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19:34 12 Novembre 2019
Un test della bomba negli Usa

Dove sono state testate le bombe H più potenti

CC0 / National Nuclear Security Administration / Nevada Site Office /
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Incontaminato Nord, rigido clima artico e più di 130 esplosioni nucleari: 65 anni fa, il 31 luglio 1954, il Consiglio dei ministri dell’URSS adottò una disposizione per la creazione di un poligono di test nucleari sull’arcipelago Novaya Zemlya.

Nel periodo in cui il poligono segreto venne utilizzato, vi furono testate praticamente tutte le tipologie di armi nucleari sovietiche. Sputnik fa luce sul poligono su Novaya Zemlya e sugli altri luoghi dove furono fatte esplodere testate nucleari.

Al limitare del mondo

A metà degli anni ’50 l’URSS aveva estremo bisogno di un poligono dove testare le armi nucleari non solo per via aerea e sotterranea, ma anche marittima. Al tempo gli americani già da alcuni anni conducevano test nucleari presso gli atolli di Bikini ed Enewetak nel Pacifico.

Chiaramente, il poligono doveva essere collocato il più lontano possibile da grandi centri abitati e vie di comunicazione. L’arcipelago di Novaya Zemlya faceva al caso giusto. Lì vivevano solamente 400 persone circa le quali vennero trasferite velocemente nell’Oblast di Arcangelo.

Nell’estate del 1954 su Novaya Zemlya cominciarono a operare 10 squadre edili. E sebbene i lavori per la costruzione di Obekt-700 (esteso su una superficie di più di 90.000 km2) fossero complicati dalle rigide condizioni climatiche, nel giro di un anno erano già pronti gli edifici per la manutenzione tecnica, gli alloggi, i laboratori e l’aerodromo che avrebbe ospitato i caccia.

L’arcipelago Novaya Zemlya
© Sputnik . Ramil Sitdikov
L’arcipelago Novaya Zemlya

Nell’autunno del 1955 su Novaya Zemlya fu fatta esplodere la prima testata nucleare sotto la superficie marina in URSS. Nella baia di Chernaya a una profondità di 12 metri colpirono un siluro lanciato da un sommergibile grazie a una testata RDS-9 da 3,5 kiloton. I test furono effettuati per conto dell’FMI. Come obiettivi furono impiegati diversi cacciatorpedinieri, pescherecci da traino e sommergibili. Il nuovo poligono permetteva agli esperti di raccogliere informazioni esaustive circa l’impatto di un’esplosione nucleare su tutte le tipologie di armamenti.

Proprio su Novaya Zemlya venne testata la bomba termonucleare più potente al mondo, l’AH602, conosciuta come Bomba Zar, con una potenza di 58 megaton (diverse migliaia di volte superiore a quella della bomba che aveva distrutto Hiroshima). La superbomba venne sganciata dal caccia Tu-95 appositamente preparato allo scopo: la testata esplose a quota 4 km. L’esplosione fu così violenta che una scossa sismica colpì la terra per ben tre volte, una coltre si levò a 70 km di quota e la scintilla dell’esplosione fu visibile fino a mille km di distanza.

In tutto su Novaya Zemlya furono condotti 132 test nucleari: 87 atmosferici, 3 sottomarini e 42 sotterranei. L’ultimo fu eseguito nel 1990. Dal 1992 il Poligono Centrale di Stato del Ministero della Difesa dell’URSS prese in nome di Poligono Centrale della Russia. Oggi si trova sotto la competenza della 12a Direzione generale del Ministero della Difesa. Ai sensi del Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari su Novaya Zemlya vengono effettuati test esplosivi non nucleari per assicurare l’affidabilità e la sicurezza dell’arsenale nucleare.

Un modello della Bomba Zar, testata il 30 ottobre 1961
© Sputnik . Mikhail Voskresensky
Un modello della Bomba Zar, testata il 30 ottobre 1961

Una “Palla di neve” nucleare

Un altro grande poligono nucleare, esteso su 20.000 km2, si trovava invece in un luogo piuttosto popolato, sulle coste di Irtysh, nella Repubblica Socialista Sovietica Kazakha a soli 130 km da Semey (già Semipalatinsk). Per gli scienziati e i militari impegnati al poligono venne costruita un’intera città, Kurchatov.

Il poligono divenne operativo nel 1949. La potenza della prima esplosione fu modesta, 22 kiloton. Tuttavia, dopo alcuni anni vennero testate bombe di gran lunga più potenti. Nel 1953 gli scienziati sovietici guidati da Andrey Sakharov misero a punto una bomba all’idrogeno, la RDS-6s. La testata era costituita da un sistema sferico di strati di uranio e carburante termonucleare circondati dalla sostanza chimica esplosiva. La potenza era di 400 kiloton.

© Sputnik . Sergey Mamontov
La prima bomba nucleare sovietica RDS-1 nel museo

Il poligono di Semipalatinsk fu operativo fino al 1991. Per circa dieci anni qui esplosero circa 470 testate. La maggior parte sotterranee: le testate venivano dislocate in miniere e tunnel. In superficie e in aria esplosero 125 testate. Qui furono testate anche testate con diverse sostanze chimiche esplosive.

Furono fatte esplodere bombe atomiche anche in altre zone dell’URSS. Ad esempio, a settembre 1954 i militari testarono una testata nucleare tattica al poligono di Totskoe nell’Oblast di Orenburg. Fu uno dei principali addestramenti che passò alla storia col nome in codice di Snezhok, Palla di neve. Nei pressi di Totskoe vivevano 45.000 soldati, erano presenti centinaia di unità di mezzi blindati, pezzi d’artiglieria e velivoli. Le manovre erano guidate personalmente dal maresciallo Georgy Zhukov.

A settembre 1954 i militari testarono una testata nucleare tattica al poligono di Totskoe
© Foto :
A settembre 1954 i militari testarono una testata nucleare tattica al poligono di Totskoe

Subito dopo la detonazione di una bomba da 40 kiloton le truppe entrarono nella zona colpita: simularono di praticare una breccia nella difesa del nemico utilizzando un’arma nucleare. Allora pensarono che il fattore decisivo fosse l’ondata nucleare, ma così facendo i soldati e gli ufficiali si esposero alle radiazioni. Nel 1990 i partecipanti agli addestramenti di Totskoe furono paragonati ai “liquidatori” di Chernobyl.

Esplosioni nel deserto

Le esplosioni nucleari statunitensi non hanno eguali al mondo per portata. Il poligono più grande fu allestito nel Nevada a soli 100 km da Las Vegas. Nel 1951 lì fu fatta esplodere una piccola testata da 1 kiloton. Da quel momento i cittadini di Las Vegas e di altre città vicine riuscirono a vedere i caratteristici “funghi” all’orizzonte.

Gli americani cercarono di avvicinare il più possibile i test alle condizioni del combattimento. Presso il poligono edificarono interi quartieri cittadini e linee di demarcazione, vi trasportarono diversi mezzi e armamenti. L’impatto dell’ondata nucleare veniva registrato da telecamere ad alta velocità.

© AP Photo / U.S. Air Force
Gli esperimenti nucleari sull'Atollo di Bikini

Nei test erano coinvolte anche persone: migliaia di soldati si trovavano a pochi km dall’epicentro dell’esplosione. Solamente presso il poligono del Nevada vennero fatte esplodere più di 900 testate nucleari.

Chiaramente, l’ambiente circostante fu colpito da un’importante quantità di radiazioni. A tal proposito, la bomba più “inquinante” del poligono del Nevada fu fatta esplodere a fini civili: nel 1962 nell’ambito del programma di impiego delle testate nucleari per l’estrazione di combustibili fossili e la creazione di serbatoi idrici e petroliferi.

La testate da più di 100 kiloton fu dislocata sotto terra a una profondità di 190 metri. Dopo l’esplosione si formò un cratere profondo 100 m e dal diametro di circa 400 m. In aria si levarono 12 milione di tonnellate di terreno. Due enormi coltri radioattive raggiunsero quote di alcuni km e si estesero sugli stati di Illinois, Nebraska, Iowa e Dakota del Sud.

Presso gli atolli di Bikini ed Enewetak nell’arcipelago delle Isole Marshall nel Pacifico a marzo del 1954 i militari americani fecero esplodere una bomba termonucleare nell’ambito dell’operazione Castle Bravo. Gli esperti fecero male i calcoli e la potenza dell’esplosione superò quella prevista di 2 volte e mezzo, raggiungendo i 15 megaton.

© Foto : Domino pubblico
A marzo del 1954 i militari americani fecero esplodere una bomba termonucleare nell’ambito dell’operazione Castle Bravo

Stando alle stime degli esperti, le radiazioni emesse dall’esplosione sarebbero comparabili a quelle della catastrofe di Chernobyl. Colpiti dalle radiazioni furono alcuni atolli abitati a centinaia di km dall’epicentro. Ma solamente tra il 1946 e il 1958 su questi atolli furono condotti 70 test nucleari circa. Per via delle patologie scatenate dalle radiazioni persero la vita circa 850 abitanti dell’arcipelago.

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