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06:40 21 Agosto 2019
Boris Johnson Brexit

Boris Johnson promette: “Vera Brexit entro il 31 ottobre”

© AFP 2019 / Adrian Dennis © Foto : Pixabay
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Lo aveva promesso in campagna per la leadership dei conservatori dicendo di non bleffare e che la Brexit si sarebbe realizzata comunque entro il 31 ottobre. Ora, prima di varcare la soglia di Downing Street, conferma ai propri elettori Tory: “realizzeremo la Brexit entro il 31 ottobre”.

‘Obtorto collo’ – come dicevano i latini. 'A tutti i costi’, ‘giocoforza’, ‘comunque’. Cioè anche in caso di mancato accordo con la UE – lo scenario definito ‘hard Brexit’ o, più comunemente ‘no deal’. Scenari paventati da più parti e che Tereza May aveva fatto di tutto per evitare ma che ora, Johnson stesso lascia intendere, potrebbero non essere esclusi:

“Realizzeremo la Brexit entro il 31 ottobre, approfitteremo di tutte le opportunità che porterà in un nuovo spirito di ‘possiamo farlo’ e torneremo a credere in noi stessi e su quello che possiamo realizzare e come un gigante addormentato ci risveglieremo e faremo a pezzi l’insicurezza e la negatività”.

L’ex Ministro degli Esteri ed ex sindaco di Londra, vinta la sfida con Jeremy Hunt ed eletto capo del Partito Conservatore (i cosiddetti Tory – perchè eredi dell’antico partito Tory del XVII sec.), oggi stesso diventerà ufficialmente nuovo Primo Ministro britannico dopo la nomina ufficiale da parte della regina Elisabetta II.

Contrariamente al nostro e a quello di molti altri Paesi europei continentali, il sistema britannico non prevede il voto di fiducia a meno che non sia il leader dell'opposizione a chiederlo (attualmente il laburista Jeremy Corbyn). L’imminenza della pausa estiva di Westminster (chiude domani) esclude fortemente questa possibilità. La riapertura è prevista per il 3 settembre e per il 31 ottobre è già pronta la grande prova dei fatti. I tempi sono quindi strettissimi.

Secondo il Ministro delle Finanze Philip Hammond l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea senza un accordo di cooperazione (hard Brexit / no deal) limiterebbe significativamente l'influenza di Londra sulla politica commerciale europea nonchè potrebbe arrivare a costare fino a 90 miliardi di sterline. Le stime pubblicate dall’istituto tedesco Bertelsmann parlano addirittura di una perdita di ricchezza di circa 57 miliardi di Euro all’anno per i sudditi di Sua Maestà (900 euro a testa) e di oltre 40 per gli altri cittadini europei. Secondo queste stime anche noi italiani perderemmo almeno 4 miliardi l’anno. Queste stime vengono contestate duramente dai fautori della Brexit e molti movimenti sovranisti europei i quali controbattono con accuse di allarmismo creato appositamente per creare psicosi a fini puramente politici.

Caso Skripal

Boris Johnson fu Ministro degli Esteri ai tempi del noto ‘caso Skripal’. In quell’occasione guadagnò gli ‘onori’ delle cronache internazionali accusando la Russia dell’accaduto e giurando in una famosa intervista concessa al canale televisivo tedesco Deutsche Welle che furono i responsabili del laboratorio di Porton Down ad assicurarlo che la sostanza dell’avvelenamente Skripal fosse senza dubbio Novichok e che provenisse dalla Russia. In una intervista successiva lo stesso Direttore di quel laboratorio chimico militare affermò di non essere ancora in grado di definire per certo né la sostanza incriminata né tanto meno la provenienza. Sempre in relazione al deterioramento delle relazioni con la Russia dovuto a quell’episodio, Johnson affermò di non escludere la possibilità di un ulteriore inasprimento delle sanzioni anti-Russia il giorno in cui la Gran Bretagna sarebbe uscita effettivamente dalla UE e fosse stata in grado di agire da sola.

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