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06:50 26 Agosto 2019

Pakistan: rinunciamo alle armi nucleari se lo fa anche India

© AFP 2019 / Asif Hassan
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L'escalation nei rapporti tra India e Pakistan (35)
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Il premier pakistano Imran Khan ha dichiarato che il suo paese è disposto a rinunciare alle sue armi nucleari se l'India fa lo stesso. Khan ha anche richiamato New Delhi al tavolo negoziale.

“Il Pakistan è disposto a rinunciare alle sue armi nucleari se l'India fa lo stesso”, ha detto il primo ministro pakistano Imran Khan ieri durante la sua visita negli Stati Uniti in un'intervista televisiva rilasciata a "Fox News".

Khan ha anche spiegato il motivo del suo “sì” al rinuncio alle armi nucleari: "La guerra nucleare non è un'opzione tra il Pakistan e l'India. L'idea di una guerra nucleare è semplicemente autodistruzione, siccome noi abbiamo un confine comune di quasi 3 mila chilometri.

Il premier pakistano ha aggiunto che la recente escalation delle tensioni tra i due paesi, entrambi muniti delle armi nucleari, effettuatasi a seguito di sporadici focolai di violenza e di un grave attacco terroristico, non era necessaria.

 

Khan ha dichiarato di aver chiesto al presidente degli Stati Uniti Donald Trump di mediare tra le due potenze regionali sulla questione del Kashmir, che  secondo il premier pakistano rimane l'unica ragione per cui “negli ultimi  70 anni non siamo stati in grado di agire come vicini civili".

Il primo ministro del Pakistan ha anche commentato la risposta infuocata dell’India alle ipotetiche trattative dei paesi con la mediazione degli Usa. New Delhi ha insistito che le trattative possono essere tenute solo in formato bilaterale. Imran khan invece ha esortato il Governo indiano a sedersi al tavolo negoziale il prima possibile.

Il territorio dell'antico principato del Kashmir rimane un oggetto di disputa tra India e Pakistan dal 1947, quando l'India britannica, dopo aver ottenuto l'indipendenza, fu divisa in due stati su base religiosa. Al momento non esiste un confine di stato nella regione: il suo territorio è diviso dalla linea di controllo. Nella parte indiana ci sono gruppi attivi che sostengono la secessione dal paese. Nuova Delhi ha costantemente accusato Islamabad di sostenere i terroristi ma il Pakistan nega queste accuse.

La crisi nei rapporti tra India e Pakistan è peggiorata bruscamente dopo il 14 febbraio, quando un attentatore suicida si è fatto esplodere accanto a una colonna di polizia paramilitare nello stato indiano settentrionale del Jammu e Kashmir. La responsabilità dell'attacco è stata rivendicata dal gruppo Jaish-e-Muhammad, il cui leader, Masoud Azhar, secondo New Delhi, è in Pakistan. Le vittime dell'attacco sono state 45 persone. L'India ha accusato il Pakistan di sostenere gruppi terroristici, Islamabad ha respinto le accuse definendole "infondate" e suggerendo a New Delhi di condurre un'indagine congiunta sull'incidente. L'incidente ha complicato le già tese relazioni tra New Delhi e Islamabad, portando ancora una volta la regione sull'orlo del conflitto militare.

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Armi nucleari, USA, Pakistan, India
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