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06:32 26 Agosto 2019

Killer invisibili: le armi più temute dai marinai

© Sputnik . Sergey Guneev
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Impercettibilità, versatilità, capacità di trasportare in breve tempo centinaia di kg di tritolo: talvolta i siluri rappresentano per i natanti un rischio maggiore persino dei missili ad alta velocità.

I primi ad usare quest’arma furono i marinai russi nel 1878 durante un attacco contro delle navi turche a una distanza minima. Dopodiché gli ammiragli dovettero rivedere completamente la loro tattica di combattimento navale. Sputnik passa in rassegna i siluri più sanguinosi di tutti i tempi.

Veterani delle due guerre

Gli ingegneri si misero seriamente all’opera sullo sviluppo dei siluri all’inizio del XX secolo quando le flotte militari cominciarono a dotarsi di navi corazzate. Infatti, circa la metà delle navi da combattimento affondate durante la Prima guerra mondiale fu distrutta da siluri. All’inizio della Seconda guerra mondiale quest’arma venne perfezionata. In particolare, le munizioni disponevano di diverse classi di velocità, di un raggio d’azione di alcuni km, di esplosivo da contatto e automatico, di sistemi di puntamento e inseguimento dell’obiettivo. Tuttavia, non erano ancora del tutto affidabili, precisi e potenti.

Ad esempio, una delle creazioni della Germania di Hitler, il siluro T5 Zaunkönig con testa cercante acustica si dirigeva verso l’obiettivo orientandosi in base al suono della meccanica del mezzo. Questo siluro entrò negli armamenti della Kriegsmarine nel 1943 e divenne una delle tipologie principali di armamento dei sommergibili tedeschi. Il siluro di calibro 533 trasportava un’unità di combattimento da 300 kg a una velocità di circa 50 km/h ed era in grado di distruggere una nave del nemico a una distanza di più di 5500 m.

© Foto :
I siluri T5 Zaunkönig

Tuttavia, questo siluro non si rivelò tanto efficace quanto si sperava. I tedeschi registrarono con gli Zaunkönig solamente 58 attacchi andati a buon fine a fronte dei circa 650 tiri effettuati. Finendo nella scia lasciata dietro di sé dalla nave, il siluro spesso esplodeva prima del tempo. Inoltre, a rischio vi erano anche i vettori stessi dei siluri: per via delle imperfezioni del sistema di puntamento degli Zaunkönig talvolta questi siluri andavano ad inseguire persino i sommergibili da cui venivano lanciati.

Strategia dei samurai

Durante la Seconda guerra mondiale vennero impiegati anche siluri guidati dai marinai dalla cabina. Il siluro più noto di questa tipologia è il Kaiten giapponese che veniva guidato fino all’obiettivo da un pilota kamikaze. I giapponesi cominciarono a utilizzare attivamente quest’arma nella fase conclusiva della guerra. La flotta imperiale giapponese subì pesanti sconfitte da parte dei marinai americani e come vendetta scelse di impiegare quest’insolita arma. In sostanza il Kaiten era un mini-sommergibile.

Fino al punto di lancio il siluro era trasportato da una nave o un sommergibile. Nella cabina dell’imbarcazione si trovava un operatore che definiva l’obiettivo tramite un periscopio e attivava il regime di attacco. Inizialmente durante la costruzione dei Kaiten erano previsti sistemi di eiezione, ma successivamente vi si rinunciò poiché il pilota, trovandosi nel bel mezzo dell’esplosione, aveva comunque pochissime probabilità di sopravvivere.

Il siluro Kaiten

Nella parte anteriore del siluro era posizionata una testata di una tonnellata a mezza in grado di distruggere praticamente qualunque nave della flotta americana. Tuttavia, l’efficacia dei Kaiten fu molto limitata: con più di 100 siluri-kamikaze i giapponesi affondarono solamente 10 imbarcazioni americane.

I Kaiten affondavano, esplodevano, i piloti spesso sbagliavano la traiettoria e affondavano insieme ai siluri. Inoltre, i Kaiten per via delle loro grandi dimensioni venivano facilmente rilevati quando si avvicinavano all’obiettivo. Dunque, venivano distrutti già in fase di avvicinamento.

Maggiore successo lo ebbe il siluro guidato italiano, il cosiddetto “maiale”. In questo caso i piloti non erano costretti a sacrificare la propria vita. Infatti, a guidare il siluro vi erano due sommozzatori sedutivi sopra. I maiali erano silenziosi: grazie a un motore elettrico raggiungevano una velocità di circa 8 km/h. Sott’acqua gli operatori potevano rimanere anche fino a 6 ore per percorrere 30 km.

I maiali furono usati come diversivo: l’equipaggio del mezzo sottomarino penetrava di nascosto nelle basi navali del nemico e sul fondo delle navi installava siluri con un meccanismo a orologeria. Dopodiché i marinai lasciavano il luogo dell’operazione. In tal modo gli italiani inflissero danni considerevoli alla flotta inglese distruggendo navi cisterne e mezzi di trasporto navale.

Il rapidissimo Shkval

I siluri oggi sono così “intelligenti” e precisi che non necessitano di operatori. Ad esempio, negli armamenti della Marina militare russa si trova il siluro più veloce al mondo, lo Skhval. Il suo vantaggio principale rispetto ai suoi analoghi è l’estrema rapidità. Questo siluro entrò negli armamenti nel 1977 e ora è in fase di ammodernamento. Sarà in grado di immergersi a una profondità di più di 100 metri.

Il siluro si muove in una bolla di gas stabile (supercavitazione). Questa caratteristica ha anche degli svantaggi: infatti, il siluro non si può di fatto guidare. Inoltre, lo Shkval è molto rumoroso e può essere impiegato solo a brevi distanze dall’obiettivo (dell’ordine di una decina di km). Non essendo dirigibile, le coordinate precise dell’obiettivo vengono fornite al siluro prima del tiro. Ma tutti i difetti sono compensati dalla rapidità dello Shkval: infatti, si avvicina alla nave del nemico a una velocità di anche 300 km/h che riesce a raggiungere grazie al motore a propellente solido. Inoltre, il siluro è dotato di una testata nucleare che compensa con gli interessi l’elevata imprecisione.

Primo test del Poseidon
© Sputnik . Ministero della Difesa russo

Un altro siluro russo dei nostri giorni è il Fizik che non arriva a queste velocità, ma è comunque in grado di fare 50 km sott’acqua e di trasportare fino alla nave nemica 300 kg di tritolo. Il sistema idroacustico del Fizik è in grado di identificare le scie delle navi a una distanza di 1,5-2 km. Dopo che l’obiettivo è stato catturato è praticamente impossibile sfuggire al siluro. Il Fizik è di fatto silenzioso, il che rende più difficile il suo rilevamento, e viene indirizzato verso l’obiettivo tramite un sistema di puntamento automatico oppure viene guidato tramite un cavo lungo di circa 30 km.

Siluro ad alta quota

Una delle ultime creazioni del complesso industriale americano è il siluro antinave Mark 54 di piccole dimensioni. Questo “piccolino”, nonostante pesi 300 kg, riesce a trasportare solamente 40 kg di esplosivo. Ma il suo pregio è che può essere sganciato dall’aria e l’aereo non deve nemmeno entrare nell’area di difesa contraerea della nave obiettivo.

Il siluro americano Mk 54

Per questo gli americani hanno elaborato un sistema di sganciamento ad alta quota, l’HAAWC (High Altitude Antisubmarine Warfare Weapons Capability). Il siluro è dotato di una serie di ali e code di modo che il Mark 54 possa essere sganciato a grande distanza dall’obiettivo, a quote comprese tra i 250 m e i 15 km. Dopo aver raggiunto una quota sicura per lo scontro con l’acqua la munizione, privata della componente aerodinamica, si dirige in maniera autonoma verso l’obiettivo seguendo la traiettoria su cui si trova. Questa soluzione rende il tiro sicuro e impercettibile, mentre il velivolo vettore rimane fuori dalla portate dei sistemi contraerei. Il Mark 54 può essere lanciato anche da piattaforma di lancio navali tradizionali.

Tags:
Armi, siluro
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