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04:57 24 Agosto 2019
Cocaina

L’alleanza criminale tra Italia e Brasile

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I media brasiliani hanno riferito che il Primeiro Comando da Capital, (PCC), la più grande organizzazione criminale del paese, ha stretto un'alleanza sul narcotraffico con la 'Ndrangheta.

Sputnik Brazil ha parlato con il membro del Forum brasiliano di pubblica sicurezza e analista politico Guaracy Mingardi, che studia le attività del PCC, delle possibili conseguenze di questa unione per i brasiliani ordinari e di ciò che la mafia italiana sta perseguendo nel paese sudamericano.

Secondo l'esperto, la notizia non è sorprendente, dal momento che il Brasile ha sempre fornito cocaina all'Europa. Il PCC ha lavorato con la criminalità calabrese per diversi anni.

"La convergenza con un gruppo calabrese non è una novità. Per molti anni, [la 'Ndrangheta] ha ricevuto la cocaina spedita dal PCC in Europa. Questo di solito accade attraverso il porto di Santos", ha osservato Mingardi.

"L'organizzazione stessa non è necessariamente coinvolta, a volte singoli dirigenti del PCC trasportano la cocaina. La acquistano in Bolivia e la trasportana attraverso il confine terrestre con il Paraguay fino al porto di Santos, attraverso qualcuno trasferiscono il carico alla nave, quindi il gruppo criminale italiano lo prende da lì", ha spiegato l'esperto.

In altre parole, osserva Mingardi, l'interesse del PCC per le esportazioni di cocaina è il risultato di una tendenza che si sta rafforzando da diversi anni. Secondo l'esperto, alcuni membri del PCC preferivano impegnarsi esclusivamente nel "commercio estero", il che ha portato a cambiamenti all'interno della leadership regionale del gruppo.

Il segretario nazionale per la Pubblica Sicurezza del Governo di Fernando Henrique Cardoso e il colonnello della polizia militare di San Paolo José Vicente da Silva ha concordato con Mingardi.

Secondo lui, è noto che da oltre 20 anni "il Brasile ha riesportato circa il 50% della cocaina che proviene dai paesi vicini". A causa delle caratteristiche geografiche (la grande estensione territoriale e l'accessibilità geografica) tutte le forniture di droga nel continente passano attraverso il Brasile.

"Gruppi criminali come la mafia italiana e russa e altri sono entrati in questo paradiso della droga", ha detto Vicente da Silva.

Il colonnello ha notato che i confini dello stato e le strade in Brasile sono scarsamente sorvegliati, il che facilita il trasporto di droga all'interno del paese. D'altra parte, i gruppi criminali organizzati locali non sono in grado di agire soli al di fuori del paese, quindi cercano contatti con le controparti esterne.

"I nostri gruppi non sono in grado di unirsi a questo flusso commerciale internazionale", ha osservato l'esperto. "A livello internazionale, il livello è così complicato che i tradizionali gruppi criminali europei hanno molte più condizioni per la logistica e la vendita di droghe", ha affermato Vicente da Silva.

Parlando del possibile impatto sulla sicurezza dei cittadini comuni, l'ex segretario ritiene che non ci siano motivi di preoccupazione.

"Questa [alleanza] non influisce sulla vita quotidiana dei cittadini. Dal momento in cui stiamo parlando delle complesse attività dei criminali che sono impegnati nel trasporto di merci complesse, container, attività finanziarie, tutto questo non influisce sulla sicurezza quotidiana dei cittadini comuni", ha concluso l'esperto.

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Tags:
cocaina, Brasile, ndrangheta
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