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04:11 24 Agosto 2019
Un caccia Eurofighter Typhoon S tedesco

Problemi con aerei, ricambi, manutenzione e piloti - C’era una volta la Luftwaffe

CC BY 2.0 / Eurofighter Typhoon S Germany Air Force / https://www.flickr.com/people/14035760@N03
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Lunedì scorso una interrogazione parlamentare al Bundestag ha fatto emergere una realtà inquietante e inattesa che metterà in allarme gli alleati NATO, americani in primis: l’aeronautica tedesca non riesce a soddisfare gli standard minimi di addestramento richiesti dall’Alleanza.

La coperta è troppa corta: mancano i velivoli, mancano in pezzi di ricambio, ci sono problemi di manutenzione quindi i piloti rimangono a terra e non riescono a volare neppure le 180 ore minime di addestramento previste dagli standard.

Solo 512 degli 875 piloti dell'aviazione sono stati in grado di raggiungere l'obiettivo minimo, è stato costretto ad ammettere il Governo tedesco nella sua risposta scritta all’interrogazione parlamentare.

"La Luftwaffe è al suo punto basso", aveva ammesso anche il Tenente generale Ingo Gerhartz, capo dell'aeronautica, durante un evento promosso dall’industria della difesa a Berlino il mese scorso.

"Gli aeromobili sono a terra a causa della mancanza di pezzi di ricambio o non sono nemmeno sul posto poiché fuori per manutenzione."

A febbraio era già emerso che in media solo 39 dei 128 aerei tedeschi Eurofighter e 26 dei 93 vecchi Tornado erano disponibili per il combattimento o l'allenamento durante tutto l'anno scorso.

Facile prevedere che la divulgazione di tali realtà non potrà che aumentare le preoccupazioni tra gli alleati NATO della Germania, paese che, per altro, era già sotto pressione da parte degli Stati Uniti che insistentemente avevano chiesto di aumentare le spese per la difesa. Il Presidente Donald Trump aveva esplicitamente chiesto che venisse raggiunto l'obiettivo per tutti i Paesi NATO di spendere almeno il 2% del loro PIL per la difesa ma il Governo Merkel aveva ritirato gli impegni in seguito all’opposizione dei sui partner di coalizione dell’SDP (Socialdemocratici). Celebri erano state poi le esternazioni dello stesso Presidente americano sulla necessità dei Paesi NATO di ‘pagare’ per poter beneficiare della protezione USA contro la Russia.

L’attuale spesa per la difesa tedesca si aggira infatti intorno appena all’1,3% del PIL. Nella sola prima metà dell’anno scorso si erano dimessi ben 6 piloti contro gli 11 nei cinque anni precedenti, segno evidente di un senso di scoramento da parte degli stessi aviatori.

Per la verità va anche detto che attualmente, su ventinove membri dell’Alleanza Atlantica, solamente sette raggiungono l’obiettivo del 2%. La stessa Italia è ben al di sotto.

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