07:18 13 Dicembre 2019
Raffigurazione artistica del pianeta GJ357d

Bello ‘GJ 357 d’, il nuovo esopianeta scoperto... ma sarà abitabile?

© Foto : NASA's Goddard Space Flight Center/Chris Smith [Public domain]
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Non che la Terra sia particolarmente noiosa o si abbia tutta questa urgenza di gite fuoriporta, tra l’altro alle massime velocità attuali per arrivarci non basterebbero 400mila anni, però la curiosità è d’obbligo: sarebbe abitabile? Anzi, non è che forse è già abitato?

Era da un bel po’ di tempo che il telescopio spaziale TESS (Transiting Exoplanet Survey Satellite) teneva, è il caso di dire, d’occhio il sistema GJ357, una nana rossa nella costellazione dell’Idra a 31 anni luce da noi. Le stelle classificate con il nome di ‘nana rossa’ sono stelle relativamente fredde e piccole (il Sole è una ‘nana gialla’ ed circa grande il doppio rispetto ad una nana rossa media). Queste stelle sono però la maggioranza nella nostra Via Lattea e alcuni studi sostengono che arrivino a ricoprire fino all’80% delle stelle presenti nella Galassia. Proprio perchè poco luminose è difficile studiarle dalla Terra con i telescopi tradizionali. Per questo motivo nell’aprile dell’anno scorso era stato mandato in orbita il sistema TESS, un potentissimo telescopio montato su satellite capace di individuare gli esopianeti attraverso il metodo fotometrico del transito senza essere disturbato dalle interferenze e distorsioni causate dall’atmosfera. Appunto TESS stava osservando uno degli altri due pianeti già individuati che ruotano intorno a GJ357, che però rivestono un interesse secondario perchè sicuramente non adatti alla vita, quando, questa primavera, ha individuato un’altra perturbazione anomala della luce della stella – segno del passaggio di un terzo pianeta. Approfondendo gli studi, la NASA e la rivista Astronomy & Astrophysics , oggi ci fanno sapere che potrebbe trattarsi di uno splendido pianeta abitabile. In teoria.

In teoria nel senso che sì, è vero che si trova al limite della fascia abitabile, che riceve una quantità di energia dalla sua stella paragonabile a quella che riceve Marte (che non è tantissimo ma sempre più di quella che riceve la Jacuzia), è vero che è grande il doppio della Terra, ma sono ancora tanti i parametri che non conosciamo per dire che potrebbe essere abitabile, se non già abitato.

Insomma, prima di fare i bagagli e metterci dentro tutto quello che serve per stare fuori di casa 400mila anni (solo andata) ci serve sapere:

1. Superficie

Per prima cosa bisogna capire se è un pianeta solido con una crosta simile a quella terrestre e stabile, oppure è un pianeta gassoso tipo Giove. Nel secondo caso non sarebbe possibile nemmeno atterrarvi perchè si passerebbe da strati più volatili allo sprofondare in strati sempre più densi fino ad essere schiacciati dalle pressioni. Meglio a quel punto un pianeta oceanico completamente ricoperto d’acqua almeno sarebbe navigabile anche se poco adatto alla colonizzazione.

2. Atmosfera

Questo è il secondo punto chiave. Deve avere un’atmosfera sufficientemente densa da intrappolare l’energia che gli manda la sua stella, poter mantenere l’acqua in forma liquida e poter essere respirata, magari filtrata, ma non troppo densa da essere troppo pesante.

3. Campo magnetico

Se il pianeta non ha un nocciolo metallico abbastanza massiccio si rischia di non avere un campo magnetico intorno al pianeta che respinga le radiazioni che gli invia la sua stella. Sarebbe impossibile per la vita umana sopravvivere per lunghi periodi in condizioni del genere. Sarebbero possibili solo colonie sotterranee. Sconsigliabile fare tanta strada per finire in un seminterrato.

4. Satelliti

Questo è un punto un po’ meno intuitivo ma importante. Come avevamo visto nell’articolo sulla Luna, avere un satellite è di vitale importanza per stabilizzare l’asse di rotazione del pianeta intorno alla sua stella. Senza la Luna, avevamo visto, la nostra Terra sarebbe soggetta ad una continua ed incontrollata ‘processione degli equinozi’. L’asse di rotazione rispetto al Sole varierebbe in maniera irregolare come una palla da basket che perde l’equilibrio ruotando intorno al dito dopo un po’ che la mano smette di farla girare. L’instabilità e irregolarità dell’inclinazione porterebbe all’instabilità ed irregolarità delle stagioni come visto in quell’articolo.

5. Inclinazione dell’asse

(figura 4) Inclinazione asse terrestre a 85°
© Sputnik / Grafica A.Trovato
(figura 4) Inclinazione asse terrestre a 85°

Il pianeta potrebbe pur essere ben fornito di satelliti e il suo asse di rotazione stabile e regolare ma potrebbe essere anche inclinato dalla parte sbagliata. Immaginate una situazione tipo Urano. Urano di satelliti ne ha una ventina ma, se anche fosse nella fascia di irradiazione ideale, sarebbe comunque difficilissimo da abitare proprio perchè i suoi satelliti lo stabilizzano sì, ma dalla parte sbagliata. E’ infatti completamente ‘sdraiato’ su un fianco con un’inclinazione dell’asse di 97,77° rispetto al piano orbitale. Di conseguenza, ognuno dei suoi poli è diretto verso il Sole per metà dell’orbita. Quindi ogni polo si ritrova con una estate con il sole allo zenit che non tramonta mai, un inverno sempre completamente buio e due stagioni intermedie caratterizzate da cambiamenti climatici repentini, venti fortissimi, inondazioni, congelamenti, scioglimenti improvvisi. Quale specie riuscirebbe mai a vivere in due habitat completamene differenti in uno stesso anno? Forse delle specie volatili e migratorie, per l’uomo sarebbe un clima impossibile.

E se invece fosse perfetto?

Ora, a parte tutto questo bisogna considerare un ultimo aspetto che però non direi secondario – mettiamo caso questo pianeta abbia tutte le carte in regola per ospitare la vita come la intendiamo noi, per quale motivo dovrebbe non ospitarla già? Le ipotesi logiche sembrerebbero due – ipotesi A è un pianeta impossibile, quindi anche potendo, cosa ci andremmo a fare? – ipotesi B è un paradiso ma, allora, perchè non dovrebbe già essere abitato da milioni di anni con specie che hanno avuto una evoluzione simile alla nostra? Con una superficie il doppio di quella della Terra, le giuste componenti atmosferiche, i nutrienti, senza le estinzioni di massa che ci sono state sul nostro pianeta, per la ‘Regola di Cope’ (“man mano che gli animali si evolvono nel tempo tendono a ingrandirsi”) oggi potrebbe essere abitato da specie gigantesche anche più grendi dei dinosauri che sono vissuti da noi. Magari distinti anche loro in erbivori e predatori. Oppure, al contrario, potrebbero aver avuto un tipo di evoluzione simile alla nostra e ci potrebbe essere una specie dominante di ominidi intelligenti. A quel punto potremmo, continuando con le nostre fantasie, immaginare che questa stessa specie intelligente si stia ponendo domande simili su di noi tipo:

"Ma quel terzo pianeta che gira intorno al Sole, sarà abitabile oppure no? E se abitabile, perchè forse non già abitato? E se già abitato che facciamo, non è che andiamo lì e scopriamo che non sono tanto ospitali? E se invece vengono loro da noi?"

Belle fantasie, se solo sapessero come è andata quella volta che siamo andati noi e abbiamo trovato gli indiani...

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