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06:35 21 Agosto 2019

Welt: L'Occidente dovrebbe parlare con la Russia, e non mantenere il silenzio con rabbia

© REUTERS / Laura Hasani
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I tempi del mondo bipolare sono finiti, l'influenza della Cina sta crescendo e la Russia non è così forte come vorrebbe essere, scrive il quotidiano tedesco Die Welt.

L'Occidente avrebbe dovuto mantenere un dialogo con Mosca, ma invece "è perso in un silenzio arrabbiato", osserva l'autore dell'articolo, Michael Stürmer.

Non c'è nulla di insolito nella presenza di militari della NATO sulle strade e nelle foreste della Lituania: conducono esercitazioni e riferiscono ciò che sta accadendo vicino al confine con la Russia. Non si tratta tanto di manovre militari quanto del proseguimento della comunicazione politica con mezzi militari, una sorta di comunicazione simbolica con la Russia. Ai Paesi Baltici si fa capire che non li abbandoneranno alla mercé della Russia, spiega la pubblicazione. A sua volta, alla Russia viene dato un segnale che l'alleanza occidentale aderisce ancora agli accordi raggiunti due decenni fa, quando la Polonia e i Paesi Baltici aderirono alla NATO, rifiutando quindi di dispiegare armi nucleari, grandi unità militari e una grande quantità di equipaggiamenti.

La presenza di truppe NATO nei Paesi Baltici è l'incarnazione del trattato attuale, né più né meno, afferma nel suo articolo lo storico e giornalista. Il sistema di controllo degli armamenti e di disarmo, che ha contribuito a mantenere la stabilità dopo la fine della guerra fredda, è ora in uno stato precario, una soluzione politica è sottosviluppata. Per la maggior parte, ciò si manifesta quando è richiesto un intervento urgente del Consiglio Russia-NATO: l'alleanza si rifiuta di partecipare al processo.

Invece di mantenere diligentemente le linee di contatto sopravvissute, entrambe le parti sprofondano in un rabbioso silenzio. Tuttavia, tra le potenze nucleari non possiamo parlare di punizione. "Punire la Russia" è stato il motto della Casa Bianca quando l'Occidente ha risposto alla riunificazione della Crimea con la Russia con sanzioni economiche e finanziarie. Nel frattempo, le potenze nucleari dovrebbero parlare solo della limitazione del conflitto e del suo controllo, sollecita Michael Stürmer. Nota con rammarico che è proprio il punto in cui è più necessario il dialogo ad essere meno supportato.

"Ciò testimonia non la sapiente gestione degli affari dello stato e non la forza della posizione negoziale, bensì l'intransigenza di entrambe le parti", sottolinea l'autore dell'articolo. A suo parere, questo provoca il rischio che dopo i discorsi minacciosi si sviluppino conflitti reali in un'atmosfera di sfiducia. Nell'era delle armi nucleari, sono necessarie nuove regole. In caso contrario quest'era non durerà a lungo, avverte lo storico tedesco.

Sturmer sottolinea che come prima ci sono molti temi che accomunano Est e Ovest più di quanto li dividano. Per esempio, la minaccia del terrorismo islamista, che tocca Mosca, Washington, Parigi o Londra, così come i rischi associati allo sviluppo dell'intelligenza artificiale nella sfera militare e nuovi sistemi d'arma che stanno diventando più efficaci, veloci, pericolosi e incontrollabili. Nelle mani delle élite di potere, non ancora collaudate, le armi moderne sono due volte più pericolose, avverte Die Welt.

Come si legge nell'articolo, l'attuale sistema dei trattati bilaterali ha bisogno di una nuova geometria dovuta al fatto che la Cina si sta spostando verso lo status di potenza mondiale. Il sistema bipolare del passato non può abbracciare pienamente le realtà politiche moderne. Pertanto, le denunce secondo cui la Russia si sta allontanando dalla precedente struttura dell'ordine mondiale sono, ovviamente, giuste, ma non costruttive, afferma Michael Stürmer. L'esperto spiega che il Cremlino si sta occupando di ciò che è nella sua infanzia. Inoltre, la Russia deve costruire un nuovo sistema di equilibrio delle forze mondiali e, per questo, Putin sulla scena mondiale ha bisogno di un partner, che invece non ha.

L'Europa ha paura, e gli Stati Uniti di Trump sono diventati imprevedibili, scrive Die Welt. La Cina non si lascerà trascinare dagli Stati Uniti o dalla Russia. Al contrario, Mosca dovrebbe rallegrarsi del fatto che Pechino non abbia ancora tirato fuori dagli archivi l'accordo del XIX secolo, secondo il quale gli zar russi senza troppe cerimonie si sono appropriati di metà della Siberia.

Invece di diventare più stabile e affidabile, il mondo è impantanato in un disordine strategico, osserva il quotidiano tedesco. L'America ha cessato irrevocabilmente di essere il centro del mondo. Allo stato attuale si sta formando una situazione che finora non ha né un nome né un nucleo chiaro.

"La chiave per il nuovo ordine mondiale non è più a Washington e non a Pechino, e certamente non a Mosca, nonostante i successi di Putin", afferma Die Welt.

Forse questa chiave non esiste affatto, suggerisce l'autore dell'articolo. In ogni caso, è giunto il momento di affrontare seriamente la situazione, e di non aspettare che la via d'uscita in qualche modo si presenti da sola. Se valutiamo attentamente tutti i rischi, diventa chiaro che la mancanza di attenzione a tali situazioni di conflitto, come nel caso della Crimea, è paragonabile a una grave violazione dei propri doveri e al mancato adempimento dei proprio impegni.

Ha senso legare tutti gli aspetti delle relazioni con la Russia alla restituzione della Crimea, che non accadrà mai? È irragionevole rimandare la risoluzione dei conflitti e delle crisi fino a quando la situazione non peggiora ulteriormente, afferma Michael Stürmer. Tuttavia, dove sono quei canali per i negoziati dietro le quinte che hanno frenato la guerra fredda? Dove sono i centri di analisi che hanno cercato e talvolta trovato un linguaggio comune? E dove sono i politici che, perspicacemente, abilmente e assertivamente, si mettono al lavoro? L'autore dell'articolo nel mondo moderno non osserva nulla di tutto ciò, e questo è "deplorevole, ma di vitale importanza", conclude.

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Tags:
NATO, Russia, Occidente
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