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11:15 22 Agosto 2019
Euthanasia

Anche in Italia si discute del suicidio assistito

CC BY-SA 2.0 / Alberto Biscalchin / Euthanasia
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Il Comitato Nazionale per la Bioetica ha pubblicato la prima comunicazione sul “suicidio medicalmente assistito”.

Si tratta più di un parere che di un rapporto vero e proprio e in generale nel documento si evidenziano le differenze tra “eutanasia” e “suicidio assistito”.

Il testo è stato stilato dopo l’ordinanza del 2018 della Corte costituzionale sulla questione sollevata dalla Corte di Assise di Milano sul caso di Marco Cappato, politico e attivista italiano, promotore della campagna Eutanasia Legale, finito sotto processo per aver aiutato Dj Fabo ad andare in Svizzera per ottenere il suicidio assistito, e in merito alla sospetta illegittimità costituzionale dell’art. 580 del codice penale.  

Nel testo si fanno una serie di raccomandazioni sulla questione condivise dai membri del Comitato: prima di tutto si auspica che "il dibattito sull'aiuto medicalizzato al suicidio si sviluppi nel pieno rispetto di tutte le opinioni al riguardo, ma anche con la dovuta attenzione alle problematiche morali, deontologiche e giuridiche costituzionali". Successivamente raccomanda "l'impegno di fornire cure adeguate ai malati inguaribili in condizione di sofferenza". Il comitato "chiede che sia documentata all'interno del rapporto di cura un'adeguata informazione data al paziente in merito alle possibilità di cure e palliazione". Inoltre, "ritiene indispensabile che sia fatto ogni sforzo per implementare l'informazione ai cittadini e ai professionisti della sanità delle disposizioni normative riguardanti l'accesso alle cure palliative". Concludendo il Comitato "auspica che venga promossa un'ampia partecipazione dei cittadini alla discussione etica e giuridica sul tema e che vengano promosse la ricerca scientifica biomedica e psicosociale e la formazione bioetica degli operatori sanitari in questo campo".

Più avanti nel testo viene fatta una distinzione tra eutanasia e suicidio assistito con il fine di fare chiarezza sulla questione bioetica:

Eutanasia: per eutanasia si intende l'infusione di un farmaco che interrompe, in maniera rapida e indolore, la vita del malato che lo richiede. A compiere il gesto di somministrare la sostanza letale è una persona terza, un sanitario che la infonde in endovena a chi ritiene di patire sofferenze eccessive a livello fisico o esistenziale.

Suicidio assistito: consiste nell'aiutare un soggetto che chiede di porre fine alla propria vita, ma in cui è lui stesso ad assumere un farmaco letale. Questa possibilità è prevista in Svizzera, dove si è recato Dj Fabo, aiutato da Marco Cappato. 

Il caso di Marco Cappato e Dj Fabo

Dopo anni di terapie senza esito, Fabo, tetraplegico e cieco in seguito a un incidente stradale, aveva chiesto alle Istituzioni di intervenire per regolamentare l'eutanasia e di dare la possibilità ai malati terminali dipendenti dalle macchine di poter decidere sulla propria morte. 

Fabo chiese sostegno nel gennaio 2017 a Marco Cappato perché quest'ultimo lo aiutasse a raggiungere la Svizzera, dove ha chiesto e infine ottenuto il 27 febbraio 2017 l’eutanasia per mezzo del cosiddetto suicidio assistito.

Il divieto della legge italiana per il suicidio assistito si applica anche solo al trasporto in Svizzera del malato che ne faccia richiesta.

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Suicidio, suicidio, Svizzera
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