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07:14 26 Agosto 2019

Peste suina africana in Bulgaria: i maiali domestici saranno soppressi

© AP Photo / Virginia Mayo
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Sono solo 6 le regioni della Bulgaria che non dovranno adottare misure contro la peste africana. Gli abitanti di 18 regioni, invece, dovranno sopprimere i propri maiali.

La notizia è stata data in diretta su bTV dal ministro dell’Agricoltura Desislava Taneva. Il 2 agosto è l’ultimo giorno che i fattori avranno a disposizione per uccidere volontariamente i propri maiali. Dopodiché partiranno le sanzioni da parte dello stato.

La richiesta di sgozzare gli animali ha provocato l’indignazione degli abitanti del paese. I fattori delle regioni di Sliven, Jambol e Pazardzhik (nel sud-est e nel sud-ovest della Bulgaria), stanno preparando una protesta contro le disposizioni del Ministero.

“Con questa carne nel bel mezzo dell’estate non ci facciamo proprio niente. (…) Io non lo farò (non sgozzerò i maiali, ndr) perché i miei porcellini non sono malati”, ha raccontato uno degli abitanti del villaggio di Junacite.

“Ci minacciano raccontando quali sanzioni imporranno contro di noi invece di dire che lo stato ci sostiene. (…) Perché non possiamo agire seguendo l’esempio della Lituania, e invece dobbiamo andare nella stessa direzione della Repubblica Ceca e uccidere tutte le bestie?”, ha detto un altro fattore.

Il capo dell’amministrazione del villaggio di Junacite ha definito le disposizioni del Ministero “una follia” e ha accusato la dirigenza di non aver rispettato le misure preventive, cosa che ha portato all’arrivo della malattia in Bulgaria dalla vicina Romania. Secondo lui il Ministero non vuole ammettere i propri errori e scarica la colpa sui semplici abitanti del paese che allevano i maiali a casa.

“Non hanno eseguito il proprio lavoro legato alla difesa dei confini, delle zone di dogana dall’insorgere della malattia, non hanno eseguito il proprio lavoro legato all’assistenza medica degli animali sul posto. (…) La cosa più facile è rifilare la colpa a una persona piccola in un villaggio e ritenere che sia mansueto e che non sappia fare altro che lavorare. Ma noi, signori ministri, non staremo zitti e difenderemo i nostri diritti. Se sarà necessario, anche in tribunale”, ha dichiarato il capo dell’amministrazione cittadina.

In risposta all’indignazione dei fattori il ministro ha detto che la Bulgaria non può seguire l’esempio della Lituania, in quanto lì tutti i maiali domestici sono registrati. Taneva ha specificato che i fattori bulgari che hanno registrato i propri animali non dovranno sopprimerli, ma sono in molti a non rispettare la normativa e, quindi, a detenere maiali non registrati.

Nel 2017 nella regione di Zlin, Repubblica Ceca, dopo un focolaio di peste suina africana tra i maiali selvatici le autorità hanno disposto di uccidere i maiali domestici che si trovavano nelle zone ad alto rischio, ad eccezione di quelli registrati ufficialmente come animali da riproduzione.

Nel 2018, come misura preventiva contro la diffusione della peste, l’Agenzia bulgara per la Sicurezza dei prodotti alimentari ha obbligato i fattori a firmare un contratto di assistenza medica costante con i veterinari e a tenere i maiali in modo che non possano avere accesso libero alle persone. Per evitare la diffusione delle malattie, inoltre, è vietato nutrire i maiali con rifiuti alimentari e ucciderli nei macelli.

Al momento attuale in Bulgaria sono stati rilevati 57 focolai di peste suina africana, la malattia ha toccato un quarto di tutti gli animali del paese.

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