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15:09 24 Agosto 2019

Perché gli USA vogliono una coalizione nello Stretto di Hormuz?

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L'escalation delle tensioni tra USA e Iran (69)
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Gli esperti spiegano a Sputnik le vere ragioni di una potenziale coalizione di stati a tutela dello stretto, chi potrebbe partecipare e come reagirebbe l’Iran.

Il segretario di stato Mike Pompeo suppone che stati di diverse regioni geografiche si uniranno in una coalizione creata da Washington per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Il diplomatico non nasconde che la libertà di navigazione è solo un cartello pubblicitario, mentre il vero obiettivo degli Stati Uniti è esercitare pressione sull’Iran e contenere le sue ambizioni.

Perché gli USA parlano di coalizione

Il docente del dipartimento di scienze politiche dell’Università russa di economia G. Pekhanov, prof. Aleksandr Perendzhiev ha spiegato a Sputink: “Senza dubbio questa dichiarazione è una tattica per esercitare influenza psicologico-emotiva sull’Iran. Inoltre, gli USA studiano la posizione dei propri alleati, se sono pronti a mettersi in fila al loro comando o no. Per gli americani è importante saperlo. Queste dichiarazioni e tentativi di pattugliamento c’erano stati anche prima, non è una novità".

"In realtà, credo, non ci sarà alcuna armata seria alle coste dell’Iran. L’esportazione di petrolio riguarda grosse corporazioni che dirigono l’economia mondiale. Loro vogliono stabilità, e non un’escalation della situazione”, ha concluso il professore.

Gli esperti hanno individuato due ragioni per le quali agli americani serve la coalizione. La prima è aggirare le norme internazionali negli interessi degli USA. La seconda è risparmiare risorse economiche, scaricando su altri i pesi finanziari.

Chi parteciperà

“A giudicare dalle ultime dichiarazioni, i più vicini e più forti alleati degli USA, il Regno Unito, la Francia e l’Italia, non entreranno in questa coalizione. Il Regno Unito creerà delle forze europee che non saranno parte della coalizione americana”, ha detto a Sputnik il politologo Imad Abdel Hadi, degli Stati Uniti.

“Della coalizione faranno parte i paesi del Golfo Persico. Non vi entrerà il Qatar, che ha un legame stretto con l’Iran. Pompeo ha detto che alla coalizione si può partecipare anche a distanza, mandando soldi e merci. Saranno coinvolte Cina e India, che esportano il petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Gli USA non possono permettersi di effettuare i pattugliamenti da soli”, ha aggiunto il politologo.

L’esperto iraniano Ahmed Mahdi ritiene che quest’alleanza non si farà. “Portare qui forze militari dal Giappone, dall’Australia, dai paesi europei è molto costoso per i potenziali partecipanti della coalizione. Le spese e i risultati sono assolutamente incommensurabili. Difficilmente accetteranno. In generale a proteggere una zona marittima devono essere i paesi che vi si trovano, e non gli ospiti d’oltreoceano”, ha commentato l’esperto.

Come risponderà l’Iran

“L’Iran intraprenderà misure dure e non permetterà agli americani di fare da padroni in questo stretto”, ha detto il prof. Aleksandr Perendzhiev.

L’esperto iraniano Ahmed Mahdi è d’accordo: “L’Iran proteggerà i propri interessi coinvolgendo i propri alleati nella regione e nel mondo".

"Il fatto che la Russia non è stata invitata a partecipare a questa coalizione fa capire che la dichiarazione sulla creazione della coalizione serve soprattutto per scuotere l’atmosfera. Gli americani non si pongono l’obiettivo di garantire la sicurezza, ma vogliono esercitare pressione sull’Iran”, ha detto.

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Tags:
Mike Pompeo, Golfo Persico, USA, Misure contro l'Iran, Iran
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