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11:57 24 Agosto 2019

Mostri marini: i più ambiziosi progetti navali sovietici

© Foto : Magazine "Military Parade". № 3 1998 pp. 92-98. Diving-missile boats , E. A. Aframeev, 1998 year
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Più di 360 tra navi e sommergibili, 148.000 soldati dell’equipaggio, 4 flotte e 1 flottiglia: il 28 luglio in Russia è stata la festa dei militari della marina.

Alla parata principale in occasione di questa giornata hanno preso parte a San Pietroburgo i modelli più moderni di navi da combattimento. Ognuna di esse è il frutto del lavoro di migliaia di esperti che hanno impiegato anni per realizzare queste navi eccellenti. Tuttavia, nella storia non è stato possibile realizzare tutti i progetti più ambiziosi. Sputnik vi racconta i progetti più incredibili di navi che non hanno mai solcato i mari.

Navi da battaglia staliniane

All’inizio degli anni ’30 i dirigenti sovietici decisero di creare una potente flotta oceanica. Il suo fulcro e il suo punto forte d’attacco avrebbero dovuto essere le navi da battaglia del progetto 23. Si avviò la costruzione della nave da battaglia della serie Sovetsky Soyuz il 15 luglio del 1938 presso la fabbrica Baltysky Zavod. Parallelamente si avviò anche quella della Sovyetskaya Ukraina a Nikolaev, nonché della Sovyetskaya Rossiya e della Sovyetskaya Belorussiya a Molotvsk.

Queste navi da battaglia sarebbero state le più grandi e forti al mondo. La stazza totale di ciascuna di esse avrebbe superato le 65.000 tonnellate, la lunghezza i 270 metri, la larghezza i 38 m. La potenza dei motori avrebbe superato i 200.000 cavalli vapore e avrebbe permesso di raggiungere velocità anche di 29 nodi. L’equipaggio sarebbe stato composto da 1226 marinai e 66 ufficiali.

L’armamento principale per ciascun mezzo sarebbe stato costituito da tre torrette con dispositivi da 406 mm di calibro. Questi ultimi avrebbero sparato munizioni da 1105 kg a una distanza di circa 46 km. Inoltre, le navi sarebbero state ben difese dal fuoco nemico. Lo spessore della blindatura sarebbe stato, infatti, tra i 375 e i 420 mm. Il sistema di difesa antisiluro si basava su esplosioni fino anche a 750 kg di TNT equivalente. Per la difesa contraerea, invece, i natanti disponevano di 6 cannoni binati B-54 da 100 mm e 10 46-K da 37 mm.

Tuttavia, scoppiò la Grande guerra patriottica. Verso la fine del 1941 la Sovyetsky Soyuz era stata ultimata per il 21%, la Sovyetskaya Ukraina per il 18%, la Sovyetskaya Rossiya per il 5%. Il 10 settembre 1941 le navi da battaglia furono ufficialmente eliminate dal novero della Marina militare sovietica e vennero sciolti gli equipaggi in precedenza creati. Gli scafi furono parzialmente smontati. Ad esempio, la blindatura della Sovyetsky Soyuz servì per la costruzione delle barricate nei pressi di Leningrado. Dopo la guerra non si ritornò sul progetto perché queste navi da battaglia erano considerate già obsolete. Infatti, a dominare gli oceani allora vi erano le portaerei.

Portamissili a immersione

Il progetto 1231 Delfin, messo a punto tra gli anni ’50 e ’60, era sostanzialmente una nuova tipologia di nave da combattimento: una portamissili ibrida a metà tra un aliscafo e un sommergibile. L’ideatore di questa portamissili a immersione è stato Nikita Khrushchev in persona. Secondo il progetto, la Delfin avrebbe dovuto immergersi e posizionarsi sott’acqua in modo da essere poco visibile.

Stando al progetto, queste avrebbero dovuto essere le sue caratteristiche: stazza 450-600 tonnellate, lunghezza 63 m, velocità 14-38 nodi a seconda dell’andatura, autonomia di 5 giornate in superficie e di 2 sott’acqua. Questo l’equipaggiamento: missili da crociera antinave P-25.

La Delfin si sarebbe dovuta avvicinare al nemico sott’acqua, riemergere, entrare nell’area di tiro nemica a grande velocità, lanciare i missili e ritornare sott’acqua. Tuttavia, questa tattica non era stata ben elaborata e non teneva in conto le possibili variabili dello scontro.

Dopo un’attenta analisi delle caratteristiche tattiche e tecniche gli esperti hanno appurato che quanto a difesa la nave del progetto 1231 non superava i tradizionali aliscafi, mentre il suo costo di produzione era molto maggiore. Dunque, i lavori sulla Delfin si fermarono a una fase di mera elaborazione tecnica.

Sommergibile da sbarco

I sommergibili a propulsione nucleare del progetto 717 sono un’insolita classe di sommergibili da trasporto e sbarco. Stando al progetto, questo sommergibile si sarebbe potuto avvicinare a una costa non protetta e dalla sua prua sarebbero usciti i fanti di marina con le armi. La sua elaborazione cominciò nel 1967 e il progetto tecnico fu terminato nel 1971. L’imbarcazione constava di tre scafi. In quello centrale si trovavano i sistemi di controllo principali, l’equipaggio di bordo e quello destinato allo sbarco. Negli scafi laterali erano collocati circa 20 tra carri armati e veicoli trasporto truppe galleggianti. Da progetto il sommergibile avrebbe dovuto misurare 190 m in lunghezza e 18.000 tonnellate di stazza.

Il sommergibile doveva essere in grado di trasportare 252 mine, effettuare operazioni di salvataggio, aveva a bordo 6 siluri e 2 cannoni d’artiglieria da 30 mm per difendersi. Tuttavia, il progetto non venne realizzato. Al momento di terminare il progetto per raggiungere la parità militare con gli USA l’Unione Sovietica aveva bisogno di sommergibili equipaggiati con missili balistici. Tutte le case costruttrici di armamenti e tutti i cantieri navali erano impegnati su mezzi a propulsione nucleare equipaggiati con testate nucleari. Il coraggioso progetto di un sommergibile da trasporto e sbarco venne lasciato da parte.

Il destino di una portaerei

Il culmine del programma sovietico delle portaerei è rappresentato dalla Ulyanovsk 1143.7 la cui costruzione fu avviata il 25 novembre 1988. Per dimensioni e caratteristiche si avvicinava molto alle giganti americane: stazza totale di circa 80.000 tonnellate (la Nimitz ne aveva 98.000), lunghezza di circa 325 m e larghezza di più di 70 m.

L’autonomia della nave sarebbe stata di 120 giornate e sarebbe riuscita a trasportare 70 tra aerei ed elicotteri. Il comparto industriale per questa portaerei proponeva gli Su-33 (nel 1988 erano gli Su-27K), il Ka-27 e il nuovissimo Yak-44. Come armamenti propri sarebbe stata equipaggiata con i missili antinave Granit.

Purtroppo a novembre 1991 quest’imbarcazione, quasi del tutto pronta, venne eliminata dalla Flotta militare russa e il finanziamento per la sua costruzione fu interrotto per via della difficile situazione economica in cui versava il Paese. Per un po’ di tempo il Cantiere navale Chernomorsky si occupò di portare avanti il progetto con mezzi propri, ma all’inizio del 1992, dopo la caduta dell’URSS, Russia e Ucraina rinunciarono al progetto. Dal 5 febbraio 1992 cominciarono a smontare l’Ulyanovsk. Già il 29 ottobre 1992 il cantiere dove veniva costruita la nave era stato completamente sgomberato.

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Marina militare, URSS
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