzato i social media per esempio in occasione delle sparatorie alle moschee di Christchurch a marzo di quest’anno. Durante il summit dei Five Eyes tenutosi a Londra a fine luglio 2019 ai social media, in particolare a quelli profondamente criptati, è stato richiesto di permettere l’accesso a determinati contenuti alla polizia e agli organi di sicurezza nei casi di tutela dei minori e sicurezza nazionale (i Five Eyes sono i governi di Australia, Canada, Nuova Zelanda, Regno Unito e Stati Uniti, che hanno preso l’accordo di non spiarsi a vicenda e di cooperare nei campi della sicurezza nazionale e dei più gravi casi di attività criminali).

Nel Regno Unito secondo gli Investigatory Powers Act del 2016 le aziende delle comunicazioni, tra cui quelle che gestiscono i social media, possono ricevere la richiesta di trasmettere dati in determinate circostanze e condizioni legali.

Comunque stiamo parlando di come i criminali (e i gruppi terroristici) utilizzino i social media ed è tempo che questi social media comincino a lavorare in modo più efficace per prevenire che i proprio servizi vengano usati dai criminali.

- Nel Regno Unito, gli immigrati clandestini albanesi sono due volte di più di qualsiasi altra nazionalità, secondo l’Home Office, mentre la National Crime Agency dice che le gang albanesi sono entrate nello spaccio di droga, e in particolare della cocaina. Cosa si è fatto fino ad oggi per affrontare i gruppi criminali albanesi?

- La proliferazione dell’attività delle gang criminali albanesi non è solo un problema del Regno Unito, ma anche di molti altri stati europei. La National Crime Agency (NCA) manda agenti in Albania per lavorare in collaborazione con loro.

Questo evidenzia quanto sia importante per gli organi di polizia cooperare nelle questioni dei crimini seri e delle attività terroristiche. Inclusa anche la condivisione dell’intelligence, quando appropriata.

Anche se il Regno Unito sta lasciando l’Unione Europea, credo ancora che saranno presi degli accordi tra il Regno Unito e l’UE in relazione al lavoro con l’organo di polizia Europol. I criminali e i terroristi non riconoscono i confini si stato geografici e anche quello che i servizi segreti del Regno Unito possono condividere andrà a favore delle forze dell’ordine dei 27 stati membri dell’UE.

Inoltre la NCA lavorerà assiduamente nelle proprie investigazioni per minimizzare l’attività criminale delle gang albanesi. Questo includerà l’utilizzo di risorse umane sotto copertura, i tradizionali metodi di sorveglianza dei sospetti, il monitoraggio delle comunicazioni elettroniche dei sospetti e analisi di intelligence. E potrebbe comprendere anche una collaborazione con gli altri organi di polizia del Regno Unito e le forze di polizia.

- Ci sono possibilità che altre organizzazioni criminali stiano utilizzando metodi simili a quelli degli albanesi, come per esempio creare pagine Facebook per coordinare attività illegali? In precedenza è mai accaduto niente di simile nel Regno Unito?

- Certamente c’è la possibilità che altre organizzazioni criminali stiano utilizzando metodi simili così aperti per coordinare attività illegali, ma non sono al corrente di casi simili avvenuti in passato.

Se da tutto questo è venuto fuori qualcosa di buono, è che gli organi di polizia qui nel Regno Unito e all’estero ora ne sono consapevoli e auspicabilmente questo incoraggerà le aziende che gestiscono i social media a lavorare in collaborazione con la polizia.

Profilo Facebook di Fari Lleshi, leader della pagina Facebook.

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