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20:25 12 Novembre 2019
Senegal

Un Drone made in Senegal contro la malaria

© Foto : Eugenia Dolina
Mondo
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Da gennaio 2019 due appassionati di tecnologia senegalesi lavorano a un modello di drone autofinanziandosi. Un corrispondente di Sputnik li ha raggiunti a Dakar e Mbour.

I creatori del drone sperano che il dispositivo verrà utilizzato nei settori della sanità e dell’agricoltura. Al momento attuale il drone ricorda un robot-ragno: le estremità sembrano le zampe, il serbatoio bianco con il coperchio nero la pania e la grande carcassa in alluminio che ricopre il motore un casco.

Il primo drone di produzione senegalese potrà essere utilizzato per spargere gli insetticidi nelle zone di diffusione degli insetti portatori di malaria e per annaffiare i campi con gli appositi preparati. A grandi linee l’apparecchio è già pronto.

Il drone comandato a distanza tra 2-3 mesi avrà un aspetto diverso, assicurano gli inventori Labaly Touré e Mamadou Wade Diop, appassionati di nuove tecnologie e di droni. I due partner hanno avviato lo sviluppo del progetto a gennaio 2019, chiamandolo “Drone made in Senegal”, ossia un drone prodotto in Senegal.

Prototipo del «Drone made in Senegal»
© Sputnik . Coumba Sylla
Il protitipo del Drone made in Senegal

Labaly Touré è dottore in geomatica, professore dell’Università Gaston Berger (UGB) a Saint Louis, nel nord del Senegal. Vive tra Dakar e Saint Louis.

Mamadou Wade Diop, detto anche Dr Drone, è un programmatore professionista e specialista nella manutenzione di reti informatiche. Vive a Mbour, grossa città turistica situata nell’ovest del paese, vicino a Saly, a circa 90 km dalla capitale Dakar.

“Il drone sarà progettato e assemblato in Senegal. Lo abbiamo già assemblato al 75%. Quando sarà terminato, potrà trasportare un serbatoio con 10 litri di liquido e il tempo di autonomia in volo sarà di 20-25 minuti”. Inoltre, aggiunge Mamadou Wade Diop, il velivolo raggiungerà un’altezza di circa 15 metri.

Dr Drone, un uomo di 30 anni alto e magro, mostra al corrispondente di Sputnik il suo laboratorio, una stretta stanza nel Centro di informatica ed elettronica di Mbour, dove si trova il drone.

© Sputnik . Coumba Sylla
Mamadou Wade Diop, detto anche Dr Drone, programmatore professionista e specialista nella manutenzione di reti informatiche.

Labaly Touré, un uomo allegro che assomiglia a un giocatore di rugby, precisa che “l’apertura delle ali sarà da 70 cm a un metro” e il serbatoio pieno peserà 13-14 kg, mentre il peso del dispositivo non supererà, sperano i due esperti, i 25 kg.

Il prototipo è su un lungo tavolo insieme a numerosi dettagli e strumenti, a una lampada da notte e a una scatola. Sul tavolo vicino ci sono altri dettagli e un computer spento.

In fondo alla stanza, sugli scaffali, ci sono altri droni più piccoli. Mamadou Wade Diop spiega che non c’entrano con il progetto: “sono rotti, utilizzo i loro dettagli perché in Senegal non ci sono”.

Entrambi gli esperti hanno una loro azienda. Azerty Solutions, di Mamadou Wade Diop, si specializza in produzione audiovisiva, verifica di dispositivi, riparazione di droni (attività che è valsa al programmatore il soprannome Dr Drone) e riprese video. Géomatica, di Labaly Touré, invece si occupa di cartografia e topografia: per svolgere queste attività il professore dispone già di tre droni.

© Sputnik . Coumba Sylla
Labaly Touré, dottore in geomatica, professore dell’Università Gaston Berger (UGB) a Saint Louis, nel nord del Senegal.

Labaly Touré ha accolto Sputnik nel suo ufficio di Dakar, ma la sua azienda ha anche una filiale a Saint Louis. Come ha incontrato il suo partner?

L'incontro tra i due partner del progetto

“Grazie ai social network siamo venuti a sapere di essere entrambi appassionati di geodati e droni. Abbiamo sentito parlare l’uno dell’altro tramite amici e poco a poco ci siamo conosciuti su Facebook. Abbiamo scoperto di avere in comune il sogno di costruire un drone qui, in Senegal. E allora abbiamo deciso di mettere insieme le forze e farlo insieme”.

Quanto costa costruire un drone?

I due partner hanno deciso di utilizzare per il progetto i soldi guadagnati dalle loro imprese. Non se ne pentono, nonostante le spese abbiano notevolmente superato il budget stabilito inizialmente.

“All’inizio supponevamo che avremmo speso circa 10 000 euro (6,56 milioni di franchi CFA). Ad oggi il budget è dai 15 000 ai 20 000 euro (da 9,8 a 13,2 milioni di franchi CFA)”, spiega Labaly Touré.

“Il progetto richiede risorse notevoli di cui non sempre disponiamo. A volte vogliamo ordinare dei dettagli, ma non ci bastano i soldi e allora dobbiamo risparmiare. In più ci sono i costi per sdoganare (i dettagli ordinati dall’estero, ndr). Ma, come si dice, la passione non ha prezzo”, dice l’imprenditore con un sorriso.

Inoltre all’inizio della loro avventura i due creatori di Drone made in Senegal hanno giovato del sostegno di un senegalese che abita in Francia e che, interessatosi al progetto, ha ordinato per loro e pagato un dettaglio.

Gli obiettivi di Drone made in Senegal

Mamadou Wade Diop spiega che l’obiettivo non è solo quello di far volare il drone: vogliono ci si tratti di un dispositivo socialmente utile per soddisfare i bisogni della popolazione.

 “Non è difficile costruire un apparecchio volante non pilotato: basta mettere insieme i dettagli e ci sono riusciti anche gli studenti delle corsi universitari tecnici, ma noi vogliamo creare un drone in grado di risolvere i problemi, un drone utile”, ha detto il programmatore, che non è nuovo a questa esperienza. Infatti, due anni fa aveva costruito un drone, il primo fatto in Senegal, ma la sua creazione purtroppo è finita in mare.

Un drone per combattere la malaria

Drone made in Senegal sarà utilizzato soprattutto per combattere la malaria diffusa nel paese. Secondo i dati più recenti, nel 2017 di malaria sono morte 435 mila persone su un totale di 219 milioni di ammalati registrati nel mondo.

“Molte zone con bacini idrici stagnanti, dove si originano le zanzare della malaria, sono difficilmente raggiungibili a piedi e perfino in macchina. È difficile arrivare in questi posti per spargere gli insetticidi. Il nostro drone permetterà di irrigare le zone contaminate e ridurre così la quantità dei casi di malaria. A nostro parere si tratta di un progetto innovativo che potrà essere utilizzato nella sanità. Non possiamo restare indifferenti a una catastrofe come la malaria”, ha dichiarato Labaly Touré.

Un'altra sfera di utilizzo è l’agricoltura. Il drone, infatti, potrà essere utilizzato per l’irrigazione. Si tratta di una funzione molto importante: secondo l’Agence Nationale de la Statistique et de la Démographie (ANSD), al 2019 l’agricoltura è la forza motrice del settore primario e la fonte di guadagno della maggior parte della popolazione delle zone rurali in Senegal. La popolazione del paese è pari a 16 milioni di abitanti.

Un drone per il Segal e l’Africa Occidentale

Non appena il drone sarà pronto, gli inventori hanno intenzione di rivolgersi alle istituzioni per certificarne la conformità alle norme di sicurezza. Inoltre, vogliono ampliarne le sfere di utilizzo.

“I potenziali clienti sono il governo, il Ministero della Sanità, i servizi sanitari, i servizi anti-incendio, l’esercito. Ma i problemi con cui ha a che fare il Senegal colpiscono anche gli altri paesi della regione. Creiamo un prototipo con il marchio “Made in Senegal” per diffonderlo poi sul mercato africano, inizialmente nell’Africa Occidentale e poi in una zona più allargata”, rivela i suoi piani per il futuro Labaly Touré.

Tratto da un reportage di Coumba Sylla

Tags:
Senegal, Drone
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