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11:52 22 Agosto 2019
Sanzioni

Caso Skripal: nuove sanzioni alla Russia

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Mondo
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Gli Stati Uniti hanno ufficialmente annunciato che imporranno nuove sanzioni alla Russia per il caso Skripal, l'ex agente sovietico, avvelenato con agenti nervini lo scorso anno.

Secondo quanto riporta un comunicato del Dipartimento di Stato, l'oggetto delle sanzioni saranno i rapporti con  le istituzioni finanziarie internazionali, come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale. Gli Stati Uniti si opporranno a qualsiasi prestito o assistenza finanziaria alla Russia da parte di questi organismi. 

Washington proibirà alle banche statunitensi di partecipare al mercato primario del debito sovrano russo e di prestare fondi al governo russo, in valuta diversa dal rublo.  Inoltre, subiranno ulteriori restrizioni le importazioni di beni e tecnologia, sotto il controllo del Dipartimento di Commercio degli USA.

Le sanzioni sono state inflitte in base a una legge del 1991 sull'eliminazione delle armi chimiche e biologiche. La nota del Dipartimento di Stato riferisce che le sanzioni entreranno in vigore dopo la pubblicazione di una notificazione del Registro Federale, che si attende per il prossimo 19 agosto. Le nuove sanzioni saranno in vigore per un anno. Dopo questo periodo saranno tolte sotto la condizione che la Russia si metta in regola con le disposizioni previste dall'accordo internazionale.

Gli Usa ritengono responsabile il Cremlino dell'avvelenamento dell'ex spia russa, avvelenato con un agente nervino conosciuto come novikoc. Nonostante il coinvolgimento non sia stato dimostrato, né il presunto attacco si sia dimostrato letale, Washingnton punta il dito contro Mosca.

Per questa ragione, tra le varie condizioni che gli USA pongono per la fine delle sazioni, è previsto che la Russia  dimostri di non avere intenzione di usare l'arsenale chimico - biologico in futuro, che garantisca questa intenzione, permettendo una visita degli ispettori internazionali e che disponga il risarcimento alle vittime dell'attacco di Salisbury.

Queste misure sembrano non preoccupare affatto Mosca. Riguardano infatti ambiti finanziari estranei alle normali operazioni economiche russe. La Russia infatti non prende soldi in prestito dalle banche statunitensi, né dalle istituzioni finanziarie indicate delle sanzioni. Il vice ministro degli Esteri russo Serghei Ryabkov, si è dichiarato non sorpreso e ha liquidato le misure come propaganda di Washington, in vista  delle elezioni presidenziali americane del 2020.

 

Tags:
Sanzioni, Russia, USA
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