15:01 19 Novembre 2019

Bulgaria: non è solo colpa degli F-16

© AFP 2019 / Getty Images/Christian Petersen
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L'analista politico serbo Dusan Prorokovic ritiene che il dibattito in Bulgaria sull'acquisto degli F-16 non indichi solo i dubbi sul prezzo dei caccia USA, ma abbia un'importanza politica.

Martedì 23 luglio il presidente bulgaro Rumen Radev ha posto il veto alla ratifica del contratto per l'acquisto da parte di Sofia di otto nuovi caccia americani F-16 per un importo di 1,26 miliardi di dollari. Il contratto prevede anche la manutenzione delle macchine e la consegna delle attrezzature e delle armi necessarie, compresi i missili aria-aria.

Radev, che prima dell'inizio della sua carriera politica era un pilota militare, ha osservato che le accese controversie su questo contratto testimoniano l'insufficiente approvazione di questo passo da parte della popolazione bulgara e il fatto che non vi è alcun accordo pubblico su questo tema.

Il messaggio politico

L'analista politico serbo e del Center for Strategic Initiatives Dusan Prorokovic ritiene che questo veto sia di eccezionale importanza politica, poiché si tratta del primo serio tentativo del presidente bulgaro di resistere alla decisione del governo. Per quanto riguarda il significato giuridico della sua decisione, il veto di Radev non sarà in grado di fermare Sofia:

"Il parlamento bulgaro può votare nuovamente su questo tema (la votazione si svolgerà domani, 26 luglio, ndr), e se questo voto deciderà l’acquisto degli aerei americani, il presidente non sarà in grado di porre il veto una seconda volta: accordo sarà firmato e applicato. Cioè, in un contesto politico, questo è un veto importante, ma da un punto di vista legale formale, credo che la Bulgaria comprerà ancora i caccia americani".

L'interlocutore di Sputnik è convinto che, tuttavia, la dichiarazione di Radev sull'indipendenza della sua posizione influenzerà la scena politica del paese e il vettore del suo sviluppo politico.

"Posso presumere che il pubblico bulgaro resista attivamente a questo accordo, soprattutto perché vediamo resistenza non solo dai partiti di destra, ma anche dal partito socialista bulgaro, che è la seconda forza politica più grande del paese. Pertanto, Radev non vuole andare contro l'opinione pubblica e le proteste quotidiane dell'opposizione. Cioè, non è solo questione degli aspetti tecnici che, come ex pilota, il presidente ha indicato come carenze di questo accordo, ma anche del crescente malcontento nelle sfere politiche e sociali", osserva Prorokovic.

Un beneficio non reciproco

Prorokovic presume che a breve termine il veto di Radev non porterà all'abbandono degli F-16, ma a lungo termine la sua posizione può essere il primo passo verso l'insoddisfazione della società non solo rispetto al proprio governo, ma anche all'Unione Europea e alla NATO:

"I bulgari non hanno notato alcun grande vantaggio della loro appartenenza all'UE, per non parlare dei bonus derivanti dall'adesione alla NATO, che hanno comportato costi fissi, non accompagnati da nessuno dei benefici promessi da parte dell'Alleanza a Sofia nei primi anni 2000 (la Bulgaria ha aderito alla NATO nel 2004, ndr).

Secondo l’esperto serbo, non bisogna dimenticare che i paesi membri della NATO rimangono il mercato principale per le armi americane e per gli Stati Uniti ogni contratto importante è estremamente importante.

“Il destino del settore della difesa degli Stati Uniti, in larga misura, dipende da questi affari. Pertanto gli americani non possono semplicemente ignorare il comportamento del presidente bulgaro. La Bulgaria è importante per loro: ci sono quattro basi militari statunitensi che funzionano come unità extraterritoriali. La Bulgaria è anche importante per il controllo sul Mar Nero, a causa di eventuali attacchi anti-russi, mirati principalmente alla Crimea. È anche importante per il mantenimento della comunicazione strategica tra gli Stati Uniti e la Georgia”, spiega Prorokovic.

il Fattore turco

Tra le altre cose, secondo l'interlocutore di Sputnik, la Bulgaria sta diventando sempre più interessante per l'America a causa della politica di Erdogan, poiché la Turchia sfugge al controllo degli Stati Uniti e se Washington decide di prendere alcuni provvedimenti contro Ankara, sarà più conveniente prenderli dal territorio dei vicini della Turchia.

L’esperto ritiene che tutti questi fattori dovrebbero portare alla decisione, da parte di Washington, di punire Radev per questo veto con sanzioni personali o un tentativo di discredito politico.

"Non è un segreto che i paesi occidentali, prima di tutto gli Stati Uniti, non siano soddisfatti del fatto che Radev sia stato eletto presidente della Bulgaria. In generale perché è stato definito una persona solidale con la Russia. Quindi le forze occidentali anche prima non si comportavano in modo particolarmente favorevole nei suoi confronti. E dopo questo veto, ci si dovrebbe aspettare che l'atteggiamento dell'America nei confronti del presidente Radev si deteriorerà in modo significativo", conclude Prorokovic.

Il presidente bulgaro ha posto il veto alla legge sulla ratifica dei contratti per l'acquisto degli F-16 e le armi e le attrezzature necessarie, riferisce Bulgarian National Radio (BNR) con riferimento al servizio stampa presidenziale.

Secondo il capo dello stato, le controversie causate dal voto sull'accordo in parlamento della scorsa settimana hanno mostrato che non vi era alcun accordo pubblico sulla questione dell'acquisizione di nuovi combattenti.

"Legarsi a degli impegni (tra l’altro per diversi anni a venire) senza un accordo nazionale e senza la convinzione che le condizioni del contratto siano accettabili per entrambe la parti è motivo di grande inquietudine”, ha affermato Radev.

In precedenza il presidente aveva più volte espresso la preoccupazione che i tentativi del Governo di ottenere un prezzo ammissibile avrebbe portato a una notevole riduzione delle capacità di combattimento dell’aereo. Secondo Radev rinunciare anche solo a una parte insignificante del pacchetto può voler dire che il caccia potrebbe anche non essere in grado di decollare.

“Se non ci sarà anche una piccola parte di questo pacchetto necessario, le capacità dell’aereo si ridurranno significativamente e il caccia potrebbe addirittura non decollare”, ha detto il presidente bulgaro la settimana scorsa dopo il voto in Parlamento.

Infatti il giornale bulgaro Epicenter aveva pubblicato una fotografia del protocollo relativo alle trattative tra Bulgaria e USA avvenute a maggio, nel quale la parte bulgara rinunciava completamente al sistema “aria-terra” e riduceva il numero dei piloti che saranno addestrati all’utilizzo degli F-16. Il primo segretario del presidente, Dimitr Stojanov, ha commentato dicendo che la Bulgaria in questo modo avrebbe portato al livello dell’aviazione dell’inizio del XX secolo le dotazioni di un aereo moderno di qualità eccezionale.

Con il voto della settimana scorsa il Parlamento ha approvato l’acquisto di otto caccia F-16, il cui prezzo totale ammonta a 1,256 miliardi di dollari. Gli aerei dovranno essere consegnati entro il 2023.

Venerdì in Parlamento si terrà il secondo turno del voto sugli F-16. Il costo dei velivoli sarà di 1,256 miliardi di dollari e i caccia saranno consegnati entro il 2023.

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F-16, Bulgaria
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