23:15 21 Novembre 2019
Il ministero degli Esteri della Russia

Russia annuncia sospensione Trattato INF per iniziativa USA

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Da oggi il trattato sulla liquidazione dei missili a medio e corto raggio (INF) è ufficialmente sospeso per iniziativa degli Stati Uniti, annuncia il Ministero Esteri russo.

“Il 2 luglio 2019 per iniziativa della parte americana è stata sospesa la validità del Trattato tra l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche e gli Stati Uniti d’America sulla liquidazione dei loro missili a medio e corto raggio, firmato a Washington l’8  dicembre 1987”, si legge nel documento pubblicato sul portale internet ufficiale di informazione giuridica.

Washington ha annunciato l’uscita unilaterale dal sopraindicato trattato all’inizio di quest’anno, rimandando a presunte violazioni da parte della Russia. Mosca, che a sua volta ha espresso dubbi sulla realizzazione del trattato da parte degli USA, ha risposto in maniera analoga.

Il Trattato INF

L'accordo sulla liquidazione dei missili a medio e corto raggio è stato firmato da URSS e USA nel 1987 e prevedeva la distruzione, da parte di entrambi i firmatari, del loro arsenale di missili balistici e missili da crociera basati a terra a medio (1000-5500 km) e corto (dai 500 ai 1000 km) raggio, e di non produrne, testarne e svilupparne altri in futuro.

Il 20 ottobre 2018, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di ritirarsi dal trattato INF, dal momento che Mosca, a suo parere, non adempie ai suoi obblighi.

La Casa Bianca ha sottolineato che Washington ha bisogno di costruire il suo potenziale nucleare. Ha notato che questo accadrà finché gli altri "non rinsaviranno". Dopodiché, gli Stati Uniti saranno pronti a fermare questo processo e persino a procedere con la riduzione delle armi. Ha spiegato che questo messaggio è indirizzato principalmente a Cina e Russia.

Mosca ha detto che avrebbe risposto specularmente se nuovi missili americani fossero stati schierati in Europa. Secondo Vladimir Putin, i paesi disposti a schierare armi statunitensi dovrebbero rendersi conto che stanno mettendo il loro territorio a rischio di un possibile attacco di rappresaglia.

Il Cremlino ha ripetutamente sottolineato che Mosca ha diverse domande nei confronti di Washington sull'attuazione del trattato da parte degli stessi americani. In particolare, la Russia indica che gli Stati Uniti stanno schierando in una base militare in Romania e in Polonia installazioni in grado di lanciare missili da crociera tipo Tomahawk, vietati dall'accordo. Inoltre, gli Stati Uniti stanno sviluppando droni d'attacco e finanziano la ricerca sulla creazione di missili da crociera basati a terra.

Il 4 dicembre scorso il segretario di Stato americano Mike Pompeo aveva dichiarato che la Russia ha 2 mesi per "tornare a rispettare" il trattato INF. Ha aggiunto che se non dovesse accadere, Washington non si sentirà più vincolata agli impegni del trattato.

A gennaio a Ginevra si è svolto un incontro con la Russia riguardante il trattato INF, ritenuto dagli americani "deludente", secondo quanto ha dichiarato dal sottosegretario di stato per il controllo degli armamenti e la sicurezza internazionale Andrea Thompson. Poco dopo gli Stati Uniti hanno comunicato alla Russia che la loro decisione di ritirarsi dal trattato sull’eliminazione dei missili a corto e medio raggio è definitiva.

A inizio luglio, il presidente russo Vladimir Putin ha firmato una legge federale sulla sospensione del trattato e il documento è stato pubblicato sul portale internet di informazione legislativa ufficiale.

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USA, Russia, Trattato INF
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