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20:33 12 Novembre 2019
Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov

Lavrov: Se gli USA useranno la forza in Venezuela, avranno contro tutta l'America Latina

© Sputnik . Ilya Pitalev
Mondo
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Alla vigilia del suo viaggo in America Latina, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov rilascia un'intervista sui rapporti tra America Latina, Russia, USA e BRICS.

Inizierà domani il tour di Sergej Lavrov nel continente latinoamericano. La prima tappa sarà a Cuba. Il ministro arriverà alle 3.40 del mattino (21.40 orario cubano) nella capitale a L'Avana. Alla vigilia del viaggio il ministro degli Esteri della Federazione Russa ha rilasciato un'intervista a diverse agenzie stampa (RT, Prensa Latina e Vitotvo).

Sarà un viaggio pieno di impegni, con un'agenda molto fitta. A Cuba si incontrerà con le autorità dell'isola. I temi all'ordine del giorno dell'incontro riguarderanno i rapporti tra i due paesi e tutti aspetti delle relazioni: commerciali, culturali, in ambito umanitario e di coordinazione politica estera. Una delle linee guida dell'incontro sarà la promozione del principio di giustizia e del diritto internazionale nel contesto attuale, afferma Lavrov. 

Il ministro lascerà l'isola per raggiungere il Brasile, il paese che ospiterà il prossimo summit dei Paesi BRICS dove a Rio dei Janeiro parteciperà ad un incontro dei ministri del quintetto in preparazione alla riunione autunnale dei capi di stato.

Infine Lavrov si recherà in Suriname, per la prima visita ufficiale di un ministro degli Esteri russo nel paese. 

Le sanzioni contro Cuba

Secondo Lavrov le sanzioni contro Cuba sono una misura totalmente ingiustificata che pesa sullo stato caraibico. "Cuba non è un paese isolato, Cuba è stata isolata dalle sanzioni", afferma il ministro. 

La chiusura della comunità internazionale nei confronti di Cuba non aiuta a comprendere i processi che sono attualmente in atto, sostiene il ministro russo. Cuba sta vivendo dei processi storici: la nuova costituzione, importanti riforme economiche che stanno portando a una crescita nel settore privato. 

Lavrov si dice convinto che "quanto più sarà consentito l'accesso all'informazione di qualità, un'informazione che non sia relazionata con le notizie false che hanno occupato lo spazio mediatico, meglio la gente potrà comprendere i processi che stanno avvenendo a Cuba".

L'interventismo USA in Venezuela

Lavrov definisce inammissibile l'intervento militare, che l'opposizione venezuelana e in particolare i sostenitori di Guaidò hanno recentemente richiesto, attraverso il Parlamento. Il Venezuela ha iniziato il cammino per la pacificazione, che si sta tentando attraverso il tavolo di Oslo.

 

Lavrov, inoltre, si dice sorpreso di aver ascoltato le dichiarazioni di alcuni esponenti politici statunitensi, come John Bolton, che hanno affermato che la Dottrina Monroe è ancora viva. Secondo Lavrov "esprimersi in questi termini non porterà consenso alla politica internazionale degli USA nel continente", perché gli stati dell'America Latina hanno il proprio senso di orgoglio e giustizia e non possono tollerare parole del genere.

L'atteggiamento aggressivo degli USA nei confronti del Venezuela, lasciano presagire, secondo il cancelliere russo, che se dovesse scoppiare la guerra contro la Repubblica Bolivariana, sarebbe l'inizio di un lungo conflitto nel continente. Dopo il Venezuela, toccherebbe a Cuba e al Nicaragua. Secondo Lavrov "se gli Stati Uniti decideranno di usare la forza in Venezuela, avranno contro tutta l'America Latina".

Nessuno, neanche gli stati favorevoli al cambio di regime, accetterà uno scenario militare. Sono convinti che il cambiamento non possa avvenire di forma incostituzionale.

I rapporti con iL Brics

Secondo Lavrov, la posizione di Bolsonaro nei confronti del Venezuela non avrà nessuna conseguenza sulla presenza e sul ruolo del Brasile nel BRICS. Il Brasile sta tenendo una serie di eventi istituzionali preparatori all'incontro dei capi di stato dei cinque paesi BRICS.

"Non ho motivi per pensare che il Brasile possa riconsiderare la sua partecipazione al BRICS", sostiene il ministro russo, che ritiene che il Brasile continuerà a muoversi in un contesto di relazioni internazionali basate sulla concezione multipolare del mondo.  

Iran: troppe teste calde a Washington

"A Washinghton ci sono troppe teste calde che vogliono risolvere militarmente il problema con l'Iran", dice Lavrov, che stigmatizza la politica statunitense. Secondo il ministro russo, infatti, gli USA non solo stanno facendo a pezzi la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, con cui si era raggiunto il migliore degli accordi possibili con l'Iran, ma stanno anche obbligando gli altri paesi a fare altrettanto. 

Proprio in questi giorni, in seguito alla crisi con il Regno Unito, per la petroliera sequestrata nelle acque del Golfo Persico, la dichiarazione delle 14 spie della CIA catturate in territorio iraniano, Donald Trump aveva affermato che l'Iran è il principale stato terrorista. 

Secondo Lavrov, è molto pericoloso continuare a destabilizzare la regione, che già ha sofferto della guerra in Iraq, in Libia e Siria, a causa dell'avventurismo politico e militare di Washington. 

L'Iran non è la causa di ogni problema, dice Lavrov, ma un soggetto attivo nel processo di pacificazione e deve essere incluso nei tavoli di dialogo. 

Il mondo multipolare contro la concezione egemonica degli USA 

Il mondo multipolare, le relazioni che crescono fra nuove potenze, basate sul mutualismo e la reciprocità, sono già una realtà, dice Lavrov: "Il mondo multilaterale è un esempio per lo sviluppo nuove economie. Cina e india crescono velocemente e creando nuovi centri di economica e finaziaria e quindi politica. Ignorare questa realtà è imprudente e poco perspicace". 

La linea egemonica degli Stati Uniti, che secondo Lavrov abusano della propria posizione, penalizzando gli altri paese per ottenere qualche vantaggio nel medio periodo, non può portare a nulla, anzi nel lungo periodo gli si ritorcerà contro, perché si tratta di una linea che porterà all'isolamento internazionale. 

"Gli USA dovranno rassegnarsi al fatto che lo sviluppo economico del mondo esige impegno, decisioni giuste e rispetto di regole uguali per tutti. I Paesi BRICS e il G20 stanno lavorando in questo senso e noi siamo dalla parte corretta della storia".

Tags:
America Latina, Sergej Lavrov, Russia
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