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19:39 22 Agosto 2019
Olio d'oliva

Lo scandalo dell'olio, Israele fuori dai vertici del COI: è un complotto

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Israele non riconosce la rielezione dei vertici dell'organismo oleicolo internazionale e denuncia la sua estromissione dal Consiglio a opera dei paesi arabi e della UE.

Con una nota ufficiale del 26 luglio, inviata a tutti i capi delegazione da Adi Naali, capo della missione israeliana al Consiglio Oleicolo Internazionale (COI), Israele denuncia un complotto ai suoi danni e dichiara di non riconoscere i nuovi vertici eletti e il loro operato. 

Le elezioni, avvenute a Marrakesh il 26 giugno, avevano visto il trionfo di Spagna e Tunisia, con la conferma del tunisino Abdellatif Ghedira come direttore esecutivo e dello spagnolo James Lillo come direttore aggiunto, e l'esclusione di Italia e Israele. Alla Turchia era spettato un direttore aggiunto, Mustafa Septeci.

Il complotto per estromettere Israele

Gravissime le accuse di Naali, che se la prende con il rappresentante dell'Unione Europea, Miguel Garcia Navarro, e con Abdellatif Ghedira, direttore esecutivo, che avrebbero falsificato documenti e mentito, pur di escludere Israele dai vertici dell'organismo. 

Il comitato accrediti, secondo quanto riporta la lettera, non avrebbe riconosciuto il delegato della missione nominato da Naali, l'italiano Ignazio Castellucci chiamato a presentare Israele a Marrakesh. Nemmeno Naali sarebbe stato riconosciuto come capo delegazione della missione israeliana. Secondo la missiva sarebbero state occultate le lettere di accreditazione dei due delegati e sarebbe stato falsificato l'orario della chiusura dei lavori del comitato accrediti. 

Secondo la delegazione israeliana si tratterebbe di un complotto, in quanto il comitato era composto da personalità vicine ai neoeletti: lo spagnolo Miguel Garcia Navarro, grande amico e connazionale del direttore aggiunto Lillo, da due tunisini, tra cui il braccio destro di Abdellatif Ghedira, Fourati Mounir, e dal turco Mehemet Hacilarli, che a detta di Naali sarebbe vicino al neodirettore aggiunto Mustafa Septeci. 

Inoltre la Turchia, negli anni precedenti, era stata delegata a rappresentare Israele nelle stesse modalità adoperate per Castellucci, che allora erano state regolarmente riconosciute. Nella lettera viene riportata anche una serie di elementi che confermerebbero, a detta degli israeliani, l'ipotesi del complotto, come ad esempio l'assenza della bandiera israeliana nei luoghi in cui si è poi svolto il consiglio. Tutti questi atti costituirebbero una violazione del diritto internazionale.

La reazione di Israele

Israele ha dichiarato che si rivolgerà agli organi internazionali, portando la questione in sede ONU, all'UNCTAD, l'ente delle Nazioni Unite che vigila per il rispetto degli accordi internazionali. Non riconoscendo i vertici rieletti, Israele può di fatto bloccare l'attività del COI.

Era stato il ministro degli Esteri italiano Enzo Moavero Milanesi a chiedere la partecipazione di Israele alla sessione di Marrakesh, per ostacolare la rielezione dei vertici del COI. In precedenza Bruxelles non aveva concesso all'Italia il direttore aggiunto che il Ministro dell'agricoltura, Gian Marco Centinaio, chiedeva all'interno dei vertici. 

 

Tags:
Mediterraneo, agricoltura, Israele
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