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19:38 22 Agosto 2019

L’India revoca l’autonomia del Kashmir: si rischia una nuova guerra?

© REUTERS / Danish Ismail
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Il Governo indiano ha comunicato le sue intenzioni di revocare la parte della Costituzione che concede lo speciale status di autonomia alla regione amministrata del Kashmir e contesa con il Pakistan. Ma è il caso di accendere il cerino nella polveriera?

Se il Governo dovesse mettere in atto i propri progetti potremmo trovarci di fronte ad una situazione particolarmente pericolosa. Per capire il dettaglio della notizia dobbiamo però partire dagli antecedenti storici.

Kashmir

Il Kahmir è una regione storico geografica situata all’estremo nord dell’India. Il suo territorio è attualmente diviso in tre regioni – i territori amministrati dalla Cina a nord-est (Aksai Chin rivendicato dall’India ma saldamente controllato dalla Cina), i territori amministrati dal Pakistan (Gilgit-Baltistan a nord-ovest, ovest) e i territori amministrati dall’India (Jammu-Kashmir e Ladakh).

India e Pakistan ne rivendicano l’intera sovranità mentre la Cina rivendica solo la zona che effettivamente controlla, Aksai Chin, valle del Trans-Karakorum e ghiacciaio Siachen cui status è poco chiaro per tutti. Il Kashmir è una regione cara per ragioni storiche sia ad induisti che buddhisti nonchè musulmani. La dinastia dei Sultani musulmani Salatin-i-Kashmir dominò la regione dal XII per ben cinque secoli fino a metà ‘700 quando venne sostituita dalla dinastia afgana dei Durrai. Nel 1820 il maharajah Sikh, Ranjit Singh, conquistò la regione e il successore Gulab Singh la governò con il patrocinio dell’Impero britannico. Nel 1947, quando i britannici abbandonarono l’intera colonia indiana, la regione finì quindi per venire contesa da tutte e tre le nazioni, etnie e religioni.

Jammu e Kashmir

Il Jammu e Kashmir, pur essendo spesso abbreviato con il termine improprio ‘Kashmir’ in realtà è solo una porzione dell’intero Kashmir. Si tratta di uno dei 29 Stati federati dell’India, comprende la regione del Ladakh ad est e gode di una particolare autonomia dall’anno di costituzione (1947).

La regione è contesa dal Pakistan come l’India contesta la parte del Kashmir amministrata dal Pakistan. Alle contese nazionali si aggiungono i movimenti indipendentisti. La situazione è sempre stata particolarmente tesa e iniziò subito dopo gli accordi di separazione tra India e Pakistan alla fine dell’era britannica. Il Principato del Kashmir, secondo gli accordi, sarebbe dovuto andare a far parte dello Stato del Pakistan in quanto a maggioranza musulmana ma il Maharaja induista si rifiutò. Il Pakistan iniziò quindi una invasione per annettere con la forza la regione riluttante.

Da allora la situazione non è mai stata risolta definitivamente nonostante i vari cessate il fuoco abbiano a lungo tenuto. Attualmente la stessa Farnesina sconsiglia di recarsi nella regione dello Jammu-Kashmir a parte il Ladakh che invece appare più sicuro. Gli ultimi scontri ed attentati risalgono al febbraio di quest’anno quando un convoglio della polizia sulla strada Srinagar-Jammu è stato assaltato e ci sono stati anche feriti tra i civili per un attacco con granate in un centro abitato. L’intera linea di confine della regione con la parte controllata dal Pakistan è minata.

Lo speciale statuto dello Stato del Kashmir indiano

L’articolo 370 conferisce una notevole autonomia al Jammu-Kashmir all’interno della Federazione indaina ed è sulla base di questo che la regione venne annessa nel 1947. È facile prevedere che la fragile tregua ed i già precari equilibri tra musulmani, induisti e indipendentisti, possano essere rimessi in discussione.

India e Pakistan per altro sono entrambe potenze nucleari e da più parti in queste ore si sta facendo notare che questa intenzione del Governo indiano non potrà portare a nulla di particolarmente buono per la pace e la stabilità dell’intero continente.

In questi termini si è espressa l’ex Primo Ministro dello Stato del Jammu e Kashmir Mehbooba Mufti:

​“Questo è il giorno più brutto per la democrazia indiana. (...) La decisione unilaterale del governo indiano di eliminare l'articolo 370 è illegale e incostituzionale, questo renderà l'India una forza di occupazione”, ha scritto Mufti.

Opinione qualificata che non fa ben sperare sulle future possibilità di pace nella regione.

L'articolo 370, che il Governo ha intenzione di abolire, consente allo Stato indiano del Jammu e Kashmir di avere una propria costituzione, una bandiera separata e l'indipendenza su tutte le questioni tranne che per gli affari esteri, la difesa e le comunicazioni.

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