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19:16 12 Novembre 2019
Macerie del volo MH17

Tragedia MH17, detective tedesco potrebbe fornire prove da divulgare in Russia e Malaysia

© Sputnik . Maksim Blinov
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Il detective tedesco Josef Resch ha più volte chiesto alla Corte Suprema di considerare le sue prove sulle cause e i responsabili del disastro, ricevendo sempre un rifiuto.

Il detective che indagò sul disastro dell’MH17 ha dichiarato a Sputnik che si potrebbe rivolgere a Russia, Malaysia e altri paesi con la proposta di divulgare le sue informazioni sulle cause della tragedia, i nomi delle persone responsabili e i dati satellitari americani a sua disposizione.

Resch ha dichiarato che farà la proposta a Russia e Malaysia di fare questa divulgazione se l'indagine internazionale dalla Corte Suprema olandese non risponderà alla sua ripetuta richiesta di accettare queste prove.

I nomi non sono ancora noti

In precedenza, ha tentato d'inviare nei Paesi Bassi, la cui Corte Suprema è guidata dal Joint Investigative Group (JIT), nuovi materiali sul disastro dell'MH17 che non sono stati presi in considerazione nelle ultime dichiarazioni del JIT a giugno e sono stati rifiutati dalla parte olandese a causa delle condizioni di divulgazione delle prove in presenza dei media.

"Ora scriverò di nuovo al JIT, insieme al mio avvocato, questa informazione sarà diffusa a livello internazionale e vedremo la reazione. Non posso obbligare nessuno del JIT e nessun altro ad accettare queste prove... Ma possiamo ipotizzare allora che potrò farlo io, (se il JIT non accetterà le prove) anche pubblicamente con la Malayasia, con la Russia e qualsiasi altro stato coinvolto in questo caso che voglia partecipare... Sarà reso pubblico con qualsiasi stato che parteciperà", ha detto Resch.

Parlando delle persone specifiche responsabili del disastro, il detective ha osservato che "quando sarà reso pubblico, verrà svelato tutto ciò che è successo... con i nomi". Tuttavia, si rifiuta di annunciarli ora.

Le immagini satellitari statunitensi

Il detective ha affermato che vorrebbe coinvolgere altri paesi nell’analisi delle sue prove, tra cui Paesi Bassi, Ucraina, Malaysia, Australia, Germania, Belgio e Stati Uniti.

"Sono disponibili foto satellitari, che gli Stati Uniti non avrebbero più... Anche loro saranno rese pubbliche", ha detto Resch, aggiungendo che le immagini satellitari, naturalmente, “svolgono un ruolo" nelle indagini. Ha osservato la reazione incoerente del JIT su questo tema, poiché in precedenza "si diceva costantemente che erano necessarie foto satellitari, ma a un certo punto non sono state più ritenute necessarie, perché, a quanto pare, non era più importante".

È pronto a testimoniare al CEDU

Secondo il detective, il governo della Germania è stato informato sul fatto dell’occultamento delle informazioni sull'incidente di MH17, anche se sostiene il contrario, e il nome delle persone responsabili dell'occultamento è nelle prove raccolte da lui.

In un'intervista, Resch ha dichiarato di essere pronto a presentarsi presso la Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) come testimone nelle cause legali per i parenti delle vittime dell’incidente dell’MH17 nei cieli del Donbass nel luglio 2014, se un tale processo verrà organizzato.

In precedenza, l'avvocato tedesco Elmar Giemulla ha detto a Sputnik che avrebbe portato Resch al caso dell’MH17 alla CEDU se il tribunale avesse accettato questa richiesta. Giemulla rappresenta gli interessi dei parenti di quattro cittadini tedeschi morti nel disastro del MH17.

Lo “scherzo”

Resch ha anche affermato che nel 2016 è stato interrogato presso l'Ufficio federale della polizia criminale di Colonia e presso il Tribunale federale di Karlsruhe con la partecipazione del giudice Renata Wimmer e del rappresentante del procuratore generale Christian Ritscher.

"Era evidente che il caso stesse andando in malora e loro (i rappresentanti della Corte federale di giustizia tedesca) hanno detto al mio avvocato: facciamo che il signor Resch dice che è stato uno scherzo, una gag e questo lo mandano nei Paesi Bassi, tutti sono felici e finisce tutto” ha detto il detective. Secondo Resch, la proposta è stata scioccante, perché "non si può scherzare sulla morte di 298 persone".

"E allora mi sono sorti dei dubbi sul fatto che loro credessero o meno in quello che fanno", ha detto Resch.

L’indagine di Resch 

Joseph Resch sta indagando sull'incidente di MH17 dal 2014. Il suo cliente, il cui nome Resch non nomina a causa dei termini del contratto, ha offerto prima una ricompensa di 30, quindi di altri 17 milioni di dollari per le informazioni sulle cause del disastro. A metà 2015 al detective si è rivolto un informatore che ha fornito informazioni preziose. Per questo ha ricevuto un premio di 15,5 milioni di dollari pagato in contanti in tre diverse valute: euro, dollari USA e franchi svizzeri.

Il detective sostiene di aver ripetutamente ricevuto minacce anonime in relazione alla sua indagine. Inoltre, è stata effettuata una perlustrazione nel suo appartamento, e la sua cassetta di sicurezza in banca in Svizzera, che conteneva un documento sul caso dell’MH17, è stata aperta su richiesta dei Paesi Bassi.

Il disastro dell’MH17

Il Boeing della Malaysia Airlines, che effettuava il volo MH17 da Amsterdam a Kuala Lumpur, si è schiantato il 17 luglio 2014 vicino a Donetsk. A bordo c'erano 298 persone, tutte morte. Kiev ha accusato le milizie del disastro, le quali hanno controbattuto di non avere i mezzi per abbattere un aereo a tale altezza. Una squadra investigativa comune (Joint Investigative Group, JIT) sotto la guida della Corte Suprema dei Paesi Bassi e senza la partecipazione della Federazione Russa, è stata incaricata d'indagare sulle circostanze dell'incidente e ha successivamente presentato dei risultati provvisori.

Secondo i risultato dell'inchiesta, il Boeing sarebbe stato abbattuto da un sistema di difesa aerea Buk appartenente alla 53a brigata missilistica antiaerea delle forze armate russe di Kursk. Secondo il vice procuratore generale russo Nikolai Vinnichenko, la parte russa ha trasmesso ai Paesi Bassi non solo i dati dei radar russi, ma anche la documentazione che indica che il missile Buk che ha colpito il Boeing apparteneva all'Ucraina, ma questa informazione è stata ignorata dagli investigatori.

Il ministero degli Esteri russo ha dichiarato che le accuse del JIT sul coinvolgimento della Russia nello schianto del Boeing sono infondate e deplorevoli; l'inchiesta è parziale e unilaterale. Più tardi, il presidente russo Vladimir Putin ha osservato che alla Russia non è consentito indagare sull'incidente del transatlantico nell'Ucraina orientale e che Mosca potrà riconoscere i risultati dell'indagine solo se ne prenderà pienamente parte. Tutti i missili, i motori dei quali sono stati dimostrati alla commissione olandese per le indagini sull'incidente dell'MH17, sono stati eliminati dopo il 2011, ha affermato il ministero della Difesa russo. Il portavoce del presidente russo Dmitry Peskov ha ripetutamente affermato che la Russia respinge categoricamente le accuse di coinvolgimento nello disastro dell'MH17.

Le conclusioni del JIT di giugno

A giugno, un'indagine internazionale sul volo MH17 ha annunciato i nomi di quattro sospetti. Secondo la dichiarazione, tra i sospettati vi sono i russi Igor Girkin, Sergey Dubinsky e Oleg Pulatov, nonché l'ucraino Leonid Kharchenko. L'indagine li considera coinvolti nella consegna del sistema di difesa aerea Buk a una posizione nel Donbass e nell'attacco al Boeing della Malaysia Airlines. I sospetti, secondo il rappresentante del JIT, saranno accusati di omicidio e l'inchiesta emetterà mandati internazionali per il loro arresto. Il JIT ha anche riferito che il processo dell'incidente di MH17 si svolgerà nei Paesi Bassi e inizierà il 9 marzo 2020.

La reazione di Russia e Malaysia

Commentando le nuove dichiarazioni dell'indagine internazionale, il Ministero degli Esteri russo ha nuovamente dichiarato infondate le accuse contro la Russia, sottolineando che il JIT non ha fornito prove concrete contro Mosca.

Il Ministero degli Esteri russo ha respinto le dichiarazioni sul rifiuto della Russia di collaborare all'inchiesta del 17 novembre e ha dichiarato che Mosca avrebbe facilitato le indagini in modo da stabilire la verità sul disastro aereo e per punire i veri responsabili dell'incidente. Inoltre il Ministero ha osservato che la Russia continua a fare domande eque sulla qualità del lavoro del JIT.

Il primo ministro della Malaysia Mahathir Mohammad ha anche espresso sfiducia nelle conclusioni dell'indagine internazionale, affermando che gli Stati Uniti, i Paesi Bassi e l'Australia non sono realmente interessati a stabilire le cause dell'incidente e a trovare i veri colpevoli della tragedia, ma hanno semplicemente deciso che la Russia avrebbe dovuto risponderne.

Un film realizzato dai giornalisti olandesi e russi Max van der Verff e Yana Erlashova mostra un'intervista al primo ministro della Malaysia e presenta le opinioni di esperti tedeschi e della malesi, che affermano che il Servizio di sicurezza dell'Ucraina abbia modificato le registrazioni delle trattative presentate come prova nel caso dell'incidente dell’MH17 nel Donbass.

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