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07:33 21 Agosto 2019
FergusonModello in miniatura per un monumento dedicato alla schiavitù che verrà eretto in Hyde Park

USA: risarcimento ai discendenti degli schiavi neri?

© Sputnik . Jim Young © AFP 2019 / Ben Stensall
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Divampa il dibattito in Commissione Giustizia della Camera dei rappresentanti negli Stati Uniti. La proposta, sostenuta dai Democratici, è quella di un risarcimento a tutti i discendenti degli schiavi neri. Ma tra gli stessi afroamericani non mancano le perplessità.

La schiavitù negli Stati Uniti venne abolita con il XIII emendamento del 1865 ma di fatto un secolo dopo ancora Malcolm X e Martin Luther King combattevano per i diritti dei neri fino al martirio (assassinati rispettivamente nel 1965 e 1968). Se pensiamo alla situazione attuale vediamo bene che, al di là delle vittorie formali – Obama, primo uomo di colore alla Presidenza – i fatti di Ferguson o quello che si vede al quartiere Skid Row di Los Angeles, lasciano molto perpelssi sul grado di emancipazione reale di buona parte dei discendenti di quegli uomini importati con la forza dall’Africa.

"Semplicemente chiedo: se non ora, quando?"

Chiede ai deputati la rappresentante democratica Sheila Jackson Lee, promotrice della risoluzione sui risarcimenti e sostenuta da attivisti come l’attore Danny Glover, il senatore e candidato alla presidenza Cory Booker e lo scrittore Ta-Nehisi Coates.

Dall’altra parte tuttavia, Repubblicani e non solo, obiettano prima di tutto che riparazioni di tale genere comporterebbero costi enormi per le casse federali e, inoltre, sarebbero ben difficili da gestire le assegnazioni. Va considerato che non tutte le persone di colore oggi negli USA sono discendenti degli schiavi importati nei secoli passati per cui sarebbe prima di tutto necessario presentare dei documenti (non certo facili da ottenere), sarebbe inoltre da valutare caso per caso a seconda dei bisogni reali (un campione di basket milionario e un senzatetto verranno trattati allo stesso modo?). Insomma il rischio è che si creino persino più discriminazioni, alcuni obiettano. Per altro esiste già almeno un precedente storico molto interessante come ci fa notare l’autrice Veronica Di Benedetto in un interessante articolo sul tema – il risarcimento ai nativi della Indian Claims Commission nel dopoguerra. I risultati furono veramente deludenti per gli indiani d’America – tra difficoltà di documentazioni scritte, assegnazione ai valori delle terre sottratte e mille cavilli, alla fine la commissione liquidò nemmeno di mille dollari a nativo e ci impiegò fino al 1978.

Non mancano quindi voci contrarie persino tra esponenti della cultura afroamericana come lo scrittore Coleman Hughes, discendente da una famigli di schaivi appartenuta niente meno che a Thomas Jefferson, il quale dice chiaramente e meglio di chiunque altro riassume il concetto:

"I risarcimenti sarebbero un insulto a molti neri americani, perché metterebbero un prezzo alla sofferenza dei loro antenati. La comunità nera non ha bisogno di risarcimenti, ma di quartieri più sicuri, di scuole migliori, di un sistema giudiziario più equo e di assistenza sanitaria migliore. E niente di tutto questo si ottiene attraverso i risarcimenti"

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